venerdì, Luglio 19, 2024
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Firmati a Montichiari accordi tra la società aeroportuale, Provincia, Cdc, Aib e le autorità della regione di Vladimir Oblast. Cavalli: «Un’opportunità da cogliere». Beretta: «Lavoriamo per crescere»

Il «D’Annunzio» vola in Russia

Firme, strette di mano, scambi di souvenir, applausi convinti in sala. La via italiana al socialismo degli aeroporti del Garda passa attraverso il nuovo scalo in fase di progettazione di Vladimir, città di 300mila abitanti, 180 chilometri a est di Mosca, carica di storia – è nata alla fine del primo millennio – e altrettanto di economia visto che negli ultimi anni ha registrato un impetuoso sviluppo industriale, grazie alla presenza di capitali italiani attirati da robuste politiche di esenzione fiscale. Nella palazzina che ospita gli uffici dell’aeroporto «Gabriele D’Annunzio» di Montichiari si sono ritrovati ieri mattina in tanti, i rappresentanti delle istituzioni e dell’economia bresciana e le autorità russe per siglare una serie di accordi con gli amministratori della regione di Vladimir Oblast, rappresentata dal vice-governatore Eugeny Karpov. Aeroporti del Garda, Provincia di Brescia, Aib, Camera di commercio si sono assicurati un rapporto privilegiato con le istituzioni e l’economia di Vladimir. L’intesa passa attraverso lo sfruttamento del potenziale aeroportuale di Montichiari in primis e dello scalo russo la cui progettazione è stata affidata ad una società di engineering italiana la Sws di Trento, per non dire della società che intende realizzarlo una joint venture italo-russa in cui gioca un ruolo di primo piano un’altra italiana, la Pasit Italia di Trento. Fulvio Cavalleri, presidente del Catullo di Verona, a nome degli aeroporti del Garda, ha definito i protocolli sottoscritti ieri «il primo tassello di collaborazione con l’est, sperando in una collaborazione operativa che possa essere avviata il più presto possibile, sia tra gli scali che tra le compagnie aeree». E Ugo Gusalli Beretta, presidente del D’Annunzio, al termine della cerimonia annotava da una saletta dalla quale si potevano osservare i due mastodontici Boeing 747 di Ocean Airlines « parcheggiati» nelle piazzole: «È la conferma che lo staff ha sempre lavorato per lo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari». Aggiungeva più tardi Alberto Cavalli: «È una prospettiva interessante i cui benefici valuteremo nel tempo. Ci siamo accorti della bontà di un progetto strategico e abbiamo ritenuto che la nostra presenza fosse particolarmente utile in un Paese in cui l’istituzione è il dominus». La Russia costituisce anche una risorsa turistica ed è quindi «inevitabile proporsi – spiega Cavalli – di far crescere un rapporto che ci consenta di portare a Brescia un turista che di solito ha elevate capacità di spesa». La Provincia con il presidente Alberto Cavalli ha poi firmato il protocollo d’intesa che attraverso Montichiari e lo scalo di Vladimir punta a favorire il traffico passeggeri e merci da e per l’Italia, con una proiezione ancor più a oriente, verso l’aeroporto siberiano di Khorol, vera e propria porta sull’estremo oriente, e verso il mercato cinese in particolare. Un aeroporto strategico, spiegavano gli esperti ieri a Montichiari. Le merci italiane dal D’Annunzio raggiungerebbero Vladimir e da lì attraverso vettori russi ogni altra località senza pagare alcun dazio. Ed è quello a cui puntano i partner italiani di questo accordo: beneficiare di costi inferiori e anche di tempi di consegna più celeri. Evgeny Karpov, vice-governatore della regione di Vladimir Oblast, tra una firma e l’altra del nutrito pacchetto di accordi, ha ribadito l’impegno a stringere i rapporti con gli aeroporti del Garda, in particolare con Montichiari che ha tutte le caratteristiche per diventare un partner importante dell’economia della regione. L’unico aeroporto esistente era militare e quindi impraticabile; da qui la decisione di realizzare uno scalo nuovo, al quale non hanno fatto mancare il know how in fase di progettazione proprio le imprese italiane. Lo scalo di Vladimir punta a movimentare una volta a regime un milione di passeggeri e merci per 100mila tonnellate l’anno, con una pista lunga 3,5 chilometri, idonea ad accogliere velivoli senza alcuna limitazione. Tempi di esecuzione dell’opera? Un paio di anni. Nel frattempo, ammettono a Montichiari, è già partita la ricerca delle compagnie aeree a cui offrire lo scalo bresciano. L’accordo appena varato con la Regione di Vladimir Oblast è, a detta di tutti, una buona «raccomandazione»

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