Al Vittoriale si è chiuso il concorso riservato alle scuole superiori della provincia. Premiati il Capirola di Ghedi e un pool di istituti di Brescia e Rovato

Il teatro? Si impara sui banchi

07/06/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Dopo lunghe dis­cus­sioni la giuria del TeatroG­a­rdaFes­ti­val, ris­er­va­to alle com­pag­nie sco­las­tiche e svoltosi al Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera, ha deciso di asseg­nare due pre­mi, da mille euro cias­cuno. Uno è anda­to Liceo «Capiro­la» di Ghe­di, l’altro a un pool di isti­tu­ti guida­to da Matilde Pagani: 120 ragazzi di Arnal­do, Fer­mi-Lana, Lunar­di, Luz­za­go, Tartaglia, Vir­gilio, tut­ti del­la cit­tà, e Gigli di Rova­to. Il Capiro­la ha pro­pos­to «Viag­gi vian­dan­ti valigie». Il viag­gio, uno dei temi let­ter­ari per eccel­len­za, rap­p­re­sen­ta la metafo­ra dell’esperienza umana. L’idea del­la scop­er­ta di nuove dimen­sioni, l’evasione da un mon­do noto, il sen­so di sradica­men­to che induce a ricer­care le pro­prie orig­i­ni. Giudizio del­la giuria, gui­da­ta da Patrizia Capo­fer­ri: «Sapi­ente e intel­li­gente coral­ità, che ha saputo toc­care i sen­ti­men­ti più pro­fon­di dell’animo, rius­cen­do a far com­muo­vere insieme pub­bli­co e attori». Con «Locan­da sul mare», Lunar­di e co. han­no invece offer­to «uno spet­ta­co­lo dall’originale scenografia, ren­den­do il testo con grande pro­fes­sion­al­ità». Un elo­gio anche alla pro­fes­sores­sa Pagani per «la stra­or­di­nar­ia capac­ità di coor­dinare un grup­po così var­ie­ga­to». La rap­p­re­sen­tazione, trat­ta da «Oceano mare» di Alessan­dro Bar­ic­co, si è tenu­ta nel teatro all’aperto, vis­to il gran numero di pro­tag­o­nisti. Il mare di fronte alla locan­da è il sogget­to priv­i­le­gia­to di vite e des­ti­ni, dove si mescolano sangue e pianto, pas­sione e sospiri, desideri e amori. Una favola su cui i marosi si infran­gono, las­cian­do dietro gerogli­fi­ci spir­i­tosi e seg­reti. Una pag­i­na bian­ca come una vela. Le altre scuole parte­ci­pan­ti sono state il Moret­ti, con «Sog­no di una notte» (rilet­to in modo orig­i­nale e con intel­li­gente iro­nia), l’Enrico Medi di Salò con «Romeo e Giuli­et­ta» (le scelte del­la regia han­no saputo coni­u­gare in maniera armon­i­ca il testo e la musi­ca, gra­zie anche all’introduzione di un com­men­ta­tore), il Bagat­ta di Desen­zano con «Miti quo­tidiari» (apprez­z­abile la capac­ità di entrare nel pro­fon­do del­la realtà gio­vanile, attra­ver­so l’accostamento di miti gen­er­azion­ali degli anni Set­tan­ta), il Cali­ni, sem­pre con «Romeo e Giuli­et­ta» (la giuria ha sot­to­lin­eato la coral­ità, la coop­er­azione e la poe­sia), il Gol­gi con «Sette spose per sette fratel­li» (fres­chez­za, sim­pa­tia e capac­ità di lavo­rare in grup­po gio­can­do tra dan­za e can­to), il Coper­ni­co con «Le vie degli alberi» (una scelta non facile, preparazione cura­ta anche sul piano del­la dizione), lo Sraf­fa con «Mirag­gi mediter­ranei» (sono state rap­p­re­sen­tate più cul­ture e più civiltà, con inter­es­san­ti intu­izioni). A queste ultime tre scuole e al Lunar­di è anda­to il Pre­mio spe­ciale del Vit­to­ri­ale. Alla cer­i­mo­nia han­no parte­ci­pa­to Giuseppe Colo­sio, respon­s­abile del Cen­tro servizi ammin­is­tra­tivi (l’ex Provved­i­tora­to agli stu­di), Gio­van­na Cic­carel­li, gli asses­sori alla pub­bli­ca istruzione di Gar­done Riv­iera (Rita Flo­ra Por­ret­ti) e Toscolano Mader­no (Mar­cel­lo Beschi), i due comu­ni che dan­no un buon con­trib­u­to finanziario. Mar­co Basile, diret­tore artis­ti­co e orga­niz­za­ti­vo, ha spie­ga­to come gli spet­ta­coli abbiano las­ci­a­to il seg­no. «Attra­ver­so un lavoro atten­to, fati­coso e impeg­na­ti­vo — ha aggiun­to -, i ragazzi sono rius­ci­ti a dimostrare la loro abil­ità. La qual­ità espres­sa ci ha col­pi­to. Abbi­amo scop­er­to per­sone stra­or­di­nar­ie: stu­den­ti capaci di trasfor­mar­si e che, da attori, mi han­no inseg­na­to più di quan­to io, pro­fes­sore, abbia saputo trasmet­tere loro». Colo­sio: «Un’attività sig­ni­fica­ti­va. La scuo­la è un mon­do con una gran­dis­si­ma vital­ità. Ha la capac­ità di andare oltre la rou­tine quo­tid­i­ana, rilan­cian­do i pro­pri obi­et­tivi. Bisogna uscire dai lib­ri di testo per vedere il ter­ri­to­rio, l’ambiente e la gente, con­sen­ten­do ai gio­vani di proi­et­tar­si in una dimen­sione nuova».