Presentato a Gardone il nuovo libro sul lago, frutto dell’impegno di tre editori

Il Benaco che non t’aspetti: una guida per capire il lago

08/06/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
s.z.

È sta­to pre­sen­ta­to ieri, a Gar­done Riv­iera, nel­la sede del­la Comu­nità, «Il lago di Gar­da», una gui­da stori­co-artis­ti­ca di Gior­gio Vedovel­li, frut­to dell’unione di tre Case editri­ci: Il Som­mo Lago (Trenti­no), Cierre (Verona) e Grafo (Bres­cia). Raro trovare, nel cam­po edi­to­ri­ale, una sim­i­le comu­nan­za di idee e di inten­ti. «Un lavoro inizia­to tre anni fa — sot­to­lin­ea l’autore -. All’inizio le ambizioni era­no lim­i­tate. Ho appro­fon­di­to anche le mie conoscen­ze, in una sor­ta di arric­chi­men­to per­son­ale. La mate­ria è vastis­si­ma, ma gra­zie ai con­tinui con­trol­li sul ter­ri­to­rio abbi­amo effet­tua­to una ricer­ca seria. L’indagine si è adden­tra­ta nell’entroterra: col­li stori­ci, monte Bal­do, Valsab­bia. L’apparato icono­grafi­co è sig­ni­fica­ti­vo. Le foto sono a col­ori, qua­si tutte inedite». Affer­ma il pres­i­dente del­la Comu­nità, Giuseppe Mongiel­lo: «Tre delle migliori case editri­ci si sono unite in uno sfor­zo da apprez­zare. È l’ultima di una serie di guide inter­es­san­ti. Cias­cu­na ha le pro­prie carat­ter­is­tiche. Ques­ta si dif­feren­zia in modo par­ti­co­lare per l’aspetto stori­co-artis­ti­co. Una let­tura piacev­ole, con finestre che pro­pon­gono aspet­ti sug­ges­tivi, ma non per questo meno affasci­nan­ti. Ricor­do, ad esem­pio, i parchi diver­ti­men­ti, le inci­sioni rupestri, l’uccellagione, le sagre. Anche le colline moreniche man­to­vane sono inserite in un par­ti­co­lare per­cor­so. La gui­da è riv­ol­ta soprat­tut­to a quan­ti vogliono appro­fondire e capire quan­to sta oltre la fac­cia­ta. Il lago non è solo un luo­go di vacan­za ma è ric­co di sto­ria e di una serie di cul­ture». Tre­cen­toses­san­tot­to kmq di super­fi­cie, lunghez­za mas­si­ma 51,5 km, larghez­za 17,5, perimetro 125 km, liv­el­lo delle acque 65 metri, pro­fon­dità mas­si­ma 346, al largo di Castel­let­to di Bren­zone, tem­per­atu­ra media dell’aria 13 gra­di, quel­la dell’acqua 12, tem­po teori­co di rin­no­vo qua­si 27 anni. Si apre con ques­ta sche­da il lavoro di ricer­ca, che sot­to­lin­ea come, sul lago, esista il fiume più cor­to d’Europa: l’Aril, a Mal­ce­sine, lun­go appe­na 173 metri. Una miniera di notizie, che partono dall’isola Borgh­ese, pun­tano su S. Bia­gio (l’isola dei conigli), pas­sano vici­no alle Trimel­one e finis­cono all’isola di Sog­no. Sulle rive vivono oggi cir­ca 130 mila per­sone, con­cen­trate nel­la parte merid­ionale, dove si trovano i cen­tri mag­giori (Peschiera, Desen­zano, Salò, Bar­dolino, Gar­da). Cit­ta­dine che, come pure Riva e Mal­ce­sine, han­no avu­to orig­ine dal­lo svilup­po di antichi cen­tri por­tu­ali. Gli altri cen­tri minori del­la cos­ta basa­vano invece la loro econo­mia soprat­tut­to sul­la pesca o, nel caso dei borghi sulle alture, sull’agricoltura e le attiv­ità sil­vo-pas­torali. La gui­da, di 210 pagine, fres­ca di stam­pa, è in ven­di­ta a 28 mila lire. Vedovel­li è un inseg­nante veronese. È nato a Tor­ri, dove vive. Fonda­tore del Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense, attual­mente dirige il del Castel­lo scaligero del suo paese. Col­lab­o­ra con l’ di Peru­gia per l’Atlante lin­guis­ti­co dei laghi ital­iani ed è autore di numerose pub­bli­cazioni sulle tradizioni popo­lari, sul­la sto­ria e, soprat­tut­to, la pesca. La gui­da mira a far conoscere bellezze pae­sag­gis­tiche, i mon­u­men­ti più noti, dan­do l’immagine di un unicum irripetibile. Pro­pone la sto­ria dei pae­si e delle con­trade, le man­i­fes­tazioni (castel­li, gran­di ville, affres­chi votivi delle chiesette di cam­pagna), il lavoro e la stes­sa gas­trono­mia. Quest’ultima parte pre­sen­ta anche ricette ric­che di fas­ci­no, ed è sta­ta cura­ta da Gian­lui­gi Miele.

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