Negli Usa avviata la riproduzione in laboratorio dell'anomalia genetica di Limone

L’apolipoproteina è davvero efficace

04/07/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Limone

Quan­do fu scop­er­ta nel sangue di alcu­ni abi­tan­ti di Limone (nel­la foto), l’apolipopro­teina — mutazione genet­i­ca com­parsa nel 700 — sem­bra­va dovesse riv­e­lar­si l’ar­ma finale nel­la lot­ta all’in­far­to. Poi, nel 1997, la morte di Ezio Girar­di, 55enne oper­a­tore tur­is­ti­co limonese, stron­ca­to da un’in­suf­fi­cien­za car­dia­ca, aprì, nel mon­do del­la ricer­ca med­ica, un dibat­ti­to sul­la sua reale efficacia.Ora, le notizie che arrivano dal Dipar­ti­men­to di Scien­ze Far­ma­co­logiche del­l’ di , pub­bli­cate sul­la riv­ista Cir­cu­la­tion Research e ripor­tate ieri dal Cor­riere del­la Sera, non las­ciano più dub­bi: non solo l’Apolipopro­teina ha con­fer­ma­to la sua effi­ca­cia sug­li ani­mali, ma negli Sta­ti Uni­ti, dove dal­lo scor­so anno è inizia­ta la sper­i­men­tazione anche sul­l’uo­mo, una dit­ta far­ma­ceu­ti­ca sta pro­ducen­do in lab­o­ra­to­rio l’ “anom­alia” pre­sente nat­u­ral­mente nelle vene di una cinquan­ti­na di for­tu­nati limone­si. Il suo impiego futuro? Potrebbbe essere uti­liz­za­ta per elim­inare plac­che cariche di gras­si o, in fase pre­ven­ti­va, per evitare la for­mazione delle stesse.

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