Intervista al tenente di vascello Ilaria Zamarian

La prima donna alla guida della “flotta” gardesana

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Di Redazione
Francesca Gardenato

Sguar­do deciso, voce fer­ma, gio­vane e deter­mi­na­ta. È di orig­i­ni friu­lane, esper­ta di volo e pilota di eli­cot­teri la nuo­va coman­dante del­la del lago di Gar­da con sede a Salò. Ha con­se­gui­to i suoi brevet­ti di pilota mil­itare in Flori­da e Texas, con un’esperienza oper­a­ti­va mat­u­ra­ta nel­la com­po­nente aerea del­la cap­i­tane­r­ia di por­to. È questo l’identikit del tenente di vas­cel­lo Ilar­ia Zamar­i­an, trentaduenne, che nei giorni scor­si ha pre­so il tim­o­ne del Nucleo di Salò, in cui oper­a­no 33 mil­i­tari in servizio per­ma­nente con quat­tro mezzi. Proviene dal coman­do base aero­mo­bili di Sarzana e a Salò ha pre­so il pos­to del cap­i­tano di corvet­ta Sandy Ballis.

Ilar­ia Zamar­i­an è la pri­ma don­na alla gui­da del­la flot­ta garde­sana, un incar­i­co di notev­ole respon­s­abil­ità, vis­to che alla Guardia Costiera è deman­da­ta la sicurez­za dei suoi res­i­den­ti e dei cir­ca 24 mil­ioni di tur­isti che ogni anno si river­sano sulle sponde del più grande lago d’Italia.

Innanz­i­tut­to, ben­venu­ta sul lago di Gar­da. Un’esperta di volo al coman­do di una flot­ta d’acqua dolce: sem­bra un para­dos­so. Com’è sta­to l’inizio del­la sul­la nuo­va mis­sione sul nos­tro lago?

Questo incar­i­co è una nuo­va sfi­da, un’esperienza che reputo molto sti­molante. Pri­ma che pilota sono uffi­ciale di guardia costiera, per cui non è casuale la mia pre­sen­za sul lago di Gar­da. Sono qui per svol­gere al meglio il mio servizio e ringrazio il coman­do gen­erale per l’opportunità che mi sta dando.

Del suo per­cor­so prece­dente, cosa pen­sa le sarà mag­gior­mente utile in questo incarico?

Tut­to, cre­do che ogni cosa fat­ta sia un bagaglio impor­tante di cui fare tesoro.

Lei è la pri­ma don­na alla gui­da del nucleo di Salò. Come vive ques­ta novità? Sente o ha sen­ti­to “dif­fi­den­za” o “resisten­ze” da parte dei col­leghi uomini?

All’inizio c’è sem­pre quel peri­o­do di conoscen­za rec­i­p­ro­ca. Sicu­ra­mente l’elemento di novità all’inizio è forte, ma poi col tem­po ci si abit­ua. Anche a Sarzana, quan­do sono arriva­ta dieci anni fa, ero la pri­ma donna.

Un ruo­lo, il suo, cari­co di respon­s­abil­ità e di sti­moli: come miglio­rare la sicurez­za sul Gar­da per gli abi­tan­ti e i mil­ioni di tur­isti che ogni anno lo frequentano?

Quest’anno è sta­to fir­ma­to un nuo­vo pro­to­col­lo oper­a­ti­vo, che ci riguar­da come ente e che rior­ga­niz­za il soc­cor­so sul lago, coin­vol­gen­do per la pri­ma vol­ta anche il Trenti­no, oltre che le province bres­ciana e veronese. Uno stru­men­to in più per coor­dinare al meglio le varie forze di Polizia e gli enti pre­posti a garan­tire la sicurez­za, con un gen­erale miglio­ra­men­to del servizio. Come Guardia costiera, abbi­amo una squadra sem­pre oper­a­ti­va, con il numero blu 1530 per le emer­gen­ze a lago (a cui rispon­di­amo H24) e ci sti­amo preparan­do per lavo­rare al meglio, sul­la con­ti­nu­ità dell’attività pas­sa­ta. Fac­ciamo dei pat­tuglia­men­ti pre­ven­tivi, cer­to i flus­si di per­sone in sta­gione sono molto alti, m l’importante è sapere che noi ci siamo per tut­ti, sia come pre­ven­zione sia come soccorso.

Una nuo­va sta­gione sta inizian­do: mezzi e forze imp­ie­gate sul Gar­da nel­la sta­gione 2018?

Siamo 33 mil­i­tari e quat­tro mezzi a dis­po­sizione come Guardia costiera, due vedette e due gom­moni con com­pe­ten­za su tut­to il Gar­da. Come det­to, abbi­amo il coor­di­na­men­to con tutte le forze di Polizia, per una rete più ampia e cap­il­lare, e in caso di neces­sità inter­viene sem­pre la pat­tuglia più vicina.

Pri­ma di questo incar­i­co, ha mai fre­quen­ta­to il Gar­da da turista?

Qualche vol­ta: ero venu­ta come tur­ista a vis­itare la Roc­ca di Maner­ba, ho fat­to un week­end a Limone e Tremo­sine e una vol­ta sono sta­ta con degli ami­ci a Bardolino.

Un moni­to per chi vive il lago d’estate, in bar­ca o da bagnante?

Con­siglio di non sot­to­va­l­utare mai il lago, soprat­tut­to nel peri­o­do esti­vo quan­do ci sono dei repen­ti­ni cam­bi di meteo. Le tem­per­a­ture sono più fred­de nel lago, rispet­to al mare, quin­di è bene stare atten­ti nei momen­ti del­la diges­tione, non fare il bag­no dopo aver man­gia­to e stare atten­ti ai colpi di sole. E per chi esce in bar­ca, ricor­dar­si sem­pre che ci sono dei pun­ti crit­i­ci nel lago, con delle sec­che o delle cor­ren­ti par­ti­co­lari, per cui pri­ma è meglio infor­mar­si sul per­cor­so da fare e su even­tu­ali pun­ti pericolosi.

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