«Lo scalo di Montichiari resterà sempre sotto il nostro controllo» «Le polemiche sono dannose, ma il Catullo vola»

Il neo presidente della società di gestione del Catullo fa il punto

25/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

A un mese dal suo inse­di­a­men­to, Fer­nan­do San­son guar­da i pri­mi dati di quest’anno: «Anche nei pri­mi 20 giorni di giug­no l’incremento del traf­fi­co è supe­ri­ore al 30 per cen­to rispet­to agli anni prece­den­ti, un trend ben più ele­va­to del­la media degli aero­por­ti nazion­ali. E per crescere in modo costante ed effi­ciente non abbi­amo bisog­no di polemiche. Non ser­vono». Pri­ma di par­lare di queste, fer­mi­amo­ci ai prob­le­mi di cresci­ta: quan­do arriverà a sat­u­razione il Cat­ul­lo? «Se non prevedessi­mo inves­ti­men­ti, la sat­u­razione potrebbe arrivare anche a fine 2001. Ma ampli­er­e­mo sia le capac­ità di traf­fi­co del­lo sca­lo sia la capac­ità dell’aerostazione. Per il pri­mo prog­et­to abbi­amo pre­vis­to nel nos­tro mas­ter­plan pluri­en­nale inves­ti­men­ti tec­ni­ci per cir­ca 50 mil­iar­di che riguarder­an­no il miglio­ra­men­to delle piste, delle attrez­za­ture, un nuo­vo hangar per garan­tire il servizio di manuten­zione degli aero­mo­bili. Inoltre, è pre­vis­to il pas­sag­gio alla terza cat­e­go­ria B per i voli con atter­rag­gio stru­men­tale (Ils) con vis­i­bil­ità fino a 75 metri: sarà pien­amente oper­a­ti­vo nel­la pri­mav­era del 2002 e ci con­sen­tirà di super­are il prob­le­ma del­la neb­bia. Altri inves­ti­men­ti, poi, riguarder­an­no l’ampliamento dell’aerostazione, e dovre­mo stu­di­are le soluzioni migliori sec­on­do lo svilup­po di ques­ta cresci­ta». Ci sono già dei momen­ti di sat­u­razione? «La domeni­ca pomerig­gio e il lunedì e soprat­tut­to durante le ore not­turne, c’è la dif­fi­coltà di trovare pos­to per parcheg­gia­re tut­ti gli aerei. Le autorità mil­i­tari ci han­no con­ces­so, gra­zie ai buoni rap­por­ti di col­lab­o­razione che da sem­pre abbi­amo, una nuo­va area che può ospitare un paio di Atr nelle ore not­turne». Lo sca­lo di Mon­tichiari che aiu­to dà al Cat­ul­lo? Che cosa sig­nifi­ca in con­cre­to il Sis­tema aero­por­tuale del Gar­da? «Il D’Annunzio, cioè lo sca­lo di Mon­tichiari, lavo­ra attual­mente come uno sta­bil­i­men­to sep­a­ra­to del­la stes­sa soci­età Cat­ul­lo e quest’anno dovrebbe arrivare a 200mila passeg­geri. La sua vocazione è quel­la dei car­go, dei char­ter e dei voli delle com­pag­nie low cost, cioè a tar­iffe par­ti­co­lar­mente basse. Dal 29 giug­no par­ti­ran­no 13 voli la set­ti­mana per Lon­dra con la Ryan Air a prezzi di asso­lu­ta con­cor­ren­za: Mon­tichiari, che è sem­pre e sem­pre sarà sot­to il con­trol­lo del Cat­ul­lo, è una preziosa oppor­tu­nità, non cer­to un con­cor­rente. E non è det­to che in futuro non pos­sa avere qualche volo di lin­ea: i nos­tri voli per Roma e ritorno, sono spes­so in over­book­ing, vale a dire che le richi­este sono ben supe­ri­ori ai posti disponi­bili per cui non è det­to che un domani si pos­sa sod­dis­fare ques­ta ulte­ri­ore doman­da sul­lo sca­lo bresciano».Il Comune ha espres­so dub­bi e con­tin­ua a chiedere chiari­men­ti sul futuro di Mon­tichiari: c’è il ris­chio di perdere questo sca­lo bres­ciano? «C’è il ris­chio di perder­lo se con­tin­uer­an­no queste polemiche, che pos­sono fare allon­tanare oper­a­tori pri­vati inter­es­sati a entrare in part­ner­ship». Cioè? «Mi spiego. L’assemblea dei soci ha delib­er­a­to, con il parere con­trario solo del Comune di Verona, di pro­cedere alla nasci­ta di una nuo­va soci­età di ges­tione per Mon­tichiari, soci­età che nascerà con uno scor­poro dal Cat­ul­lo; ma il Cat­ul­lo man­ter­rà sia la mag­gio­ran­za asso­lu­ta del­la parte azionar­ia sia la mag­gio­ran­za nel con­siglio di ammin­is­trazione. In ques­ta nuo­va soci­età di ges­tione per Mon­tichiari dovrà poi entrare un part­ner oper­a­ti­vo che por­ti traf­fi­co aereo, know how e capac­ità finanziare per inves­ti­men­ti. Il prog­et­to è sta­to delib­er­a­to, lo porter­e­mo avan­ti sec­on­do il det­ta­to dell’assemblea». E i dub­bi del Comune? «Il Comune ha pre­sen­ta­to una richi­es­ta scrit­ta di chiari­men­ti, non più sul bilan­cio, ma sul prog­et­to per Mon­tichiari. I nos­tri con­sulen­ti forni­ran­no le risposte al Comune, ma ques­ta polem­i­ca non è utile né al Comune, né al Cat­ul­lo, né al sis­tema aero­por­tuale e dan­neg­gia l’economia del­la zona». Il ris­chio di ques­ta querelle qual è? «Gli appeti­ti nel set­tore degli aero­por­ti sono notevoli e le dif­fi­coltà cre­ate da queste polemiche pub­bliche pos­sono far­ci perdere l’opportunità di tenere Mon­tichiari nell’orbita del Cat­ul­lo. È dif­fi­cile andare a trattare con qualche poten­ziale part­ner oper­a­ti­vo se poi questi ti chiede il moti­vo per cui il bilan­cio e le delibere sono state impug­nate. Per i pri­vati, la prospet­ti­va di dover atten­dere per beghe politiche o buro­cratiche non agevola la soluzione degli accor­di. E questo sig­nifi­ca dan­ni reali per la soci­età». La Sea, soci­età che gestisce gli aero­por­ti lom­bar­di, pare abbia mes­so gli occhi su Mon­tichiari: potrebbe entrare nel­la nuo­va soci­età? Non sarebbe un con­cor­rente in gra­do di strap­pare Mon­tichiari al Cat­ul­lo? «I prob­le­mi di Malpen­sa e degli aero­por­ti milane­si ci favoriran­no sem­pre di più, per­ché Sea per prob­le­mi di sat­u­razione, dovrà spostare quote di traf­fi­co aereo da Malpen­sa su Berg­amo-Orio al Serio, ma anche questo sca­lo ha prob­le­mi di spazio e di parcheg­gi per­ché pri­vo di aree di espan­sione. Quin­di è evi­dente che Sea è inter­es­sa­ta a Mon­tichiari, ma non è il part­ner di cui noi abbi­amo bisog­no. Sti­amo reg­is­tran­do invece altri diver­si inter­es­sa­men­ti, e li sti­amo esam­i­nan­do in accor­do con gli enti ter­ri­to­ri­ali bres­ciani, per­ché è indis­pens­abile la loro pre­sen­za nel­la soci­età di Mon­tichiari, in quan­to sono i padroni di casa, vis­to che lo sca­lo è sul ter­ri­to­rio bres­ciano». Ma la con­ces­sione resterà al Cat­ul­lo? «Il Cat­ul­lo avrà dal min­is­tero la con­ces­sione glob­ale, com­pre­so lo sca­lo di Mon­tichiari. Poi noi dare­mo la sub­con­ces­sione alla nuo­va soci­età, per cui sare­mo garan­ti­ti due volte: avre­mo la mag­gio­ran­za asso­lu­ta nel­la com­pagine azionar­ia e nel con­siglio di ammin­is­trazione e inoltre nes­suno ci potrà togliere la con­ces­sione di Mon­tichiari per­ché i tito­lari sare­mo noi». Ritor­ni­amo alle prospet­tive di svilup­po del Cat­ul­lo: è vero che sono nel miri­no nuove des­ti­nazioni? «Sì. Sti­amo esam­i­nan­do a fon­do le pos­si­bil­ità per inserire nelle nos­tre des­ti­nazioni Ams­ter­dam e impor­tan­ti cit­tà dell’Est europeo come Pra­ga. Stan­no andan­do molto bene i voli per la Roma­nia e sti­amo con­statan­do che il Cat­ul­lo viene scel­to come sca­lo di parten­za da molti passeg­geri, sia da pro­fes­sion­isti che ven­gono da Pado­va per pren­dere il volo per Roma, evi­tan­do di andare a Tessera per non per­cor­rere la stroz­zatu­ra autostradale di Mestre, sia dai tur­isti: il nos­tro baci­no si sta allargan­do da Berg­amo a Udine». Un mese fa lei disse che crescere non bas­ta: bisogna crescere con qual­ità. In che modo? «La soci­età è già effi­ciente e ben orga­niz­za­ta, per cui il nos­tro tra­guar­do sarà quel­lo di ottenere la cer­ti­fi­cazione di qual­ità Iso 9000 per i due scali, Cat­ul­lo e Mon­tichiari. Questo per­ché vogliamo offrire servizi di qual­ità ai nos­tri cli­en­ti affinché siano invogliati, quan­do scel­go­no la loro des­ti­nazione, a scegliere anche l’aeroporto da cui par­tire in base alla qual­ità offer­ta. Questo obi­et­ti­vo si rag­giungerà miglio­ran­do le pro­ce­dure interne e aggior­nan­do ogni anno la car­ta dei servizi che abbi­amo già invi­a­to a tut­ti i tour oper­a­tor e com­pag­nie. Il tra­guar­do è quel­lo del­la qual­ità totale».Martedì pomerig­gio ter­zo round: in com­mis­sione con­sil­iare, a Palaz­zo Bar­bi­eri, si tro­ver­an­no di fronte i due con­siglieri del Cat­ul­lo che rap­p­re­sen­tano il Comune, Mau­ro Bianchi, com­mer­cial­ista, e Ful­vio Cav­al­leri, avvo­ca­to e dall’altra parte i due con­sulen­ti del Comune Gio­van­ni Alber­ti, com­mer­cial­ista, e Clau­dio Con­so­lo, avvo­ca­to. Dovrebbe essere l’ultima pun­ta­ta per chiarire le per­p­lessità del Comune. Ma nel con­tem­po, la querelle va avan­ti anche su altri fron­ti: il sin­da­co ha invi­a­to al pres­i­dente del Cat­ul­lo Fer­di­nan­do San­son una let­tera nel­la quale si chiedono chiari­men­ti scrit­ti alle per­p­lessità soll­e­vate dal Comune (l’assessore Dar­bi ave­va vota­to con­tro, uni­co socio, al bilan­cio e al prog­et­to Mon­tichiari che l’assemblea dei soci ha comunque approva­to) in mer­i­to però non più al bilan­cio ma solo sul­lo scor­poro del­la nuo­va soci­età per gestire l’aeroporto di Mon­tichiari. La let­tera ora è all’esame dei con­sulen­ti del Cat­ul­lo per pre­dis­porre le relazioni tec­niche di chiari­men­to. Ma l’aspetto più ril­e­vante è che nel­la sec­on­da parte del­la let­tera, il sin­da­co minac­cia di impugnare le delibere approvate dall’assemblea. Da ricor­dare che su questo clam­oroso scon­tro isti­tuzionale sono inter­venu­ti i ver­ti­ci nazion­ali di Forza Italia e addirit­tura Sil­vio Berlus­coni in per­sona ha tele­fona­to al sin­da­co per invitare a una ricuci­tu­ra del­lo strap­po e a smorzare i toni del­la polem­i­ca. Sarà servi­to questo richiamo?