Finanziati soprattutto dalla Regione altri percorsi verso Torri e Bardolino per gli appassionati delle bici. Le piste ciclabili a basso impatto ambientale saranno realizzate ripristinando vecchi sentieri

Mezzo miliardo per due «strade bianche» sopra San Vigilio

25/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Il suc­ces­so del­la gran fon­do svoltasi lo scor­so 22 aprile e la notizia dell’imminente aper­tu­ra del­la scuo­la pro­mossa dal­la cam­pi­ones­sa Pao­la Pez­zo in col­lab­o­razione con l’associazione alber­ga­tori fan­no di Gar­da una sor­ta di pic­co­la cap­i­tale del­la moun­tain bike. Ma la cit­tad­i­na riv­ieras­ca potrà presto dis­porre anche di nuove . Con un inter­ven­to del val­ore di mez­zo mil­iar­do, finanzi­a­to in buona parte dal­la e per il resto da un con­trib­u­to statale pluri­en­nale, saran­no infat­ti ripristi­nati due sen­tieri, uno ver­so Tor­ri e l’altro in direzione di , a dis­po­sizione dei pati­ti del­la bicicletta.«La Regione», dice il sin­da­co Gior­gio Comenci­ni «ha accolto favorevol­mente il nos­tro prog­et­to di piste cicla­bili. Le opere pre­viste riguardano due per­cor­si, uno a ovest e l’altro ad est del paese». Il pri­mo trat­to delle nuove piste cicla­bili di Gar­da pren­derà avvio nei pres­si di vil­la Car­lot­ti-Canos­sa e risalirà poi il Monte Lup­pia sopra Pun­ta San Vig­ilio sino a rag­giun­gere il con­fine con Tor­ri del Bena­co. Si trat­ta d’un trac­cia­to di notev­ole inter­esse nat­u­ral­is­ti­co e pae­sag­gis­ti­co, com­ple­ta­mente immer­so nel­la mac­chia mediter­ranea. Riu­ti­liz­za una vec­chia stra­da, la cosid­det­ta «via stro­va», cita­ta in antiche mappe e ripor­ta­ta alla luce di recente gra­zie all’intervento con­giun­to del comune e del­la sezione garde­sana dell’associazione nazionale . Il trac­cia­to è in gran parte delim­i­ta­to da muret­ti a sec­co ed ha qualche porzione di pavi­men­tazione in acciot­to­la­to. Il sec­on­do dei per­cor­si recu­pera ed attrez­za una vec­chia stradic­ci­o­la comu­nale che, dira­man­dosi dal cen­tro stori­co, risale ver­so est fino a rag­giun­gere, in mez­zo ai boschi del­la Roc­ca, il con­fine col comune di Bar­dolino, a una quo­ta supe­ri­ore ai due­cen­to metri. Anche in questo caso si attra­ver­sa una porzione di ter­ri­to­rio dal con­sid­erev­ole fas­ci­no nat­u­ral­is­ti­co. «Il per­cor­so che si andrà a real­iz­zare», dice Comenci­ni «taglia tra­ver­salmente il ter­ri­to­rio comu­nale e si inserisce in un con­testo com­p­lessi­vo di itin­er­ari cicla­bili inte­grati che vede coin­volti anche Bar­dolino e Cavaion veronese». L’obiettivo è quel­lo di col­le­gare la Val­dadi­ge al Gar­da con una rete di per­cor­si des­ti­nati alla bici­clet­ta. La pro­pos­ta prog­et­tuale finanzi­a­ta dal­la Regione Vene­to è sta­ta elab­o­ra­ta con­giun­ta­mente dai comu­ni di Gar­da e Cavaion, in accor­do anche con Bar­dolino. Le opere da real­iz­zare riguardano essen­zial­mente la ristrut­turazione delle sedi viarie esisten­ti, in pas­sato uti­liz­zate pro­prio come strade o mulat­tiere ed ora ridotte grosso modo a sen­tieri pedonali, quan­do non sono addirit­tura invase dal­la veg­e­tazione. In super­fi­cie dovrebbe essere effet­tua­to un trat­ta­men­to del tipo «eco­logi­co di impreg­nazione» (ques­ta la ter­mi­nolo­gia dei prog­et­tisti) ese­gui­to con strati di pietrisco trat­to dai cal­cari locali, amal­ga­mati e con­sol­i­dati con un’emulsione di bitume mod­i­fi­ca­to con bag­na­ture e rul­la­ture suc­ces­sive. Un fon­do adat­to alla bici­clet­ta, insom­ma, ma di bassis­si­mo impat­to ambi­en­tale. Sem­br­eran­no in tut­to e per tut­to delle clas­siche «strade bianche».

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