Dopo il varo del regolamento, possibile gestione agli amici della Tirlindana

Il porto canale non interessa alla Lido di Riva

18/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Fino­ra il canale del­la Roc­ca è sem­pre sta­to acqua di nes­suno, nel sen­so che al tem­po del demanio gli attrac­chi era­no sostanzial­mente liberi e tali sono rimasti anche quan­do la provin­cia, appe­na ered­i­ta­to il brac­cio d’ac­qua intorno alla Roc­ca, e desiderosa di affer­mare la pro­pria fres­ca sovran­ità ha ten­ta­to di intro­durre una rego­la appli­can­do una tas­sa. Tut­ti i pro­pri­etari di bar­ca si sono ben guar­dati dal ver­sare anche una sola lira, nel­l’at­te­sa di un chiari­men­to leg­isla­ti­vo arriva­to solo da poco col pas­sag­gio del canale al comune di Riva e da questo alla Lido spa.Ora la com­mis­sione rego­la­men­ti, pre­siedu­ta da Enzo Bas­set­ti, è al lavoro per scri­vere una nuo­va nor­ma­ti­va, e forse per ritoc­care quel­la esistente anche a san Nicolò, vis­to che rispet­to ai prezzi prat­i­cati negli altri por­ti del , quel­li rivani sono piut­tosto bassi. Ma non solo di cos­to del­l’ormeg­gio dovrà occu­par­si il rego­la­men­to: anche dei dirit­ti e dei doveri, chi può attrac­care, sec­on­do quali pri­or­ità, a quali con­dizioni. Negli ulti­mi mesi il numero delle barche a remi legate agli anel­li è cresci­u­to in maniera con­sid­erev­ole: seg­no che molti pro­pri­etari di bar­ca han­no occu­pa­to a buon con­to un ormeg­gio, cer­can­do di pre­cos­ti­tuir­si un dirit­to da far valere nel momen­to in cui — pre­sum­i­bil­mente dal gen­naio 2001- anche quel trat­to di spon­da sarà rego­la­men­ta­to. In effet­ti lo pote­vano fare: bas­ta but­tar giù una boa ed attac­car­si ad uno degli anel­li esisten­ti. Quan­to al prob­le­ma del gestore, i giochi sono anco­ra aper­ti. Il pres­i­dente del­la Lido di Riva, architet­to Mau­ro Malfer, ha dichiara­to che la soci­età non è inter­es­sa­ta min­i­ma­mente alla ges­tione di por­to san Nicolò e men che meno del canale del­la Roc­ca. Le ragioni sono moltepli­ci e van­no dal fat­to che la Lido di Riva sta assumen­do sem­pre più le carat­ter­is­tiche di una soci­età di cap­i­tali, del­e­gan­do ad altri sogget­ti l’aspet­to ges­tionale: come tes­ti­mo­nia l’af­fi­da­men­to alla Gts del­l’al­ber­go Lido, del­la gela­te­ria e del campeg­gio Brione. Inoltre la resa eco­nom­i­ca, per la soci­età che dovrebbe assumere e stipen­di­are per­son­ale ad hoc, non è affat­to remu­ner­a­ti­va. La lido di Riva dunque è disponi­bile a sub­af­fittare, o comunque a cedere la ges­tione, sem­prechè non arrivi da parte del­l’am­min­is­trazione comu­nale un «ordine» di seg­no con­trario (attra­ver­so, appun­to, il rego­la­men­to ora allo stu­dio). Così, almeno per quel che riguar­da il canale, prende con­sis­ten­za l’even­tu­al­ità di affi­darne la ges­tione agli Ami­ci del­la Tir­lin­dana, che ne han­no fat­to richi­es­ta e che potreb­bero con­tare, per le oper­azioni spic­ci­ole di ogni giorno, su un con­sis­tente appor­to di volon­tari­a­to da parte dei soci (a loro vol­ta inter­es­sati a man­tenere il più bas­so pos­si­bile il cos­to del­l’ormeg­gio). L’af­fi­da­men­to per­al­tro non avver­rà pri­ma che il con­siglio comu­nale abbia approva­to il nuo­vo rego­la­men­to, vin­colante per chi­unque. Pure la Fraglia del­la Vela avrebbe inter­esse ad uti­liz­zare il brac­cio est del canale, ver­so la spi­ag­gia degli Olivi, come por­to in occa­sione di alcune regate par­ti­co­lar­mente affol­late. Anche in questo caso c’è la mas­si­ma disponi­bil­ità all’ac­cor­do: uni­co prob­le­ma da risol­vere quel­lo dei moto­scafi da crociera che ovvi­a­mente non pos­sono con­vi­vere con una fol­la di barche a vela. Non risul­ta invece che sia sta­ta pre­sa in con­sid­er­azione un’ oper­azione di rip­uli­tu­ra dei fon­dali del canale.

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