Il direttore dell'orchestra Haydn è stato anche campione di vela

Il maestro Kuhn in barca sul Garda

16/02/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Claudio Chiarani

Ven­erdì sera a Bolzano Gus­tav Kuhn ha tenu­to a bat­tes­i­mo la “sua” nuo­va Haydn. Ieri pomerig­gio all’u­na esat­ta ha indos­sato la cer­a­ta, ha volto lo sguar­do ver­so un Gar­da fred­do e ven­toso, ha salu­ta­to tut­ti e al tim­o­ne del suo Sol­ing è anda­to a gus­tar­si un altro con­cer­to. Quel­lo che il lago, l’O­ra e il sole di un pic­co­lo anticipo di pri­mav­era del Gar­da trenti­no gli han­no gen­erosa­mente offer­to. Il mae­stro è arriva­to alla Fraglia del­la Vela di Riva con gen­eroso ritar­do, tre ore esat­te, ma a quest’uo­mo si per­dona tut­to. Per­ché? Per­ché capis­ci subito che possiede una car­i­ca umana dal­lo spes­sore inna­to, e allo­ra il piacere che provi solo a stringer­gli la mano ti fa dimen­ti­care volen­tieri l’attesa.Maestro, iro­nia, alle­gria e sport per vivere bene? «Tut­to è nec­es­sario per fare il mio lavoro e per capire bene come va pre­sa la vita, con alle­gria sicu­ra­mente. Il mon­do di per sé è già tragi­co no? Guardiamo­ci attorno, tut­ti i giorni accade qual­cosa di brut­to, ma per questo non dob­bi­amo sem­pre pian­gere, non crede? I dis­as­tri, i bam­bi­ni che chiedono cibo, si va da un estremo all’al­tro e spes­so mi chiedo per­ché l’uo­mo non capis­ca l’as­sur­dità di tut­to ciò, ma non per questo dob­bi­amo andare in depres­sione. Ringrazi­amo Dio, invece, per tut­to quel­lo di bel­lo che ci concede».Quando nasce ques­ta pas­sione per la vela?«Ah, inizia a quat­tordi­ci anni, quan­do con un Fly­ing Dutch­man ho regata­to per la pri­ma vol­ta qui sul Gar­da. Da allo­ra n’è pas­sato di tem­po, era il 1959. A 15 ho vin­to il cam­pi­ona­to aus­tri­a­co, a 16 il tito­lo di cam­pi­one europeo con il Kor­sar, ma è una pas­sione che spes­so con­trasta­va con il mio lavoro».Lei ha regata­to con i gran­di nomi del­la vela, però.«Schumann, Cian, Chi­ef­fi, Celon, Tor­boli, tut­ta gente che conosco e con i quali sono usci­to in bar­ca sem­pre volen­tieri. Una vol­ta Schu­mann (tre ori ed un argen­to alle Olimpia­di, tat­ti­co di Alinghi, ndr) ebbe a dire: meglio che Gus­tav si dedichi alla musi­ca, così avrò un avver­sario in meno da battere…».Maestro, ha altri ricor­di legati alla vela?«La squadra olimpi­ca di Sol­ing, i cam­pi­onati del mon­do nel’98 negli Sta­ti Uni­ti dopo i quali ho dato l’ad­dio defin­i­ti­vo all’ag­o­nis­mo, gli allena­men­ti con Cian a Napoli, tante cose». Lo sguar­do riv­olto al lago ci fa capire che è ora las­cia­re all’uo­mo Kuhn la sua gius­ta lib­ertà. Gra­zie Mae­stro, buon ven­to!