Domani summit con i sindaci dei paesi attraversati dalla linea ferroviaria, mentre venerdì a Ghedi se n’è ampiamente discusso. L’assessore Prignachi: «Ascolteremo tutti, ma andiamo avanti». Si arricchisce il confronto sui costi ed i benefici delle grandi

L’Alta Capacità non si ferma

26/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

«Ascolter­e­mo tut­ti, ma inten­di­amo rispettare i tem­pi. E gli impeg­ni che ci siamo assun­ti sono quel­li di pre­sentare, entro fine giug­no, le pro­poste defin­i­tive del­la Provin­cia di Bres­cia. Lunedì avre­mo un incon­tro con tut­ti i sin­daci dei pae­si attra­ver­sa­ti dall’Alta Capac­ità. Sarà un altro momen­to di con­fron­to. Ma poi decider­e­mo». Vale­rio Pri­gnachi, asses­sore ai Trasporti in Provin­cia, ha rib­a­di­to ven­erdì sera la con­fer­ma del­la volon­tà del­la Provin­cia di Bres­cia di andare avan­ti su uno dei prog­et­ti più impo­nen­ti — ma anche più con­tro­ver­si — che coin­vol­ger­an­no buona parte del­la provin­cia (una trenti­na di pae­si) è venu­ta ieri a Ghe­di, in occa­sione di un con­veg­no pro­mosso dal­la Bcc dell’Agro Bres­ciano sul tema “Ter­ri­to­rio e infra­strut­ture per la Bas­sa Bres­ciana” che, sul tema, ha chiam­a­to al con­fron­to tre asses­sori provin­ciali: Maria Stel­la Gelmi­ni (respon­s­abile del Ter­ri­to­rio), Mau­ro Paroli­ni (Lavori pub­bli­ci e via­bil­ità), Vale­rio Pri­gnachi (Trasporti) e due sin­daci (Gian­bat­tista Groli di Cas­tenedo­lo e Osval­do Scal­ven­zi di Ghe­di) men­tre il ter­zo pri­mo cit­tadi­no annun­ci­a­to, Giana­to­nio Rosa di Mon­tichiari, ha prefer­i­to, all’ultimo min­u­to, non pre­sen­ziare. Cas­tenedo­lo, Ghe­di e Mon­tichiari ormai rap­p­re­sen­tano quel che si annun­cia essere il nuo­vo, mag­gior polo di svilup­po bres­ciano. Indus­trie, aziende di servizi, cen­tri com­mer­ciali, con­tin­u­ano a trovare nel­la brughiera a sud-est del­la cit­tà, ter­reno in abbon­dan­za: fino a quan­do non è dato sapere, anche se — ed è sta­ta una delle val­u­tazioni più ripetute anche ven­erdì — tut­ti si dicono con­sci del fat­to che la ter­ra non è replic­a­bile. Il pos­si­bile nuo­vo sta­dio (Cas­tenedo­lo), l’aeroporto (Mon­tichiari, ma forse prossi­ma­mente anche quel­lo di Ghe­di) con­fer­mano che in ques­ta zona si giocherà buona parte del­la cresci­ta prossi­ma di Bres­cia. Da qui, la richi­es­ta — nel dibat­ti­to introdot­to dal pres­i­dente del­la Bcc, Car­lo Rug­geri, e coor­di­na­to dal col­le­ga Gian­ni Bon­fa­di­ni — che la lin­ea dell’Alta Capac­ità rap­p­re­sen­ti anche un’opportunità per un ter­ri­to­rio già lac­er­a­to oltre misura. Da qui la richi­es­ta con­giun­ta dei due sin­daci di avere nel­la Bas­sa una fer­ma­ta di quel­la lin­ea. La pro­pos­ta è con­sid­er­a­ta dal­la Provin­cia «essen­ziale» per il via lib­era alla lin­ea. E non ven­gono ad oggi ammesse deroghe: la fer­ma­ta sarà a Ghe­di o a Cas­tenedo­lo (o nei pres­si) e i tre asses­sori provin­ciali resp­in­gono al mit­tente le richi­este del sin­da­co di Bres­cia che lamen­ta quel­la che viene con­sid­er­a­ta «una pre­sun­ta dimen­ti­can­za»: Bres­cia — ha volu­to ricor­dare Pri­gnachi — avrà il qua­dru­pli­ca­men­to del­la lin­ea su Ospi­talet­to che con­sen­tirà il pas­sag­gio dal­la stazione cit­tad­i­na di 54 con­vogli al giorno men­tre al sin­da­co di Chiari, Mino Fac­chet­ti (fra gli oppos­i­tori al prog­et­to), la Provin­cia ricor­da che la soci­età dell’Alta Capac­ità ha accolto la richi­es­ta di real­iz­zare su quel Comune un pas­sag­gio in viadot­to. I tem­pi del prog­et­to a questo pun­to appaiono stret­ti. Entro fine giug­no, come det­to, il via lib­era del­la Provin­cia; nel 2004 l’avvio delle pratiche di espro­prio; entro il 2011 la lin­ea -Verona dovrebbe entrare in fun­zione con un inves­ti­men­to di 20 mil­iar­di euro (40mila mil­iar­di delle vec­chie lire). Ma per recu­per­are quel che viene con­sid­er­a­to un gap strate­gi­co (Bres­cia figu­ra in 60ª posizione quan­to a dotazione infra­strut­turale) serve anche altro. Paroli­ni ha rib­a­di­to l’impegno (sostenu­to con 150 mil­ioni di euro dal­la Cen­tro Padane spa) ad avviare il rad­doppio del­la Ospi­talet­to Fenili Belasi e quin­di il pros­egui­men­to da Capri­ano a Cas­tenedo­lo del­la cosid­det­ta “cor­da mol­la”. Res­ta — sul­lo sfon­do — il tema già accen­na­to: più strade, meno ter­reno. L’assessore Gelmi­ni sti­ma in 60 mil­ioni di metri qua­drati (6mila ettari; 18mila piò) il ter­reno che “sparirà” com­p­lessi­va­mente in provin­cia nei prossi­mi 10 anni. Come coni­u­gare lo svilup­po e la sal­va­guardia dell’ambiente è il vero sno­do che ha fat­to da sfon­do al dibat­ti­to. Qualche sper­an­za, sul tema, l’ha for­ni­ta l’assessore Gelmi­ni che ha annun­ci­a­to l’imminente avvio del Piano ter­ri­to­ri­ale provin­ciale.

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