Un grado in più. Temperatura dell'acqua a quota otto per i «magnifici» sette

Il 2003 regala un grado a chi fa festa nell’acqua

03/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s.j.)

Un gra­do in più. Tem­per­atu­ra del­l’ac­qua a quo­ta otto per i «mag­nifi­ci» sette che han­no salu­ta­to il nuo­vo anno con un tuffo propizia­to­rio nel . Una lieve dif­feren­za sec­on­do i comu­ni mor­tali, un sostanzioso aumen­to a det­ta degli irriducibili che per la quindices­i­ma vol­ta con­sec­u­ti­va han­no deciso di iniziare l’an­no nuo­vo con un bag­no fuori sta­gione. Lo sce­nario è il soli­to, il lun­go­la­go davan­ti al munici­pio di Magug­nano, come la ressa di fol­la vesti­ta a fes­ta che curiosa ha assis­ti­to all’e­si­bizione degli «inos­sid­abili». Loro resp­in­gono con gar­bo l’ap­pella­ti­vo coni­a­to da L’Are­na , non tan­to per una ques­tione numer­i­ca, di quat­tro ami­ci al bar («non ci andi­amo qua­si mai»), ma accettano lo sch­er­no e l’am­mi­razione, per­ché no!, di col­oro che con sguar­do geli­do accom­pa­g­nano i sei temer­ari pas­sare dal­la sves­tizione al bal­zo nelle placide acque del Benà­co. Dif­fi­cile di soli­to trovare nuove leve, nuovi com­pag­ni di bag­no e quan­do ciò avviene, come è poi suc­ces­so alle ore 15 del pri­mo gen­naio, è subito grande fes­ta. A sor­pre­sa si è fat­to largo tra la muraglia di gente cap­i­tana­ta dal pri­mo cit­tadi­no Gio­van­ni Zap­palà, l’arzil­lo Arnal­do Tom­massi­ni res­i­dente a Tren­to ma orig­i­nario di Bren­zone. Dal­l’al­to del­la sua saggez­za, frut­to di set­tan­ta pri­ma­vere por­tate splen­di­da­mente, il prode Arnal­do ha sfida­to il Gar­da fas­ci­a­to in cos­tume intero con tan­to di bretelle. Forse un po’ démodé ma di cer­to di grande impat­to sceni­co come il cartel­lo ripor­tante il «15» (nel­la foto Mar­chiori) a ricor­dare ai pre­sen­ti che non si trat­ta di un’avven­tu­ra spo­rad­i­ca, di una «mat­ta­ta» estem­po­ranea ma di una vera e pro­pria tradizione. Soprat­tut­to per il ban­car­io Dani­lo Dona­ti­ni e i macel­lai Lui­gi e Gian Anto­nio Sar­tori, sem­pre in pri­ma fila a guidare il manipo­lo di audaci. «Sarò anche abit­u­a­to ma non c’è dub­bio che ogni vol­ta è sem­pre un… briv­i­do forte», ammette il giorno dopo tra una tagli­a­ta di man­zo e un chi­lo di maci­na­to servi­to ai suoi affezionati cli­en­ti Lui­gi il più anziano dei due fratel­li. Insieme una vol­ta a mol­lo dopo la nuo­ta­ta spen­sier­a­ta han­no pen­sato bene di adornare il copr­i­capo con il cartelli­no «carne con­ge­la­ta» a sin­te­tiz­zare meglio di mille parole le loro emozioni, lo sta­to di… salute. A com­pletare la com­pag­nia Rena­to Benedet­ti, alber­ga­tore di Mal­ce­sine alla sua otta­va parte­ci­pazione, Zio Pino alias Giuseppe Calò e il man­is­cal­co di Peschiera Ange­lo Fac­chet­ti. Sette cor­ag­giosi che anco­ra una vol­ta han­no invano atte­so l’ar­ri­vo del­la neve accon­tentan­dosi di un lago tiepi­do.

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