Un convegno a Gardone. E gli ecologisti contestano Paolo Elena

Il turismo per Frau: «Tutelare l’ambiente è una scelta da saggi»

11/06/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il futuro del tur­is­mo garde­sano sta a cuore anche ai Lions di Desen­zano e del­la Riv­iera Host (guida­to da Giuseppe Lan­franchi, con Fran­co Pes­ci­a­ti­ni cer­i­moniere) che ieri mat­ti­na a Gar­done Riv­iera , nel­l’au­di­to­ri­um del Vit­to­ri­ale, han­no orga­niz­za­to un inter­es­sante con­veg­no. Dopo i salu­ti delle autorità (il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani, l’asses­sore provin­ciale Ric­car­do Mini­ni, la con­sigliera di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale Gio­van­na Cic­carel­li, il gov­er­na­tore dis­tret­tuale del club Gio­van­ni Raguseo), il pres­i­dente del­la , Aventi­no Frau, ha ricorda­to i numeri mon­di­ali: 760 mil­ioni di arrivi nel 2004, che diven­ter­an­no un mil­ione nel 2.010 e un mil­ione e 600 mila nel 2.020. «Quan­to al Gar­da, ho l’im­pres­sione che inten­da andare ovunque: dai campeg­gi agli alberghi a cinque stelle — ha det­to Frau -. Ma la doman­da più impor­tante è ques­ta: cosa vogliamo essere? In un’area già forte­mente urban­iz­za­ta, pun­ti­amo forse a vivere in mez­zo a vil­lette e con­do­mi­ni vuoti per gran parte del­l’an­no? Ciò che decidi­amo di essere è la nos­tra offer­ta tur­is­ti­ca. Dopo la guer­ra i pri­mi tedeschi arriva­vano dal­la Baviera in moto. Oggi gli sposta­men­ti avven­gono su gran­di dimen­sioni, e il tur­is­mo di mas­sa ha una for­tis­si­ma con­cor­ren­za, soprat­tut­to sul piano del­la moder­nità dei servizi. La nos­tra zona è ric­ca, e bisogna pro­porre un pac­chet­to gen­erale. Sul Gar­da mi risul­ta che le pre­sen­ze siano di cir­ca 20 mil­ioni all’an­no (uffi­ciali, reg­is­trate). Con­sid­er­a­ta una spe­sa quo­tid­i­ana di 100 euro, abbi­amo un prodot­to inter­no di due mil­iar­di di euro». Frau si è poi sof­fer­ma­to sul­la , i prob­le­mi del­la sicurez­za (l’ar­ri­vo del­la Guardia costiera ha con­tribuito a trovare una val­i­da soluzione), l’u­so sporti­vo del­l’ac­qua (nel­la riv­iera trenti­na solo la vela e il surf, altrove anche i moto­scafi), l’u­so del ter­ri­to­rio. «Tute­lare l’am­bi­ente è un ele­men­to di saggez­za — ha con­clu­so -, ma bisogna far­lo in modo assen­na­to. Non è tan­to una vol­ume­tria in più che dis­tur­ba, quan­to un col­ore vio­len­to o la modal­ità di costruzione. Non pos­si­amo diventare la zona di sper­i­men­tazione di geometri e architet­ti». Il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, attac­ca­to da Ver­di e Rifon­dazione comu­nista (han­no dis­tribuito un volan­ti­no all’ester­no del Vit­to­ri­ale, che tra l’al­tro dice­va: «non rite­ni­amo che Ele­na sia l’e­sem­pio di una cul­tura di svilup­po equi­li­bra­to, il suo oper­a­to si è dis­tin­to per i con­tinui attac­chi al pae­sag­gio»), ha illus­tra­to la sua lin­ea. «A Toscolano Mader­no han­no ces­sato di esistere un venti­na di alberghi — ha affer­ma­to il sin­da­co, espo­nente di An -. La sta­gione dura pochi mesi. Le strut­ture sono di lim­i­ta­ta capien­za (in gra­do, al mas­si­mo, di accogliere un centi­naio di ospi­ti), a ges­tione famil­iare, con scarse risorse finanziarie. Oggi un oper­a­tore che inten­da acquistare il ter­reno e costru­ire un hotel di medie dimen­sioni, oppure ristrut­turare un immo­bile già esistente, deve inve­stire tra i dieci e i quindi­ci mil­ioni di euro. Con­sideran­do anche i sof­fo­can­ti lac­ci­oli, diven­ta con­ve­niente andare altrove, mag­a­ri nel­l’Est europeo, dove l’am­bito leg­isla­ti­vo è più snel­lo. Noi, e par­lo come ente pub­bli­co, pos­si­amo creare strade, por­ti, musei, passeg­giate, orga­niz­zare even­ti, ma di cer­to non siamo in gra­do di sop­perire all’inizia­ti­va pri­va­ta. In un mon­do glob­al­iz­za­to è il mer­ca­to a dettare le con­dizioni». Addirit­tura vibrante il dis­cor­so di Alfre­do Bono­mi, ripetu­ta­mente inter­rot­to dagli applausi. Sono pure inter­venu­ti Lui­gi Mille, diri­gente del­l’area idro­grafi­ca del Po, Chic­co Risat­ti, sin­da­co di Limone e pres­i­dente del Con­sorzio riv­iera dei limoni, Pao­lo Rossi, il numero 1 degli alber­ga­tori del­la Provin­cia, Alber­to Pancera (Ente vini bres­ciani) e Luciano Aldo Fer­rari, pro­fes­sore uni­ver­si­tario. Ne riparleremo.