Nei paesi trentini che si affacciano sul lago di Garda il 2001 ha fatto segnare il 5,3 per cento di presenze in più rispetto al 2000 Sono i tedeschi a fare la parte del leone, seguiti da italiani e inglesi.

L’anno d’oro del turismo nell’Alto Lago

09/01/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alto Lago

L’indice seg­na un più 5,3% nel 2001, almeno nei pri­mi dieci mesi. Più 25% negli ulti­mi dieci anni. A sti­lare un bilan­cio del movi­men­to tur­is­ti­co nell’Alto Gar­da che ricade sot­to la giuris­dizione di Tren­to c’è da restare sod­dis­fat­ti. E tali sono Enio Menghel­li, pres­i­dente dell’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca «Gar­da trenti­no» e il diret­tore Vir­ginio Beni­ni. I Comu­ni che fan­no capo all’Apt del Bena­co set­ten­tri­onale sono sei: le cit­ta­dine di Riva del Gar­da e Arco, ognuna con cir­ca 15 mila abi­tan­ti, Dro con i suoi trem­i­la e poi a seguire Nago Tor­bole con 2.400, Ten­no e Drena. Riva del Gar­da, Nago Tor­bole e anche Arco per una lin­gua di ter­ra, sono le munic­i­pal­ità riv­ierasche men­tre le altre sono col­lo­cate nell’immediato entroter­ra. La dis­am­i­na dei dati trac­cia­ta da Enio Meneghel­li è limp­i­da. Le cifre par­lano da sole. Il peri­o­do gen­naio-otto­bre 2001 ripor­ta risul­tati lus­inghieri tan­to che il 2001 si delin­ea un vero anno da record. Le pre­sen­ze, ossia i per­not­ta­men­ti, il dato più sig­ni­fica­ti­vo, sol­leticher­an­no alla fine dell’anno quo­ta due mil­ioni e set­te­cen­tomi­la. Mai così in alto. Per un fat­tura­to che si può aggi­rare sui 550 mil­iar­di di lire, cal­colan­do che la spe­sa media gior­naliera, tut­to com­pre­so, per vil­leg­giante si pos­sa aggi­rare sulle 200 mila lire. Gli arrivi nei pri­mi dieci mesi dell’anno da poco chiu­so sono sta­ti 566 mila. E il dato più con­for­t­ante in asso­lu­to lo si può notare nel­la tabel­la a fina­co: sal­vo alcune annate deboli, in dieci anni il movi­men­to tur­is­ti­co nel Bas­so Sar­ca ha avu­to un incre­men­to costante, pro­gres­si­vo travol­gente, seg­nan­do un più 25%. Le ragioni del suc­ces­so andreb­bero indi­vid­u­ate soprat­tut­to in due fat­tori: la desta­gion­al­iz­zazione e la diver­si­fi­cazione dell’offerta. «È pro­prio questo il nos­tro pun­to di forza, l’aver rag­giun­to un buon liv­el­lo di desta­gion­al­iz­zazione, ossia di ess­er rius­ci­ti nell’intento di far venire i tur­isti sul Gar­da anche in bas­sa sta­gione o addirit­tura fuori sta­gione», ha sot­to­lin­eato Meneghel­li. «È sta­to pos­si­bile gra­zie alle offerte diver­sifi­cate di prodot­ti, dall’enogastronomia agli sport acquati­ci o mon­tani, dal­la traubenkur alle fiere. E se poi anal­izzi­amo a fon­do le cifre di quest’anno pos­si­amo notare che la cresci­ta è equi­li­bra­ta su tut­ti i sei Comu­ni del­la nos­tra zona». L’andamento pos­i­ti­vo e soprat­tut­to la desta­gion­al­iz­zazione si riper­cuote in maniera effi­cace anche sul fronte occu­pazionale che ormai si avvic­i­na a gran­di pas­si al lavoro a tem­po pieno. Nell’anno in cor­so i tur­isti stranieri sono aumen­tati del 6,3 % e quel­li ital­iani del 1,95%, seg­nan­do 569 mila pre­sen­ze. I tedeschi con 1 mil­ione e 204 mila pre­sen­ze si col­lo­cano sul gradi­no più alto del podio segui­ti dagli ital­iani e, quin­di, dagli ingle­si con 320 mila «gra­zie anche alla nos­tra costante ed effi­cace pro­mozione nei loro riguar­di», ha fat­to sapere il pres­i­dente dell’Apt. Quar­ti gli aus­triaci con 108 mila pre­sen­ze. La clas­si­fi­ca con­tin­ua con i Pae­si Bassi, la Svizzera, e poi bel­gi, dane­si, fin­lan­desi, svedesi e france­si. Riva del Gar­da fa reg­is­trare un »4,2% rispet­to allo stes­so peri­o­do gen­naio-otto­bre del­lo scor­so anno con 1.182.722 per­not­ta­men­ti. Nago Tor­bole: »4,7% con 634.075 pre­sen­ze. Arco: »8% con 505.253 per­not­ta­men­ti. Ten­no: » 4,8% con 78.840 pre­sen­ze. Dro e Drena: » 10,5% con 51.828 presenze.