Grazie alle precipitazioni i livelli dei laghi bresciani tornano a salire e la stagione agricola va chiudendosi con perdite tutto sommato limitate

La pioggia «spegne» la grande sete

21/08/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Anche quest’anno le piogge d’agosto scac­ciano l’incubo sic­c­ità. Dopo mesi di angos­cia per agri­coltori e oper­a­tori tur­is­ti­ci, i liv­el­li dei laghi bres­ciani tor­nano a crescere, anche se riman­gono comunque sot­to la media stor­i­ca. E come da 5 anni a ques­ta parte ritor­na forte l’appello delle isti­tuzioni che gestis­cono i baci­ni idri­ci e le por­tate dei fiumi:concertare inter­ven­ti strut­turali per non dover­si trovare, ad ogni inizio estate, a par­lare di emer­gen­za. E in questi tem­pi di scon­vol­gi­men­ti cli­mati­ci, è facile pas­sare da un allarme all’altro: adesso sono le for­ti piogge a fare pau­ra. Ieri sera il pri­mo «assag­gio» con tem­po­rali e qualche chic­co di gran­dine in tut­ta la provin­cia ma la sta­to di pre­al­larme del­la res­ta in vig­ore fino alle 22 di stasera.GARDA. Le avan­guardie delle piogge han­no rag­giun­to l’altra notte il Gar­da: a Pueg­na­go ne sono cadute 16 mil­limetri a Pueg­na­go, 5,6. «Le pre­cip­i­tazioni sono state una vera boc­ca­ta d’ossigeno per il lago ‑taglia cor­to , seg­re­tario gene­reale del­la -. Il liv­el­lo idro­met­ri­co di Peschiera non è mai sce­so sot­to i 10 cen­timetri sopra lo zero, evi­tan­do il rag­giung­i­men­to del min­i­mo stori­co di più 80 mil­limetri rag­giun­to nel set­tem­bre del 2003». Le piogge però non han­no manda­to in sof­fit­ta il piano per l’emergenza idri­ca con­cer­ta­to con l’Aipo, autorità inter­re­gionale per il fiume Po: da ieri mat­ti­na lo scari­co nel Min­cio è sta­to ridot­to a 40 metri cubi/secondo men­tre il dis­ci­pli­nare per­me­t­terebbe un emu­ng­i­men­to fino a 88mc/sec. Domani a Par­ma è con­vo­ca­ta un’altra assem­blea dell’Aipo per fare il pun­to del­la situ­azione. Qualo­ra il lago dovesse toc­care quo­ta +6 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co (ipote­si che potrebbe ver­i­fi­car­si a set­tem­bre) ver­ran­no defin­i­ti­va­mente chiusi i rubi­net­ti al Min­cio, garan­ten­do sola­mente il deflus­so vitale.SEBINO. Anche Mas­si­mo Buiz­za, diret­tore gen­erale del con­sorzio dell’Oglio, tira un sospiro di sol­lie­vo: «for­tu­nata­mente qualche piog­gia nel­la sec­on­da metà di giug­no e nei giorni scor­si han­no evi­ta­to che la crisi idri­ca si evolvesse in modo dram­mati­co. Eppure c’erano tutte le pre­messe, vis­to che dopo un inver­no molto sec­co anche aprile e mag­gio era­no pas­sati sen­za pre­cip­i­tazioni». Il Sebi­no ha rag­giun­to la sua quo­ta min­i­ma una deci­na di giorni fa (-7cm sul­lo zero idro­met­ri­co): 30 cm di lago in più rispet­to al 2003. Ruo­lo impor­tante è sta­to cop­er­to da Bernar­do De Bernar­di­nis, com­mis­sario per l’emergenza idri­ca, che ha impos­to ingen­ti rilas­ci d’acqua dai baci­ni idroelet­tri­ci mon­tani: un appor­to fon­da­men­tale per garan­tire liv­el­li dis­creti al Sebi­no, nel­la tutela anche del tur­is­mo oltre che del com­par­to agricolo.