Il tratto di Gardesana che unisce Limone a Riva, attualmente chiuso per frana, potrà essere riaperto non certo per l’intervento del governo, ma piuttosto grazie alla determinazione e tempestività della Provincia autonoma di Trento.
«Non si intravede altra strategia se non quella che la Provincia, la Comunità montana e i Comuni dell’Alto Garda stanno già praticando», ha detto il presidente della Provincia di Brescia Alberto Cavalli, che ha partecipato a un incontro a Roma con l’assessore ai Lavori pubblici Mauro Parolini, con gli amministratori comunali dell’Alto Garda, i tecnici della Provincia di Trento e dell’Anas.
Obiettivi e Attività
«Con Trento si deve garantire da un lato la definitiva soluzione con la realizzazione della nuova galleria Riva-Limone, dall’altro l’attuazione sulla Gardesana di tutte le opere necessarie per consentire un’apertura parziale entro l’estate, per salvare, almeno in parte, la stagione turistica».
«Ma su questo fronte», continua Cavalli, «dall’incontro al Ministero non è sorta alcuna novità. Bisogna attendere il parere della commissione scientifica composta da tecnici bresciani e trentini, il cui responso sarà reso noto in marzo».
Progetti e Risorse
Intanto però, per fortuna, arriva una buona notizia da Trento: la Provincia autonoma conta di realizzare in quattro mesi il tunnel tra Riva e Limone e inoltre dispone dei 70 miliardi necessari per realizzare l’opera.
Il progetto della nuova galleria è già pronto, e in più, vista la necessità dell’opera, è possibile abbreviare i tempi burocratici ed evitare l’appalto dei lavori con asta europea.
Lo scavo inizierà contemporaneamente su quattro fronti e procederà in tempi rapidissimi; nel frattempo, Trento ha già stanziato 11 miliardi per la bonifica delle pareti rocciose pericolanti, lo sgombero e la messa in sicurezza della porzione di strada litoranea ora sommersa dai detriti.
Luca Belligoli


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