Gli organizzatori raccoglieranno fondi per le missioni in Brasile

Il presepe di Campoverde farà il bis con l’Epifania

05/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Salò

Dopo l’af­fol­la­ta e rius­ci­ta rap­p­re­sen­tazione del­la sera di , il pre­se­pio vivente di Cam­pov­erde di Salò ritor­na domani dalle 17.30 alle 19.30. La quin­ta edi­zione è sta­ta allesti­ta nel­l’an­ti­co rione del­la cit­tad­i­na del gol­fo. Un rione carat­ter­is­ti­co che pres­ta i suoi cor­tili per dare vita ad un per­cor­so che accom­pa­gna nel­la vita dei tut­ti i giorni, retag­gio del­la cul­tura e del­la tradizione con­tad­i­na, fino alla capan­na dove Gesù bam­bi­no, come da tradizione, attende i Magi, uni­ci per­son­ag­gi assen­ti nel­la fred­da ser­a­ta di Natale. La carat­ter­iz­zazione di ques­ta rap­p­re­sen­tazione è uni­ca, tan­to che la fama del pre­se­pio di Cam­pov­erde, pur in assen­za di pro­mozioni speci­fiche, ha var­ca­to i con­fi­ni del Gar­da. Nel­la ser­a­ta di Natale nep­pure il fred­do pun­gente ha ridot­to la parte­ci­pazione del­la fol­la di vis­i­ta­tori, gui­dati dai ceri che seg­nano la stra­da, men­tre sac­chi di juta affievolis­cono la luce dei lam­pi­oni e i fuochi acce­si dai fig­u­ran­ti in ogni cor­tile ren­dono uni­ca l’at­mos­fera. Il pre­se­pio pro­pone scor­ci di vita lavo­ra­ti­va, con la ripro­pos­ta di attiv­ità tipiche. Sicu­ra­mente la pal­ma del­la storic­ità va alle lavandaie — la pri­ma delle stazioni del­l’ar­ti­co­la­to per­cor­so — che nel gelo natal­izio han­no «lava­to» la biancheria nelle vasche di acqua cor­rente. All’or­ga­niz­zazione del pre­se­pio con­cor­rono gli abi­tan­ti del rione, coor­di­nati da un grup­po di cinque per­sone con le quali col­lab­o­ra la par­roc­chia locale. Il par­ro­co don Arman­do Cal­dana, a Cam­pov­erde da pochi mesi, sot­to­lin­ea l’im­peg­no che con­trad­dis­tingue i par­roc­chi­ani: «Orga­niz­zare una man­i­fes­tazione di questo tipo non è sem­plice — spie­ga don Cal­dana -. I par­roc­chi­ani fan­no tut­to da soli: dal­l’or­ga­niz­zazione delle varie stazioni alla real­iz­zazione dei cos­tu­mi, alla mes­sa in fun­zione degli antichi attrezzi d’ar­ti­giana­to». Un lavoro lun­go mesi, final­iz­za­to in due sole uscite, a Natale e all’: «I pri­mi lavori — con­tin­ua il par­ro­co — sono la real­iz­zazione delle balle di paglia, a fine estate, poi si con­tin­ua fino a novem­bre quan­do le riu­nioni del comi­ta­to degli orga­niz­za­tori si inten­si­f­i­cano. Fan­no tut­to da soli e prob­a­bil­mente, quan­do iniziarono nel 1997, nes­suno di loro pen­sa­va che ques­ta idea potesse crescere fino a questo pun­to e venisse accol­ta con favore da tan­tis­si­ma gente». Una tradizione che non è fine a sé stes­sa: «L’an­no scor­so — aggiunge don Cal­dana — il pre­se­pio è sta­to vis­i­ta­to da suor Kat­ty Fol­li, reli­giosa delle Suore Poverelle, orig­i­nar­ia di Cam­pov­erde, mis­sion­ar­ia in Brasile. Per lei, anche attra­ver­so il pre­se­pio, sono sta­ti rac­colti aiu­ti per la mis­sione, come fare­mo quest’an­no». La visi­ta del pre­se­pio di Cam­pov­erde è lib­era, ma , alla fine del per­cor­so, nel pun­to di ris­toro con­trad­dis­tin­to dal­l’aro­ma del vin brulè, si pos­sono fare offerte.

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