Da questa sera gli eventi benefici per la sede dei Cappuccini di Barbarano, lesionata dal terremoto. Fondi per i restauri con i concerti di Chimini e del Trio Novalis

La musica salverà il Convento

14/08/2005 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Due con­cer­ti allo scopo di rac­cogliere fon­di per la chiesa e il con­ven­to dei Cap­puc­ci­ni di Bar­bara­no, grave­mente dan­neg­giati dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre. Il pri­mo lo ter­rà Ger­ar­do Chi­mi­ni stasera: il pianista eseguirà brani di Bach, Liszt («Pred­i­ca di S. Francesco alle ron­di­ni») e Beethoven. Il musicista è fra l’altro una «glo­ria» locale: orig­i­nario di Toscolano Mader­no, Chi­mi­ni si è diplo­ma­to con lode al “Luca Maren­zio” di Bres­cia, sot­to la gui­da di Mario Con­ter. Suc­ces­si­va­mente ha stu­di­a­to armo­nia e con­trap­pun­to con Mar­go­la. Si è per­fezion­a­to con Mezzena per il pianoforte, con Bor­ciani e De Rosa per la musi­ca da cam­era. Ha tenu­to con­cer­ti in Fran­cia, Ger­ma­nia, Svizzera, Spagna, Por­to­gal­lo, Repub­bli­ca Ceca, ed effet­tua­to diverse reg­is­trazioni radiotele­vi­sive con impor­tan­ti emit­ten­ti, come Rai, Rtsi, Rtbf e Radio Sid­ney. Ha col­lab­o­ra­to con numerosi com­p­lessi (l’Orches­tra da Cam­era di Bres­cia, quel­la del Fes­ti­val Pianis­ti­co Arturo Benedet­ti Michelan­geli, i Pomerig­gi Musi­cali di ) e pres­ti­giosi diret­tori, suo­nan­do con artisti di fama inter­nazionale, tra cui , Caens, Blau (pri­mo flau­to dei Berlin­er Phil­har­moniker) e Bequet. Il suo reper­to­rio spazia da Bach ai con­tem­po­ranei. Come diret­tore artis­ti­co del­l’Es­tate Musi­cale di Salò, nelle scorse set­ti­mane ha por­ta­to sul lago i più gran­di vio­lin­isti: Uto Ughi, Domeni­co Nor­dio, Sergej Krilov e Sal­va­tore Accar­do. Mer­coledì, sem­pre alle 21, si ter­rà il sec­on­do con­cer­to col Trio Novalis, com­pos­to da Markus Berthold (vio­li­no), Frieder Berthold (vio­lon­cel­lo) e dal­lo stes­so Chi­mi­ni, che pro­por­rà l’Opera 70 di Beethoven e la 8 di Brahms. Markus suona un vio­li­no del liu­taio veronese Zano­li del 1743. Stu­dia anche musi­ca da cam­era con il Quar­tet­to Amadeus a Colo­nia e Lon­dra. Si esi­bisce in Europa, Usa e Asia, ospite di Fes­ti­val inter­nazion­ali, e come pri­mo vio­li­no del­l’Ensem­ble Novalis. Frieder uti­liz­za invece un vio­lon­cel­lo del liu­taio cre­monese Bergonzi. Sgob­ba con Kliegel a Colo­nia, e con Stark­er a Bloom­ing­ton, negli Sta­ti Uni­ti. L’ingresso è a offer­ta lib­era. Il rica­va­to servirà a finanziare i lavori di restau­ro del­la chiesa e del con­ven­to, che ospi­ta otto frati impeg­nati nell’assistenza ad ammalati e anziani. Il supe­ri­ore è padre Francesco. Gia­co­mo, a Bar­bara­no da 35 anni, è una isti­tuzione, poichè si ded­i­ca ai ragazzi del­la Robur, soci­età di atlet­i­ca. I Cap­puc­ci­ni rispet­tano la rego­la del poverel­lo di Assisi. Il ter­re­mo­to ha dan­neg­gia­to sia il con­ven­to (numerose le crepe sui muri, ricop­erte abbas­tan­za rap­i­da­mente, gra­zie all’intervento di una squadra di mura­tori e delle donne chia­mate agli ordi­nari lavori di manuten­zione) che la chiesa, mes­sa in sicurez­za con pon­teg­gi interni, per con­sen­tire l’ingresso dei fedeli, ma anco­ra da sis­temare. I tec­ni­ci inviati dal­la sede di Milano stan­no definen­do con la Soprint­en­den­za ai mon­u­men­ti le modal­ità dell’intervento da effet­tuare. Intan­to i due con­cer­ti ser­vono a rac­cogliere fon­di. Il com­p­lesso è sor­to nel 1570, su istan­za del march­ese Sforza Pallavici­ni, gen­erale di tutte le armate di ter­ra fer­ma del­la Repub­bli­ca Vene­ta che, lì di fronte, ave­va edi­fi­ca­to uno splen­di­do palaz­zo, ora Mar­ti­nen­go-Terzi. La chiesa è ded­i­ca­ta a S. Gio­van­ni Evan­ge­lista. Nel 1580 Car­lo Bor­romeo, in visi­ta pas­torale a Salò, esortò la gente a fare offerte per ulti­mare la costruzione. Il munici­pio donò la pic­co­la por­ta di mar­mo nero. Nel 1797 i France­si ordi­narono ai Capuc­ci­ni lo sfrat­to imme­di­a­to, e i locali furono adibiti a caser­ma mil­itare. Nel 1844, sol­lecitati dai cit­ta­di­ni, i frati ritornarono, e per dieci anni adibirono il con­ven­to ad ospizio per i poveri. Ma furono di nuo­vo cac­ciati nel 1868, a causa del­la sop­pres­sione degli ordi­ni reli­giosi, deci­da dal gov­er­no d’Italia. I sig­nori di Salò, però, si adop­er­arono, facen­doli rien­trare anco­ra. Il con­ven­to ospi­ta anche gli , il cen­tro di pri­mo ascolto Beta­nia (un servizio riv­olto alle famiglie e, in par­ti­co­lare, ai gio­vani in dif­fi­coltà) e la corale di S.Francesco.

Parole chiave: -