Nell’ambito della Settimana europea per la salute e la sicurezza. Ottocento dipendenti del Presidio di Manerbio interessati all’iniziativa di grande importanza sociale e di rilievo strategico nazionale

L’AO di Desenzano alla ricerca delle cause di stress da lavoro

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

L’Azienda Ospedaliera di Desen­zano del Gar­da si è data, fra gli altri com­pi­ti, non solo quel­lo di ren­dere sem­pre migliori gli stan­dard per i cit­ta­di­ni, ma anche quel­lo di garan­tire a tut­ti col­oro che oper­a­no all’interno delle sue strut­ture le con­dizioni adeguate per­ché pos­sano vivere al meglio la pro­pria pre­sen­za pro­fes­sion­ale, con ciò garan­ten­do sia se stes­si che, al tem­po stes­so, un servizio otti­male per l’utente. “Abbi­amo quin­di pro­mosso – dice il diret­tore gen­erale dell’Azienda Ospedaliera, dot­tor Ange­lo Fos­chi­ni – una serie di attiv­ità che con­tribuis­cano a ridurre lo stress ed i peri­coli psico/sociali”.In ques­ta prospet­ti­va, l’AO di Desen­zano ha ader­i­to con piena con­vinzione alla Set­ti­mana euro­pea per la salute e la sicurez­za sul lavoro, recen­te­mente pro­mossa dall’apposita Agen­zia euro­pea e dal Min­is­tero del­la Salute. Con­tin­ua il diret­tore Fos­chi­ni: “In ques­ta otti­ca, abbi­amo indi­vid­u­a­to il pre­sidio ospedaliero di Maner­bio come strut­tura alta­mente rap­p­re­sen­ta­ti­va dell’intera Azien­da, a con­fer­ma del proces­so di miglio­ra­men­to con­tin­uo, che per altro è sta­to ampia­mente riconosci­u­to dalle cer­ti­fi­cazioni di qual­ità con­cesse e con­fer­mate, delle quali pos­si­amo fre­gia­r­ci con legit­ti­mo orgoglio. Si trat­ta, comunque, del pri­mo step oper­a­ti­vo, lun­go un cam­mi­no che pros­eguirà”. In questi giorni è sta­to quin­di dif­fu­so tra il per­son­ale maner­biese – cir­ca 800 dipen­den­ti sui 2500 dll’Azienda — l’apposito ques­tionario, nel quale sono con­tenu­ti alcu­ni para­metri di rifer­i­men­to con i quali con­frontar­si: dall’analisi dei dati rac­colti si potrà trac­cia­re una pri­ma map­pa dell’eventuale dis­a­gio degli oper­a­tori e dell’effettivo liv­el­lo di atten­zione ver­so ques­ta prob­lem­at­i­ca, tutt’altro che secondaria.Partendo infat­ti dal pre­sup­pos­to che, fino ad ora, tut­ti i dati offer­ti in ambito ospedaliero, su scala nazionale, sono pre­sun­ti e non anco­ra ver­i­fi­cati “sul cam­po”, l’iniziativa si pro­pone pro­prio di col­mare ques­ta lacu­na. Ne ver­rà, insom­ma, una al vero del­la realtà, dal­la quale ricavare l’input per le pos­si­bili azioni correttive.Un altro aspet­to fon­da­men­tale è anche questo: l’iniziativa parte dagli ospedali, ma si col­lo­ca in un prog­et­to di valen­za nazionale ed euro­pea che coin­vol­gerà tut­ti i set­tori del lavoro, nes­suno escluso.Dal ques­tionario, in par­ti­co­lare, emerg­er­an­no i fat­tori stress-cor­re­lati. Ne citi­amo alcu­ni fra i più sig­ni­fica­tivi: rap­por­ti inter­per­son­ali sul lavoro, inter­fac­cia casa-lavoro, cari­co di lavoro, orario. A propos­i­to di questi, il val­ore del­la ril­e­vazione cresce in modo espo­nen­ziale con­sideran­do che ne sono coin­volte in par­ti­co­lare le donne. Si può facil­mente capire come com­pren­dere le esi­gen­ze per­son­ali e famigliari e con­tem­per­ar­le con le neces­sità pro­fes­sion­ali, sia un fat­tore essen­ziale sia per gli indi­vidui sia per il servizio che offrono alla comunità.Le risposte ai ques­tionari ver­ran­no rac­colte entro due set­ti­mane: da metà novem­bre in poi si pro­ced­erà alla elab­o­razione dei dati che ver­ran­no appro­fon­di­ti e pre­sen­tati a tutte le par­ti sociali coin­volte nell’iniziativa.

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