Il cardinale Attilio Nicora ha presieduto la cerimonia che è stata accompagnata da una messa e da un concerto. Inaugurata la ristrutturazione della foresteria

L’eremo allarga l’accoglienza

24/09/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il car­di­nale Attilio Nico­ra ha pre­sen­zi­a­to, ieri, alla cer­i­mo­nia di inau­gu­razione dell’edificio che l’Eremo di San Gior­gio ha prepara­to per l’accoglienza delle per­sone che scel­go­no l’Eremo come luo­go di ritiro e di preghiera. I lavori di ristrut­turazione del­la foreste­ria sono durati cir­ca un anno e mez­zo e sono sta­ti real­iz­za­ti con il con­trib­u­to del Ban­co Popo­lare di Verona e Nog­a­ra, di Soci­età Cat­toli­ca Assi­cu­razioni e del­la Fran­co Gnut­ti Holding.Era sta­to pro­prio l’allora vesco­vo di Verona Nico­ra a vol­ere che l’Eremo restasse in seno alla Dio­ce­si e a pro­porre ai monaci benedet­ti­no-camal­dole­si di occu­parsene. «Ricor­do con quan­ta fat­i­ca e tim­o­re decidem­mo di trat­tenere questo luo­go e di man­ten­er­lo nel­la sua tradizione orig­i­nar­ia», ha det­to il car­di­nale Nico­ra agli inter­venu­ti alla cer­i­mo­nia, alli­eta­ta dal­la musi­ca del Coro delle Isti­tuzioni Armoniche. «Preghi­amo per i fratel­li Camal­dole­si che han­no rac­colto ques­ta ered­ità e per chi, con il loro aiu­to, con­tin­uerà a ren­dere pos­si­bile la loro pre­sen­za e il loro dono».Padre Fran­co Mosconi, pri­ore dellEre­mo, ha ringrazi­a­to quan­ti han­no con­tribuito alla real­iz­zazione del­la nuo­va strut­tura, di cui ha moti­va­to il sig­ni­fi­ca­to. «È aus­pi­cio di tut­ta la nos­tra comu­nità monas­ti­ca appro­fondire e allargare il sen­so del­la sua pre­sen­za a servizio del­la Chiesa veronese e non solo di quel­la», ha det­to. «C’è la con­sapev­olez­za che il nos­tro Paese, come l’Europa tut­ta, stia viven­do un momen­to par­ti­co­lare a liv­el­lo reli­gioso: i cam­bi­a­men­ti sono pro­fon­di, e anche inqui­etan­ti, per­ché riguardano il modo stes­so di pen­sare l’uomo e il suo des­ti­no». Il pri­ore ha ricorda­to che «Il Monach­es­i­mo non si è mai estra­ni­a­to dal mon­do e dai suoi prob­le­mi sem­pre nuovi».Ha poi sot­to­lin­eato che «Il Monach­es­i­mo persegue un’estraneità, lo fa nei con­fron­ti dì ciò che è “mon­dano”, ossia super­fluo, este­ri­or­ità e apparen­za, e nel far­lo richia­ma al cen­tro del mon­do l’azione provvi­dente di Dio. Quin­di non pos­si­amo non con­di­videre tur­ba­men­ti ed inqui­etu­di­ni di tan­ta gente che bus­sa alla por­ta dell’Eremo, siano essi pres­bi­teri o e laici, cre­den­ti e non». Queste per­sone, ha aggiun­to Padre Mosconi, sono sem­pre più numerose e diver­sifi­cate in ter­mi­ni di prove­nien­za geografi­ca. Un dato impens­abile. fino a pochi anni fa. Di loro «si avverte una grande stanchez­za inte­ri­ore; han­no itin­er­ari di vita molto diver­si, sem­pre meno sem­pli­ci e lin­eari, e tut­tavia con sin­cer­ità ricer­cano i val­ori essen­ziali». Ritor­nan­do all’im­peg­no di accoglien­za dell’Eremo all’interno del­la Dio­ce­si, il Pri­ore ha affer­ma­to che la comu­nità Camal­dolese avverte «come pro­feti­co il manda­to che mon­sign­or Nico­ra, allo­ra Vesco­vo di Verona, volle per l’Eremo quale “forte espe­rien­za spir­i­tuale, aper­ta a quan­ti inten­dono appro­fondire nel silen­zio e nel­la preghiera il sen­so del­la vita, nel­la luce di Dio” e a quan­ti cer­cano con ret­ta coscien­za e con pro­fon­da urgen­za intel­let­tuale la rispos­ta agli inter­rog­a­tivi più veri». «L’invito del pas­tore dioce­sano», ha con­clu­so il Pri­ore, «è sta­to con­fer­ma­to da padre Flavio Rober­to Car­raro. E anche questo com­p­lesso, che sti­amo inau­gu­ran­do, vor­rebbe essere uno stru­men­to per miglio­rare la con­di­vi­sione del­la nos­tra presenza».