Venticinque milioni per far giocare i ragazzini d’estate. È questo l’impegno finanziario richiesto dal progetto «Centro aperto» che vedrà operare fianco a fianco il comune di Garda e l’Asl 22.

I genitori lavorano, il comune pensa ai loro figli

22/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Ven­ticinque mil­ioni per far gio­care i ragazz­i­ni d’estate. È questo l’impegno finanziario richiesto dal prog­et­to «Cen­tro aper­to» che vedrà oper­are fian­co a fian­co il comune di Gar­da e l’Asl 22 durante i mesi di luglio e di agos­to per offrire occa­sioni di ritro­vo ai più gio­vani. Real­iz­zan­do uno spazio dove i ragazz­i­ni pos­sano trascor­rere il peri­o­do esti­vo in un cli­ma di gio­co e di diver­ti­men­to. Un obi­et­ti­vo impor­tante, soprat­tut­to se si con­sid­era che numero­sis­sime famiglie di Gar­da si trovano ad avere entram­bi i gen­i­tori impeg­nati durante tut­ta la sta­gione tur­is­ti­ca. «Data la par­ti­co­lare carat­ter­is­ti­ca del ter­ri­to­rio durante l’estate, in cui soli­ta­mente la popo­lazione è occu­pa­ta a liv­el­lo pro­fes­sion­ale nell’ambito del tur­is­mo», scrive infat­ti l’educatrice dell’Asl 22, Bar­bara Tomelli­ni, nel­la sua relazione invi­a­ta al comune di Gar­da, «si ritiene indis­pens­abile pro­porre un servizio che copra i mesi di luglio e agos­to per intrat­tenere i ragazzi con attiv­ità orga­niz­zate». Trovan­do con­fer­ma nelle parole del sin­da­co Gior­gio Comenci­ni: «L’iniziativa» dice il pri­mo cit­tadi­no, «si inserisce nell’ambito del nos­tro prog­et­to ludote­ca, riv­olto ai gio­vani in ter­mi­ni di tem­po e spazi, offren­do nel con­tem­po un sosten­go ai gen­i­tori impeg­nati nel lavoro». Il prog­et­to del «Cen­tro aper­to» si riv­olge ori­en­ta­ti­va­mente ai bam­bi­ni e ai ragazzi d’età com­pre­sa fra i tre e i 14 anni. L’obiettivo è quel­lo di offrire un luo­go pro­tet­to a carat­tere ludi­co-educa­ti­vo in cui sia pos­si­bile incon­trar­si, crescere, stu­di­are, prog­ettare. E poi gli edu­ca­tori si pro­pon­gono di «sti­mo­lare la cre­ativ­ità attra­ver­so l’acquisizione di nuove tec­niche espres­sive e man­u­ali», e di «offrire oppor­tu­nità di usare il tem­po libero come momen­to di cresci­ta cul­tur­ale». Gli spazi a dis­po­sizione sono due aule delle scuole medie, uti­liz­zate già in prece­den­za per l’attività di ludote­ca, nonché la palestra e gli spoglia­tori del­la stes­sa scuo­la, il tut­to mes­so a dis­po­sizione dal diri­gente sco­las­ti­co dall’istituto com­pren­si­vo di Gar­da, Fran­co Zeni. Ad occu­par­si dei ragazz­i­ni saran­no l’educatrice del servizio educa­ti­vo ter­ri­to­ri­ale, sei oper­a­tori e i due obi­et­tori in servizio al comune di Gar­da. Che cosa si farà nel «Cen­tro aper­to?» Pri­ma di tut­to si giocherà, per­ché in tal modo «si pun­terà a val­oriz­zare le capac­ità espres­sive, pro­po­nen­do diver­si tipi di gio­co a sec­on­da delle fasce di età», come affer­ma l’educatrice. Poi ver­ran­no pro­posti dei lab­o­ra­tori man­u­ali, musi­cali, sportivi, pit­tori­ci con lo scopo non solo di favorire sia l’acquisizione di conoscen­za tec­niche, sia la social­iz­zazione fra i ragazzi. Ci sarà inoltre lo spazio «stu­di­amo insieme», con­cepi­to per aiutare i ragazzi a svol­gere i com­pi­ti delle vacanze col sup­por­to degli oper­a­tori. Alla fas­cia dei più pic­coli, gli alun­ni cioè delle mater­ne e dei pri­mi due anni delle ele­men­tari, ver­rà offer­to anche un servizio di psi­co­motric­ità, uti­liz­zan­do anco­ra lo stru­men­to del gio­co. E in più il prog­et­to ipo­tiz­za escur­sioni sul ter­ri­to­rio per favorire la conoscen­za e l’approfondimento delle risorse ambi­en­tali esisten­ti.