Dopo 21 anni di attività, ha chiuso la struttura sanitaria a causa della nuova programmazione regionale

L’ospedale smantellato

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

A ven­tuno anni dall’apertura, avvenu­ta nel 1986, l’ospedale di Valeg­gio chi­ude. Dopo la deci­sione del­la Regione di dimet­tere la strut­tura san­i­taria, la diri­gen­za dell’Azienda ospedaliera di Verona ave­va deciso nei mesi scor­si che il trasfer­i­men­to dei repar­ti del Coc (Cen­tro ospedaliero clin­i­ciz­za­to) di Valeg­gio ver­so gli ospedali di Bor­go Roma e Bor­go Tren­to dove­va avvenire entro il pri­mo otto­bre scor­so e così è sta­to. Nel­lo scor­so fine set­ti­mana infat­ti, dopo la fine dei ricov­eri per il repar­to car­dio­vas­co­lare e per quel­lo osteoar­ti­co­lare, è com­in­ci­a­ta la smo­bil­i­tazione. Ora le cor­sie sono vuote. Non c’è più il fre­neti­co via vai, tipi­co delle gior­nate di mas­si­mo impeg­no pro­fu­so per assis­tere i pazi­en­ti e garan­tire le migliori con­dizioni agli ammalati. Anche se, di tan­to in tan­to, si vede qualche oper­a­tore per le pulizie e qualche medico inten­to a lib­er­are il pro­prio ambu­la­to­rio. Dai let­ti sono sta­ti tolti i mat­eras­si, provvi­so­ri­a­mente accat­a­sta­ti all’ingresso dei repar­ti. Dalle pareti fan­no capoli­no, un po’ mes­ta­mente, le locan­dine dei tan­ti con­veg­ni di eccel­len­za orga­niz­za­ti in loco in una strut­tura che inizial­mente com­pren­de­va anche la riabil­i­tazione gastroenterologica.Adesso all’ospedale riman­gono solo le attiv­ità ambu­la­to­ri­ali di gas­troen­terolo­gia e del set­tore osteoar­ti­co­lare che fan­no rifer­i­men­to all’azienda ospedaliera di Verona. Per il set­tore osteoar­ti­co­lare, diret­to da Sil­vano Ada­mi, che ave­va fat­to di Valeg­gio il pun­to di rifer­i­men­to a liv­el­lo nazionale per l’osteogenesi imper­fet­ta (la cosid­det­ta sin­drome delle ossa frag­ili), e che è sta­to trasfer­i­to a Bor­go Tren­to, con­tin­uerà ad esistere un Ambu­la­to­rio inte­gra­to diag­nos­ti­co (Amid) per pro­gram­mare i vari accer­ta­men­ti. Rimar­rà anche la fisioter­apia, ma con per­son­ale ridot­to al min­i­mo (uno o due addet­ti al mas­si­mo). La radi­olo­gia invece, ria­per­ta provvi­so­ri­a­mente dal 10 al 29 set­tem­bre, è sta­ta chiusa. Dovrebbe riaprire, ma, almeno per ora, non è sta­ta indi­ca­ta alcu­na data.«Ci sarà senz’altro», dichiara il sin­da­co, Albi­no Pezzi­ni, «un momen­to di dif­fi­coltà in questo pas­sag­gio di fun­zioni tra l’Azienda ospedaliera che se ne va e l’Ulss 22 che dovrebbe suben­trare e far par­tire altri servizi, ma questo è inevitabile. Poi spero che inizi una fase nuo­va. La radi­olo­gia dovrebbe essere miglio­ra­ta dal pun­to di vista tec­no­logi­co con la real­iz­zazione del cablag­gio ed arriverà anche l’ospedale di comu­nità». Duro il giudizio di Mari­na Mar­coni, espo­nente di mino­ran­za del con­siglio comu­nale: «La pro­gram­mazione san­i­taria ha dimen­ti­ca­to com­ple­ta­mente fasce di popo­lazione in costante aumen­to, come gli anziani, che han­no sem­pre più bisog­no di una riabil­i­tazione effi­cace e di cure fisioter­apiche. Per loro e non solo per loro un cen­tro come Valeg­gio cos­ti­tu­i­va una risor­sa impor­tante». «Alla fine sono rius­ci­ti a chi­ud­ere l’ospedale di Valeg­gio». È questo il tito­lo di un inter­ven­to di Lui­gi Tosoni, pres­i­dente del comi­ta­to pro ospedale di Valeg­gio e dell’ottava com­mis­sione in Provin­cia (che si occu­pa anche di politiche san­i­tarie). «Non sono bas­tate», ha dichiara­to Tosoni, «le migli­a­ia di firme rac­colte, la denun­cia del­la man­ca­ta con­sid­er­azione di Valeg­gio dopo l’incendio dell’ospedale di Vil­lafran­ca e degli sprechi di risorse pub­bliche, per reind­i­riz­zare l’utenza ver­so ospedali come Bus­solen­go e Vil­lafran­ca che attual­mente non pos­sono accoglier­la». «Colpisce poi», con­clude il con­sigliere provin­ciale Tosoni, «che l’Azienda ospedaliera abbia ind­i­riz­za­to gli uten­ti in riabil­i­tazione ad Arco di Tren­to e che l’Ulss 22 abbia det­to no alla pos­si­bil­ità di ospitare la Chierego Per­belli­ni per instal­lare uffici».A.F.