Mezzo miliardo di danni causati dalla burrasca dello scorso novembre; il Magistrato alle acque di Venezia che rifiuta il dialogo; un modello matematico che risolverebbe finalmente il problema del controllo dei livelli dell'acqua del Garda fermo dal 1995

Maltempo ’99: chiesti i danni al ministero

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognin

Mez­zo mil­iar­do di dan­ni causati dal­la bur­ras­ca del­lo scor­so novem­bre; il Mag­is­tra­to alle acque di Venezia che rifi­u­ta il dial­o­go; un mod­el­lo matem­ati­co che risolverebbe final­mente il prob­le­ma del con­trol­lo dei liv­el­li del­l’ac­qua del Gar­da fer­mo dal 1995; l’ac­qua, un bene prezio­sis­si­mo di cui si deve com­in­cia­re a razion­al­iz­zare i con­su­mi, gesti­to sen­za la dovu­ta atten­zione dal Con­sorzio del Min­cio, che pesca dal baci­no idri­co garde­sano per le rrigazioni delle col­ture mantovane.Sono i prin­ci­pali argo­men­ti emer­si nel cor­so del­la pre­sen­tazione del­la relazione tec­ni­ca prepara­ta dal­l’in­Jeg­n­er Celesti­no Dal­l’Oglio, su incar­i­co del comune di eschiera: la per­izia ha sti­ma­to in cen­tot­tan­ta mil­ioni i dan­ni ripor­tati dal­la passeg­gia­ta a lago “Peschiera-San­Benedet­to” dopo la bur­ras­ca di novembre.Un even­to cli­mati­co non eccezionale per il ma risul­ta­to dev­as­tante per­ché, in quel momen­to, il liv­el­lo delle acque era di almeno mez­zo metro al di sopra del lim­ite stagionale.Centottanta mil­ioni che si som­mano ai cir­ca tre­cen­to già con­teggiati dal­l’ per i prob­le­mi causati al col­let­tore sul­la spon­da veronese del baci­no: mez­zo mil­iar­do, dunque, di ris­arci­men­to dan­ni che saran­no chi­esti al min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci con l’azione legale che sarà intrapre­sa dall’Ags.Allo stes­so dicas­t­ero, inoltre, e a quel­lo del­l’Am­bi­ente ver­rà ind­i­riz­za­ta l’in­ter­rogazione con la quale il sin­da­co chiederà il reper­i­men­to di risorse atte a risol­vere la situ­azione e l’in­ser­i­men­to dei rap­p­re­sen­tan­ti dei Comu­ni garde­sani all’in­ter­no del­la com­mis­sione che deve sta­bilire i liv­el­li sta­gion­ali delle acque del lago.Perché è pro­prio questo il pun­to dolente del­la vicen­da: la rego­la­men­tazione dei liv­el­li chia­mati a garan­tire, allo stes­so tem­po, l’e­co­sis­tema e l’e­cono­mia del Gar­da e le irrigazioni per le colti­vazioni del Con­sorzio del Mincio.Il Con­sorzio è l’u­tente prin­ci­pale ed è sta­to indi­ca­to nel­la relazione di Dal­l’Oglio come “il mag­gior artefice dei con­flit­ti idrici”.“Si toc­cano com­p­lessi ‘equi­lib­ri di una polit­i­ca agri­co­la gesti­ta in un cer­to modo e questo è un grande prob­le­ma”, spie­ga Dal­l’Oglio, “d’al­tra parte, ho scrit­to nel­la relazione, si pos­sono trovare soluzioni che garan­tis­cano sia gli inse­di­a­men­ti garde­sani che quel­li man­to­vani ma occorre dis­cuterne tut­ti insieme”.“Ma è a questo pun­to che sor­gono, para­dos­salmente, Tè mag­giori dif­fi­coltà”, sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni. “Il Prefet­to di Verona mi ha mostra­to la let­tera con la quale ha invi­ta­to, per la terza vol­ta, il Mag­is­tra­to alle acque di Venezia a con­sen­tire ai suoi col­leghi di Verona e Man­to­va di pren­dere parte ad un incon­tro che met­ta final­mente di fronte tut­ti gli enti inter­es­sati al baci­no idri­co rap­p­re­sen­ta­to dal lago di Gar­da”. “Da Venezia non è tut­to­ra arriva­ta alcu­na rispos­ta: è gravis­si­mo che il rap­p­re­sen­tante uffi­ciale del min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci neghi la sua disponi­bil­ità ad un’is­tan­za che coin­volge tut­to il Garda”.D’altra parte solo la pau­ra del con­fron­to o di chissà cosa altro spie­ga il fat­to che cinque anni fa sia sta­to ins­ab­bi­a­to il mod­el­lo matem­ati­co per la rego­lazione dei liv­el­li elab­o­ra­to, dietro incar­i­co uffi­ciale, da uno stu­dio di Verona” rin­cara la dose Dall’Oglio.“Raccolta una stra­or­di­nar­ia ban­ca dati, pro­prio sul più bel­lo, nel 1995, il lavoro è sta­to fer­ma­to; con le tec­nolo­gie odierne basterebbe ben poco per ren­der­lo oper­a­ti­vo e avere una rego­lazione dei flus­si auto­mat­i­ca e in tem­po reale evi­tan­do, così, cer­ta­mente situ­azioni e dis­as­tri come quel­li reg­is­trati lo scor­so novembre”.