Il settimanale «Famiglia Cristiana» denuncia l’eccessiva urbanizzazione

Il Garda assediato dal cemento

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Famiglia Cris­tiana pun­ta gli occhi sul Gar­da. Il set­ti­manale cat­toli­co con più di cinque mil­ioni di let­tori ded­i­ca tre pagine al più grande lago d’I­talia per con­dannare l’ec­ces­si­va cemen­tifi­cazione del ter­ri­to­rio. «In par­ti­co­lare nel­la Riv­iera degli Olivi la cubatu­ra è rad­doppi­a­ta in ven­ti anni», scrive Pao­lo Per­az­zo­lo dan­do voce alle affer­mazioni di Michele Bertuc­co di Legam­bi­ente. «Qua­si tutte sec­onde case come a San Zeno di Mon­tagna: le abitazioni non occu­pate sono il 76 per cen­to. E ciò provo­ca non solo la scom­parsa del verde ma anche la trasfor­mazione dei cen­tri attorno al Gar­da in pae­si fan­tas­ma per nove mesi all’an­no». Non man­ca il soli­to esem­pio neg­a­ti­vo del col­let­tore fog­nario. «I lavori iniziarono nel ’76 con un cos­to pre­ven­ti­va­to 26 mil­iar­di», ricor­da anco­ra Bertuc­co. «Fino ad oggi sono sta­ti spe­si 300 mil­iar­di e il col­let­tore sarebbe da rifare, per­ché è sta­to costru­ito male, ha numerose perdite e prevede cinque dis­per­sori che finis­cono nei pun­ti più pro­fon­di del Lago». Ma non è fini­ta. «A Coster­mano i cit­ta­di­ni han­no rac­colto le firme per indire un ref­er­en­dum per un piano rego­la­tore a cresci­ta zero», ricor­da Gian Pao­lo Bas­tia pres­i­dente del comi­ta­to che ha rac­colto 420 sot­to­scrizioni su 2100 elet­tori. Ref­er­en­dum che non si ter­rà come aus­pi­ca­to dal­lo stes­so Bas­tia e dalle mino­ranze con­sil­iari del “Il Muli­no” il 7 otto­bre in coin­ci­den­za con la con­sul­tazione nazionale sul Fed­er­al­is­mo. «Non cer­to per l’avversità del­l’Am­min­is­trazione comu­nale», tiene a pre­cis­are il sin­da­co Gior­gio Castel­lazzi. «L’ar­ti­co­lo 37 del nos­tro statu­to, approva­to anco­ra ad inizio anni ’90, dispone l’i­nam­mis­si­bil­ità di una con­sul­tazione comu­nale in coin­ci­den­za con altre oper­azioni di voto». «Ven­erdì il con­siglio comu­nale ha nom­i­na­to la com­mis­sione che ha tem­po un mese per val­utare la valid­ità delle firme rac­colte», pros­egue. «L’iter poi pro­ced­erà finché ver­rà indet­to il ref­er­en­dum che pre­sum­i­bil­mente si svol­gerà ad aprile», spie­ga Castel­lazzi, che aggiunge, «riten­go che a Coster­mano si sia cemen­tifi­ca­to meno o al mas­si­mo al pari di quan­to avvenu­to in altri comu­ni lim­itrofi. Non dimen­tichi­amo inoltre che il que­si­to pro­pos­to dal comi­ta­to ref­er­en­dario chiede il bloc­co di nuove espan­sioni quan­do in realtà non ve ne sono. In prat­i­ca è come chi­ud­ere una stal­la dopo che i buoi sono già usciti».