La Provincia convoca gli amministratori locali per valutare iniziative che limitino il numero di germani sui lungolaghi: presenti solo tre Comuni. Gli esperti: cibo dal sapore cattivo per farle allontanare ed evitare guai igienici

Merendine disgustose contro le anatre

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

«Se non rius­cire­mo a con­vin­cere gli esseri umani prover­e­mo a con­vin­cere le ana­tre». Questo il suc­co del­l’in­con­tro del 18 mar­zo nel­la sala con­sil­iare del Comune di fra gli esper­ti del­la Alba­tros Srl (incar­i­cati dal­la Provin­cia di effet­tuare il cen­si­men­to e la ges­tione del­la popo­lazione di ana­ti­di sul­la spon­da veronese del Benà­co) e i rap­p­re­sen­tan­ti di alcu­ni dei Comu­ni inter­es­sati dal prob­le­ma del­la dif­fu­sione dei ger­mani. La Provin­cia era rap­p­re­sen­ta­ta dal­l’Asses­sore al Set­tore Tutela Fau­nis­ti­co Ambi­en­tale Camil­lo Pilati, dal­l’it­ti­ol­o­go Ivano Con­for­ti­ni e dal­l’ad­det­to alle aree pro­tette Bruno Mas­ti­ni. Tut­tavia, nonos­tante l’in­vi­to fos­se sta­to riv­olto a tut­ti i comu­ni del­la spon­da veronese del Lago, han­no parte­ci­pa­to all’incontro solo il sin­da­co di Bren­zone Gio­van­ni Zap­palà e, in rap­p­re­sen­tan­za di Gar­da, il tec­ni­co comu­nale Alessan­dro Savoia, oltre nat­u­ral­mente al sin­da­co del comune ospi­tante, Bar­dolino, Arman­do Fer­rari. L’assessore Pilati ha sot­to­lin­eato che la riu­nione è la tes­ti­mo­ni­an­za di quan­to la Provin­cia abbia a cuore il prob­le­ma del con­teni­men­to numeri­co delle ana­tre sul Gar­da. «I finanzi­a­men­ti al prog­et­to di mon­i­tor­ag­gio, cen­si­men­to e con­teni­men­to delle nascite», ha det­to, «pros­eguono sen­za soluzione di con­ti­nu­ità dal 1997 e sono des­ti­nati a pros­eguire, visti i pos­i­tivi risul­tati, ed even­tual­mente ad essere incre­men­tati solo se da parte delle ammin­is­trazioni locali vi sarà una rispos­ta forte­mente col­lab­o­ra­ti­va sul piano oper­a­ti­vo». Clau­dio Tor­boli del­la Alba­tros ha poi chiar­i­to sul piano sci­en­tifi­co i ter­mi­ni del­la ques­tione e ha illus­tra­to i più recen­ti dati numeri­ci sug­li ana­ti­di. «A cinque anni dal­l’avvio del prog­et­to», ha det­to, «il numero dei ger­mani è cala­to del 30% e attual­mente è sta­to sta­bi­liz­za­to. Ora occor­rerebbe fare qualche cosa di più per rius­cire a super­are questo stan­dard e rag­giungerne uno più bas­so lim­i­tan­do ancor di più la pre­sen­za di questi animali».