Esperimenti sulla sponda veronese

Lezioni di cucina benacense: un’idea «acchiappa turisti»

28/06/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.z.

Un breve cor­so di cuci­na garde­sana, ris­er­va­to ai tur­isti. Si tiene ogni mer­coledì a Lazise, fino a set­tem­bre. E’ orga­niz­za­to dall’associazione «I ghiot­toni» e dal­la con­dot­ta Slow Food, in col­lab­o­razione col Grup­po ital­iano vini e l’Apt del­la Riv­iera degli Olivi. Il pro­gram­ma prevede l’ar­ri­vo dei parte­ci­pan­ti alle ore 10, alle can­tine Lam­ber­ti. Dopo la visi­ta gui­da­ta tra bot­ti e bar­rique, alle 10.30 i due cuochi più noti del­la zona, e non solo (Flavio Tagli­a­fer­ro del­la «Garde­sana» di Tor­ri e Isidoro Con­soli­ni del «Cav­al» di Tor­ri), spiegher­an­no il modo migliore per preparare alcune ricette: tro­ta in sal­sa, sar­dine in saor, gnoc­chi di patate con ragù di tin­ca, carne sal­a­da, fogassin sul­la gradela. A mez­zo­giorno e mez­zo, la degus­tazione dei piat­ti e di altre spe­cial­ità lacus­tri, il tut­to in abbina­men­to ai vini Lam­ber­ti e San­ti, le due can­tine Giv nel veronese. Le preno­tazioni si rac­col­go­no alla Gabri­tour di Gar­da, tele­fono 045–7255555 o 045–6270011 (fax 045–7255802). Quo­ta di parte­ci­pazione: 70 mila lire. Sito Inter­net www.ighiottoni.it. Il tur­is­mo enogas­tro­nom­i­co è argo­men­to di attual­ità. E che richia­ma un numero sem­pre mag­giore di per­sone. Dopo Trenti­no, Toscana e altre regioni, adesso anche la riv­iera ori­en­tale del lago pas­sa dal­la teo­ria alla prat­i­ca. Le lezioni si ten­gono in ital­iano, tedesco o inglese, in modo da avvic­inare il numero più ampio pos­si­bile di vacanzieri. «I rap­por­ti col Trin­i­ty col­lege — spie­ga Peretti — por­tano a Verona stu­den­ti di… 40–50 anni. Fre­quen­tano i cor­si di cul­tura ital­iana, e una sezione è ded­i­ca­ta alla cuci­na. Veden­do l’in­ter­esse degli stranieri per i nos­tri piat­ti, abbi­amo deciso di par­tire con ques­ta inizia­ti­va. Ringrazi­amo il Grup­po ital­iano vini, l’Apt e la scuo­la di traduzioni Alba». Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente del­l’U­nione alber­ga­tori, ha sot­to­lin­eato la «pos­si­bil­ità di trascor­rere una gior­na­ta diver­sa dal soli­to, in un luo­go magi­co, conoscen­do i prodot­ti locali, il gus­to e gli abbina­men­ti». Tagli­a­fer­ro, nel cor­so di una eserci­tazione ris­er­va­ta ai gior­nal­isti, ha spie­ga­to che per­si­ci, cavedani, trote, ecc. cos­ti­tu­is­cono una risor­sa impor­tante per la ris­torazione (l’ap­provvi­gion­a­men­to è assi­cu­ra­to da un centi­naio di pesca­tori). E che speziatu­ra, sala­gione, essi­cazione e mar­i­natu­ra influen­zano anco­ra il sapore finale degli ingre­di­en­ti. Peretti ha con­clu­so ricor­dan­do che «I ghiot­toni» e Slow Food sono disponi­bili ad alle­stire anche tour gas­tro­nomi­ci nei din­torni. La pri­ma oppor­tu­nità prevede la visi­ta gui­da­ta a un oleifi­cio, l’as­sag­gio e il cor­so di cuci­na. Un sec­on­do pac­chet­to è l’itin­er­ario del riso a Iso­la del­la Scala, con la visi­ta alla ris­e­ria Melot­ti e una degus­tazione in un agri­t­ur­is­mo. Terza offer­ta, «il Parmi­giano e la cuci­na man­to­vana», con una sos­ta in un caseifi­cio vir­giliano e poi un breve cor­so all’­Opera Ghiotta.