Sull'alto Garda tra natura e storia

L’offerta turistica propne boschi e trincee

11/08/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Se c’è un luo­go nel quale le pos­si­bil­ità di escur­sioni non man­cano, questo è l’al­to Gar­da. Le pro­poste sono tante, con per­cor­si a sfon­do nat­u­ral­is­ti­co (botan­i­co o fau­nis­ti­co). E c’è anche l’op­por­tu­nità di riper­cor­rere sen­tieri e mulat­tiere che han­no un’im­por­tan­za stor­i­ca ril­e­vante. Un esem­pio? La stra­da che, par­tendo dal­la Valle di Bon­do, sale a Pas­so Nota.Si può las­cia­re la macchi­na a Vesio di Tremo­sine, o ci si può inoltrare per qualche centi­naio di metri nel­l’alveo nat­u­rale del­la Valle di Bon­do. Poi si pros­egue a pie­di (siamo a 650 metri) fino a che la stra­da inizia ad arrampi­care, ma sen­za richiedere grossi sforzi. Al ter­mine delle due ore di sali­ta ci si tro­va a Pas­so Nota, e c’è la pos­si­bil­ità di uti­liz­zare due rifu­gi: uno gesti­to dal Grup­po di Vesio, l’al­tro dalle penne nere di Pieve.Siamo attorno ai 1.200 metri, e a nep­pure mez­z’o­ra di dis­tan­za ci sono le trincee di Pas­so Nota (pri­ma Guer­ra mon­di­ale) e il pic­co­lo cimitero mil­itare. Ormai le spoglie dei sol­dati sono state trasportate al cam­posan­to di Vesio, ma il luo­go, attor­ni­a­to da resinose, invi­ta comunque alla riflessione.Il ritorno può avvenire attra­ver­so un altro per­cor­so che con­duce comunque anco­ra in Valle di Bon­do, in poco più di due ore e attra­ver­so la Coma Vec­chia. Si ’ trat­ta di luoghi che han­no un’im­por­tan­za stor­i­ca notev­ole, ogget­to di ricerche di stori­ci locali e delle scuole. Inter­es­sante in propos­i­to la pub­bli­cazione di una classe del­la scuo­la media di Pieve di Tremo­sine (gui­da­ta dal pro­fes­sor Domeni­co Fava, ricer­ca­tore), che ha fat­to un po’ di luce attorno a fat­ti locali, coin­vol­gen­do nel­l’anal­isi anche i ragazzi.Tutta l’area che si estende ai lati di Pas­so Nota tra­su­da sto­ria. Se si pros­egue ver­so Ovest ci si por­ta a Pas­so Tremal­zo (1.665 metri), da dove si può scen­dere a Lori­na e — attra­ver­so la vec­chia stra­da mil­itare del­la Guer­ra mon­di­ale — si può rag­giun­gere la vet­ta del Caplone (1.976 metri, la cima più alta del­l’al­to Gar­da) e Tombea. Da lì, altre strade con­sentono di scen­dere in Val vestine.Ma esiste anche l’op­por­tu­nità (scelta da molti appas­sion­ati di moun­tain bike) di puntare sul Trenti­no, in direzione Nord. Sia il sen­tiero 421 che il 457 B por­tano al lago di Ledro. In direzione Est, invece, ci si por­ta a Pas­so Bestana (1.274 metri), da dove si può pros­eguire ver­so i For­ti­ni. Dal­la boc­chet­ta dei For­ti­ni (1.243 metri) si può scen­dere ver­so il Sin­go) e a Limone, oppure (sul ver­sante trenti­no) nuo­va­mente sul lago di Ledro.

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