La sala consiliare del municipio diventa la «stanza dei sindaci».

In galleria i sindaci al governo del paese dall’unità ad oggi

21/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(a.j.)

La sala con­sil­iare del munici­pio diven­ta la «stan­za dei sin­daci». Una gal­le­ria con le foto dei 32 ammin­is­tra­tori pub­bli­ci che dall’unità d’Italia ad oggi han­no ricop­er­to l’incarico di pri­mo cit­tadi­no a Lazise. Un’ispirazione nata in seno all’amministrazione ma real­iz­za­ta gra­zie all’impegno, come sot­to­lin­ea il sin­da­co Luca Sebas­tiano, dell’appassionato Umber­to Ros­set­ti, che ha recu­per­a­to dagli archivi comu­nali le foto di questi per­son­ag­gi. La gal­le­ria ver­rà inau­gu­ra­ta domani alle 18. «Un’opera costa­ta non poco in ter­mi­ni di ricer­ca stor­i­ca», pun­tu­al­iz­za Sebas­tiano, «ma poco o niente dal pun­to di vista eco­nom­i­co e che doc­u­men­ta qua­si 150 anni di sto­ria comu­nale. Un doc­u­men­to fotografi­co da con­seg­nare alla col­let­tiv­ità, che mette in risalto il nos­tro pas­sato e che rin­verdisce quelle che sono le nos­tre tradizioni». All’inaugurazione sono sta­ti invi­tati i sin­daci anco­ra pre­sen­ti, i famil­iari e la popo­lazione tut­ta e ver­rà illus­tra­ta la ricer­ca di Ros­set­ti, a lun­go respon­s­abile dell’ufficio ana­grafe del Comune. Una car­rel­la­ta di doc­u­men­ti a par­tire dall’anno 1872 quan­do il Comune con­ta­va la metà degli abi­tan­ti di oggi: 2.963, di cui 1.504 maschi e 1.469 fem­mine, e con pri­mo sin­da­co il con­te Bor­to­lo Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti. La popo­lazione per metà risiede­va nel capolu­o­go (1.552) sud­di­visa in 315 famiglie e con 518 case abi­tate. Colà ave­va 983 abi­tan­ti con­glo­bati in 176 famiglie, con 193 case abi­tate e 24 vuote, men­tre a Pacen­go gli abi­tan­ti risul­ta­vano 367 rac­chiusi in 78 famiglie. Abi­tan­ti sal­i­ti nel 1901 a 32.034, con Lazise sec­on­do comune dopo Castel­n­uo­vo (4.300 abi­tan­ti) del ter­zo dis­tret­to del­la provin­cia di Verona, che riu­ni­va la riv­iera vene­ta del Gar­da e ave­va Bar­dolino (con 2.565 abi­tan­ti) come capolu­o­go. «L’amministrazione degli inter­es­si pub­bli­ci era com­pe­ten­za», ripor­ta il libro Lazise com’era di Giuseppe Fran­co Vian­i­ni e Ren­zo Bertasi edi­to a cura dell’associazione Francesco Fontana, «del Con­siglio comu­nale, elet­to a suf­fra­gio lim­i­ta­to da 400 capi­famiglia». I temi cal­di di allo­ra era­no la sis­temazione dell’area por­tuale, la cura del castel­lo e delle mura, la lot­ta anti­ncen­di, la manuten­zione stradale, il col­lega­men­to con Verona, l’illuminazione pub­bli­ca e la rego­la­men­tazione del­la pesca.