Il by-pass realizzato all'innesto della Comai-bis incapace di smaltire la piena

L’Albola in piena riconquista il vecchio alveo

02/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Molti, pas­san­do in cima a viale dei Tigli davan­ti al cantiere del­la Pret­ti e Scal­fi che ha com­in­ci­a­to la costruzione del­la Comai bis, scuote­vano la tes­ta veden­do il by-pass real­iz­za­to per deviare il cor­so del­l’Al­bo­la in modo da per­me­t­tere la real­iz­zazione sopra il vec­chio let­to del tor­rente del­la solet­ta prog­et­ta­ta al cen­tro del­la futu­ra rota­to­ria all’in­cro­cio fra la statale di Ledro e via Balli­no. La pri­ma piena, nem­meno par­ti­co­lar­mente dis­as­trosa del tor­rente, ha dato loro ragione.L’Albola ridot­to ai min­i­mi ter­mi­ni dal­la sic­c­ità del­la scor­sa estate, era sta­to devi­a­to all’in­ter­no d’un tubo, del diametro più o meno d’un metro, sul­la destra oro­grafi­ca. L’ac­qua, dopo una cinquan­ti­na di metri, attra­ver­sa­ta la stra­da, era resti­tui­ta al cor­so nor­male. Dopo ven­ti­quat­tr’ore di piog­gia abbas­tan­za insis­tente, il tor­rente è ingrossato, con­voglian­do a valle l’ac­qua rac­col­ta nel­la val­la­ta del Magnone, com­in­cian­do dal­l’an­fiteatro di mal­ga Gras­si. Il tubo è risul­ta­to subito insuf­fi­ciente a smaltire la por­ta­ta, e la cor­rente ha com­in­ci­a­to a pre­mere sul­lo sbar­ra­men­to di travi pos­to di tra­ver­so, una deci­na di metri a monte del­la miri­ade di punte che sosten­gono la get­ta­ta, già effet­tua­ta da giorni, del­la solet­ta in cemen­to arma­to. Pri­ma che l’ac­qua tracimasse, ha cedu­to la base del­lo sbar­ra­men­to. L’ac­qua s’è dap­pri­ma infil­tra­ta sot­to le travi, poi, trova­to un pas­sag­gio, s’è sca­v­a­ta un pas­sag­gio pro­fon­do almeno un mez­zo metro trasci­nan­do a valle la ghi­a­ia del fon­do: a quel pun­to il tor­rente è tor­na­to a pre­cip­i­tar­si nel­l’alveo nat­u­rale. Sbat­ten­do addos­so ai pali ver­ti­cali ha scon­fic­ca­to e trasci­na­to a valle un po’ di leg­name delle arma­ture, ed ha pie­ga­to la pri­ma fila dei sosteg­ni ero­den­do la base su cui pog­gia­vano. Tut­to il resto ha resis­ti­to, ed in fon­do è suc­ces­so poco. Vista la situ­azione si sono recati sul pos­to i vig­ili del fuo­co, per essere pron­ti a met­tere in opera un’even­tuale altra devi­azione del­la cor­rente se il liv­el­lo fos­se sal­i­to fino a minac­cia­re di uscire sul­la sede stradale. Anche un dipen­dente del­l’im­pre­sa di Tione, nonos­tante la gior­na­ta fes­ti­va, è inter­venu­to sul pos­to pron­to ad uti­liz­zare l’esca­v­a­tore per rimuo­vere ter­ra dal fon­do ed allargare il cor­so del­la cor­rente. In tar­da mat­ti­na­ta la vio­len­za del­la pre­cip­i­tazione è dimi­nui­ta e l’Al­bo­la ha ces­sato di crescere. Per for­tu­na dal­la valle del Magnone non sono sce­si tronchi che avreb­bero potu­to bloc­care il deflus­so a valle dell’acqua.