Molte incertezze e poche giustificazioni: da rivedere l'impostazione di Molinari

La Cup demolisce il piano regolatore rivano

03/06/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Per trenta­tre pagine il vicepres­i­den­tre del­la com­mis­sione urban­is­ti­ca provin­ciale, Rober­to Bertol­di, elen­ca una mon­tagna di osser­vazioni che gli urban­isti provin­ciali han­no mosso al piano rego­la­tore inter­co­mu­nale di Riva e Tor­bole. Poi, a pag­i­na 34, le con­clu­sioni, pesan­tis­sime. Il prg, in sostan­za, non regge, ci sono aspet­ti con­trad­di­tori, incertezze, ecces­so di edi­fi­ca­bil­ità. Il mod­el­lo di svilup­po pro­pos­to dal­lo stru­men­to urban­is­ti­co sus­ci­ta per­p­lessità. L’ul­ti­ma riga con­tiene un invi­to all’am­min­is­trazione comu­nale a vol­er­si rimet­tere al lavoro per rime­di­are «onde con­ferire al nuo­vo prg una veste defin­i­ti­va». Il che potrebbe sig­nifi­care un ulte­ri­ore allon­tana­men­to, in un futuro impre­ciso ma cer­ta­mente lon­tano, del piano.Le voci che da mesi con­tin­u­ano ad annun­cia­re, con tut­ti i con­dizion­ali del­l’uf­fi­ciosità, che la Cup sta­va facen­do a pezzi il prg, han­no trova­to ampia con­fer­ma. Nel­la parte finale del doc­u­men­to trasmes­so alle ammin­is­trazioni comu­nali inter­es­sate si legge di un «giudizio sostanzial­mente criti­co sug­li aspet­ti alla base sia per quan­to con­cerne le anal­isi che le modal­ità di trasfor­mazione del ter­ri­to­rio». «Il mod­el­lo inse­dia­ti­vo non è in lin­ea col Piano urban­is­ti­co provin­ciale rispet­to alla neces­sità di porre un lim­ite allo svilup­po quan­ti­ta­ti­vo e di puntare invece sul­la qual­ità del­la cresci­ta eco­nom­i­ca e del­la trasfor­mazione urbana». Fuori del politich­ese, sig­nifi­ca che il prg per­me­tte di costru­ire trop­po con scarsa atten­zione alla sal­va­guardia ambi­en­tale. E’ un con­cet­to che ritor­na anche poche righe più sot­to, nel­la con­clu­sione: «Sul­la base delle incertezze sopra seg­nalate, del­l’assen­za di gius­ti­fi­cazioni a sup­por­to delle scelte edi­fi­ca­to­rie, del­la scarsa cogen­za dei cri­teri pae­sag­gis­ti­ci e del debole rap­por­to col Piano urban­is­ti­co provin­ciale, (la com­mis­sione) esprime per­p­lessità sul mod­el­lo di svilup­po pro­pos­to e per questo invi­ta l’am­min­is­trazione a pro­durre uno sfor­zo ulte­ri­ore alla luce del pre­sente voto onde con­ferire al nuo­vo prg una veste defin­i­ti­va». La boc­ciatu­ra, sec­on­do set­tori del­la stes­sa mag­gio­ran­za, investe pesan­te­mente l’im­postazione com­p­lessi­va che Clau­dio Moli­nari volle dare alla stesura del prg. L’at­tuale asses­sore provin­ciale, allo­ra sin­da­co di Riva, scelse di ten­er­si fuori dalle scelte urban­is­tiche per evitare di «sporcar­si le mani». Ne è venu­to fuori un «piano dei tec­ni­ci» car­ente di iden­tità polit­i­ca, di una log­i­ca com­p­lessi­va che indi­vid­u­asse le linee essen­ziali di uno svilup­po e det­tasse quin­di le scelte per real­iz­zarle. Che accadrà adesso? La paro­la pas­sa alla giun­ta ed alla com­mis­sione urban­is­ti­ca. Ma i tem­pi si allungano anco­ra, di mesi.