Comunità difende a spada tratta il geometra Morandi

«Ma senti chi parla di etica!»

03/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

«Stu­pe­facen­ti, per non dire ver­gog­nose, le reit­er­ate prese di posizione del­la mag­gio­ran­za nei con­fron­ti per­son­ali di espo­nen­ti del­l’op­po­sizione. L’ul­ti­mo attac­co è l’in­com­pat­i­bil­ità eti­ca del­la pre­sen­za del­l’u­ni­co tec­ni­co di mino­ran­za in com­mis­sione edilizia comu­nale». Il grup­po di Comu­nità di Ennio Bertoli­ni, risponde sen­za usare mezzi ter­mi­ni all’in­ter­rogazione pre­sen­ta­ta dal­la mag­gio­ran­za al sin­da­co Paro­lari con­tro il suo rap­p­re­sen­tante, il geome­tra di Nago, Gian­ni Morandi.«A parte che — scrive Comu­nità — gran parte del­la sua attiv­ità è svol­ta fuori del comune e che ogni vol­ta che una sua prat­i­ca arri­va in com­mis­sione si assen­ta sen­za essere «invi­ta­to», come mal­iziosa­mente fa inten­dere l’in­ter­rogazione-rispos­ta che ha tut­ta l’aria di essere un’au­toin­t­er­vista del sin­da­co. Il nos­tro tec­ni­co, sem­pre pre­sente, ha garan­ti­to spes­so il numero legale per l’assen­za cron­i­ca di espo­nen­ti tec­ni­co-politi­ci del­la mag­gio­ran­za. Fa specie che i fir­matari giungano a sim­ili con­clu­sioni sapen­do che la nom­i­na è legit­ti­ma e rispet­tosa delle rac­co­man­dazioni del sin­da­co, che aus­pi­ca­va la nom­i­na di per­sone com­pe­ten­ti. E dire che, sec­on­do la vos­tra eti­ca, del­la con­tem­po­ranea nom­i­na del­la mag­gio­ran­za, di un architet­to libero pro­fes­sion­ista oper­ante sul ter­ri­to­rio, aggiu­di­catario addirit­tura di opere pub­bliche? E che dire del­la nom­i­na di un asses­sore ester­no (ex sin­da­co) sono­ra­mente boc­cia­to dal­l’elet­tora­to? E del­la votazione in con­siglio del pro­gram­ma delle opere pub­bliche da parte del capogrup­po di mag­gio­ran­za, con­te­nente un suo prog­et­to del val­ore di 500 mil­ioni? Prog­et­to ovvi­a­mente com­mis­sion­atogli dal­la sua mag­gio­ran­za! E dei favori pale­si, a più riprese mes­si in evi­den­za dal­la stam­pa locale del­la ges­tione del piano rego­la­tore? E che dire del­la situ­azione del sin­da­co con­trol­lore-con­trol­la­to dopo la sen­ten­za del­la Cas­sazione? E delle bufale e con­tinui voltafac­cia ver­so l’opin­ione pub­bli­ca? E degli incar­ichi a mogli inseg­nan­ti di asses­sori? E delle «favel­las» degli anni 60, «legit­ti­mate» con l’e­lim­i­nazione dei parcheg­gi pub­bli­ci pre­visti? Evi­den­te­mente «le travi nel pro­prio occhio» sono dure a ved­er­si. La ten­den­ziale dis­at­ten­zione dei fir­matari, det­ta­ta forse solo da antipa­tia, odio politi­co ed avver­sione di chi non con­di­vide il loro pen­siero e la loro lin­ea, li ha por­tati a non con­sid­er­are l’avver­sario politi­co deg­no di sti­ma e di rispet­to, ma come un sogget­to dele­te­rio e nemi­co da abbat­tere. Il nos­tro tec­ni­co, bra­vo e onesto, rimar­rà al suo pos­to anche se potrà dar fas­tidio ad un sin­da­co che per mez­zo del­la den­i­grazione ten­ta di elim­inare i pro­pri oppos­i­tori. E le sue pratiche dovran­no essere por­tate in com­mis­sione in ordine crono­logi­co di pre­sen­tazione e non rel­e­gate all’ul­ti­mo pos­to, a mo’ di punizione, come si è impeg­na­to il sin­da­co a fare. Al sin­da­co che si sente sbef­feg­gia­to se qual­cuno ha idee diverse sug­ge­ri­amo di pren­dere atto del­l’e­sisten­za di una mino­ran­za che assolve il suo arduo com­pi­to di con­trol­lo e di sti­mo­lo. Rite­ni­amo in alcun modo scor­ret­to che un pro­fes­sion­ista fac­cia parte di una com­mis­sione, mer­av­iglian­do­ci di una pre­sa di posizione tan­to dis­crim­i­nante nei con­fron­ti di un libero cittadino».