In programma per questo fine settimana la degustazione di prodotti tipici locali, un concorso di pittura e un concerto corale

La festa d’autunno è dedicata all’ultimo «doc» dei Custoza

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Di Luca Delpozzo
Enrico Santi

Un’immersione nei sapori, nelle tradizioni e nel­la cul­tura delle colline moreniche. È la «fes­ta d’autunno», man­i­fes­tazione con la quale l’assessorato alla cul­tura intende val­oriz­zare il ter­ri­to­rio sonese, le sue attiv­ità, i suoi prodot­ti enogas­tro­nomi­ci tipi­ci e le sue tradizioni. Nell’ambito delle varie inizia­tive attuate in col­lab­o­razione con il Con­sorzio tutela del bian­co di Cus­toza, è sta­to orga­niz­za­to il pri­mo con­cor­so del vino pas­si­to, un prodot­to che quest’anno ha con­quis­ta­to, con pieno mer­i­to, la medaglia di denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta. Una com­mis­sione di esper­ti enolo­gi ha esam­i­na­to i cam­pi­oni di pas­si­to ven­erdì nel­la Sala affres­chi di Sona. La cer­i­mo­nia di pre­mi­azione del miglior vino pas­si­to dell’anno, invece, si ter­rà domeni­ca nel­la sala con­sil­iare del Comune. Questo appun­ta­men­to sarà pre­ce­du­to, saba­to alle 21 nel teatro par­roc­chiale di Lugag­nano, da un con­cer­to del grup­po corale Mon­te­gale­to di Bus­solen­go, del Coro uni­ver­si­tario di Pado­va e del grup­po suona­tori di man­dolino di Bus­solen­go. Gli orga­niz­za­tori han­no indet­to anche quest’anno il con­cor­so di pit­tura sul tema del vino. Il tema scel­to per ques­ta edi­zione è «Le strade del vino: la cul­tura del vino fra ter­ri­to­rio ed arte nelle terre moreniche verone­si». Le opere saran­no esposte in sala con­sil­iare fino a domeni­ca (oggi, domani, ven­erdì e domeni­ca dalle 10 alle 12.30 e, saba­to dalle 10 alle 12.30). Il dip­in­to pri­mo clas­si­fi­ca­to sarà anch’esso pre­mi­a­to domeni­ca. La «fes­ta d’autunno» si con­clud­erà domeni­ca alle 15, con una degus­tazione di abbina­to alle castagne preparate dal grup­po del capolu­o­go, e di vini pas­si­ti con con­torno di for­mag­gio Monte Veronese. In occa­sione del­la gior­na­ta con­clu­si­va, dalle 15 alle 18 ver­rà aper­to al pub­bli­co il pale­on­to­logi­co Fedri­go. Quest’anno, dunque, il pro­tag­o­nista asso­lu­to del­la fes­ta è il vino pas­si­to, l’ultimo nato nel­la famiglia del Cus­toza. L’11 agos­to, la Gazzetta uffi­ciale gli ha infat­ti asseg­na­to la denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta, insieme al Cus­toza supe­ri­ore, approvan­do il rel­a­ti­vo dis­ci­pli­nare. Si trat­ta di un riconosci­men­to molto impor­tante per pro­dut­tori e viti­coltori, e la sod­dis­fazione è accen­tu­a­ta dal fat­to che i mag­giori esper­ti di enolo­gia a liv­el­lo nazionale han­no già pro­mosso a pieni voti il vino pas­si­to delle 18 aziende locali che lo pro­ducono. La con­fer­ma è arriva­ta, in occa­sione di un con­veg­no orga­niz­za­to dal­la Pro loco di Cus­toza, dal­lo stes­so Roc­co di Ste­fano, diret­tore dell’Istituto sper­i­men­tale di enolo­gia di Asti e mem­bro del­la com­mis­sione nazionale che ha esam­i­na­to la qual­ità del prodot­to pri­ma che fos­se approva­to il dis­ci­pli­nare del­la doc. «Il pas­si­to di Cus­toza è otti­mo», ha osser­va­to l’esperto, «e il gra­do alcol­i­co medio, 13,5 gra­di, è perfi­no supe­ri­ore al min­i­mo sta­bil­i­to dai para­metri che è di 12 gra­di; ma la sfi­da per il con­sorzio e i pro­dut­tori, adesso, è ren­dere mag­gior­mente omo­ge­neo l’aroma del pas­si­to, affinché il sapore rispec­chi pien­amente la tipic­ità del­la zona». Attual­mente, nel ter­ri­to­rio di pro­duzione del Bian­co di Cus­toza, si pro­ducono 170 mila quin­tali di uva dal­la quale si rica­vano 110 mila quin­tali di vino, che equiv­al­go­no a qual­cosa come 14 mil­ioni di bottiglie.

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