Inaugurata a Moniga del Garda la Mostra di Tiziana Zini “Tra realtà e immaginazione”

23/08/2018 in Mostre
Di Redazione

È sta­ta inau­gu­ra­ta la mostra per­son­ale di Tiziana Zini,  alla pre­sen­za dell’Asses­sore Car­la March­esi che l’ha ringrazi­a­ta per  la costante parte­ci­pazione alla vita cul­tur­ale del Comune e  si è con­grat­u­la­ta per il liv­el­lo del­la pro­duzione espositiva.

Il Prof. Gio­van­ni Quaresmini è entra­to con par­ti­co­lare sen­si­bil­ità nel tema realtà tan­gi­bile e rein­ter­pre­tazione artis­ti­ca, frut­to del­la cre­ativ­ità, cre­ativ­ità che, nei dip­in­ti di Tiziana si intrec­cia all’amore per la natu­ra , all’amicizia, al mon­do degli affetti.

Infat­ti nel­la per­son­ale, alla Sala Poli­va­lente, di Moni­ga del Gar­da,  Tiziana  esprime una visione artis­ti­ca ed uno stile rin­no­vati, rispet­to alle mostre prece­den­ti, frut­to di una ricer­ca con­tin­ua e che in molti aus­pichi­amo pros­egua per rag­giun­gere risul­tati sem­pre più tangibili.

Sono anco­ra pre­sen­ti la  dol­cez­za mal­in­con­i­ca del­lo sguar­do di gio­vani donne, le sfu­ma­ture  azzurre-grigie, degli occhi, dell’abito, del­lo sfon­do, che si amal­ga­mano, intro­ducono a sog­ni  lon­tani, diven­tano pre­sen­ze evanes­cen­ti e mis­te­riose sulle acque del lago, fra i can­neti e il bian­core scin­til­lante di barche ormeggiate.

In  con­trasto, improvvisa­mente vetri e vite infrante dall’uomo vio­len­te­mente proi­et­ta­to nell’estinzione del­la natu­ra e di sè stes­so, esprime un forte mes­sag­gio con­tro la vio­len­za per­pe­tra­ta sull’ambiente.

A questo pun­to le fig­ure fem­minili, ele­gan­ti, si allon­tanano dal pre­sente,  diven­tano  inavvic­in­abili, proi­et­tate ver­so l’isola che non c’è e che si intravede irrag­giun­gi­bile per l’impervia scogliera.

Le sfu­ma­ture  celesti alludono a sog­ni  lon­tani, fra pre­sen­ze fred­de  e intri­g­an­ti, fas­ci­no e oblio, e tra­mon­ti di fuoco.

L’artista si esprime con tenerez­za  quan­do proi­et­ta l’immagine del­la figlia ado­les­cente nelle neb­bie di un bosco incan­ta­to,  adot­ta uno stile  naif per dipin­gere i vicoli irro­rati dal sole e la Piaz­za San Mar­ti­no, da più prospettive.

Trac­cia visioni sider­ali con ver­di e blu inten­si nel­lo scor­cio del Por­to di Moni­ga, in con­trasto col bian­co del Dehors col­lo­ca­to a destra, ispi­ran­dosi ad Hop­per, per le trac­ce di inco­mu­ni­ca­bil­ità, Tema costante questo  sen­so di soli­tu­dine esisten­ziale, appro­pri­a­to ai tem­pi che sti­amo vivendo.

Mari­atere­sa Martini