.

L’Ulivo rilancia: «Salò e Fasano devono restare strutture di riabilita

09/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.z.

L’Uli­vo ha tenu­to un’assem­blea nel­l’au­di­to­ri­um del­l’Is­ti­tu­to «Bat­tisti», par­lan­do del­la san­ità per l’Al­to Gar­da e la Valsab­bia. E ha det­to di no alla chiusura del­l’ospedale di Salò e del S.Corona di Fasano, che van­no man­tenu­ti come strut­ture riabil­i­ta­tive. «La Regione — ha det­to Clau­dio Bra­gaglio, Ds — è sta­ta indot­ta a met­tere in cam­po amputazioni doloro­sis­sime, sul­la base di para­metri truc­cati. Si è deciso di tagliare 5 mila posti let­to, poi diven­tati 3.800, sen­za tenere con­to che i dati reali era­no diver­si. C’è poi da reg­is­trare il fal­li­men­to del­la legge ’97: il deficit è fuori con­trol­lo. «Tan­to che, per far fronte alla spe­sa cor­rente, il Pirellone ha dovu­to chiedere mutui per set­temi­la mil­iar­di di vec­chie lire. Fino­ra i cit­ta­di­ni non han­no avver­ti­to la dif­feren­za tra servizio pub­bli­co e pri­va­to, e con­sid­er­a­no otti­male il sis­tema mis­to. Ma non è così, e i risul­tati si vedono. E che dire degli inves­ti­men­ti? In giug­no l’asses­sore Car­lo Bor­sani e la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra deci­dono di costru­ire il nuo­vo ospedale nel­la zona di Roè Vol­ciano, stanzian­do 29 mil­ioni di euro. A set­tem­bre il diret­tore gen­erale del­l’azien­da di Desen­zano, Mau­ro Borel­li, che fa rifer­i­men­to alla Lega, spie­ga che man­cano i sol­di per real­iz­zare l’opera, e pun­ta su Gavar­do. Bisogna ridis­eg­nare un prog­et­to per l’area». , del­la Margheri­ta: «Si sono ver­ifi­cate le pre­vi­sioni più neg­a­tive. La Regione ha chiu­so una cinquan­ti­na di pun­ti di pri­mo inter­ven­to, alcu­ni dei quali mai aper­ti. Le case di cura non han­no più fon­di a dis­po­sizione. I for­n­i­tori ven­gono pagati a 400 giorni, e alcune aziende han­no rice­vu­to istanze di fal­li­men­to. Il grup­po oper­a­to­rio del Civile, costa­to una quindic­i­na di mil­ioni e inau­gu­ra­to un anno fa, non è anco­ra aper­to. E ora si mette in cam­po un prog­et­to da 400 mil­ioni sen­za ascoltare il sin­da­co, gli ordi­ni pro­fes­sion­ali, i sin­da­cati. A Roè Vol­ciano un nuo­vo ospedale per acu­ti da 200 posti let­to costerebbe cir­ca 60 mil­ioni di euro. In Giun­ta regionale c’è una grossa dis­cus­sione tra chi vuole con­tin­uare su ques­ta lin­ea, riget­tan­do l’ipote­si-Borel­li, e chi sem­bra inten­zion­a­to a cam­biare idea. Noi, in ogni caso siamo con­trari, a sman­tel­lare Salò e Fasano». Gian Pao­lo Comi­ni, coor­di­na­tore di zona dei Ds, ha riper­cor­so l’in­tera vicen­da, ricor­dan­do come «la giun­ta di Salò abbia con­ces­so il cam­bio di des­ti­nazione all’ex alber­go Asto­ria di Bar­bara­no, con­sen­ten­done la trasfor­mazione in casa di cura». E, dal prossi­mo 1 gen­naio, dovrebbe accogliere i posti let­to del­l’ospedale di Salò. «Non dob­bi­amo cadere nel­la trap­po­la dei cam­panil­is­mi, altri­men­ti diven­ta una guer­ra tra poveri. Occorre costru­ire un prog­et­to uni­tario». Anto­nio Moro (Margheri­ta), ha crit­i­ca­to la polit­i­ca del­la mag­gio­ran­za del­la Comu­nità mon­tana Alto Gar­da. Gian­lui­gi Chit­tò (Ver­di) ha sot­to­lin­eato la neces­sità di imp­ie­gare le risorse e di poten­ziare i servizi sul ter­ri­to­rio. Numerosi gli inter­ven­ti. Un paio di medici («bisogna tornare alle deci­sioni pub­bliche e riportare la san­ità a misura dei cit­ta­di­ni, altro che man­ag­er»), l’ex sin­da­co Ric­car­do Mar­chioro («dob­bi­amo ripren­dere il dis­cor­so del­la riabil­i­tazione»), un paio di sin­da­cal­isti. Domani si riu­nirà in sedu­ta stra­or­di­nar­ia il con­siglio di Salò: invi­tati Car­lo Bor­sani, Carme­lo Scar­cel­la e Mau­ro Borel­li. Il 18 novem­bre assem­blea al cen­tro Due Pini.