Un seminario di geomorfologia in collaborazione con l’università di Reggio Emilia chiude un mese di proposte. Per i ragazzi le immagini del sistema solare e a teatro ritratto di Tina Merlin

Montagna, istruzioni per l’uso

25/09/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(b.b.)

Un incon­tro con i ragazzi, un con­veg­no di geo­mor­folo­gia e uno spet­ta­co­lo ded­i­ca­to a una don­na, a Tina Mer­lin che visse la mon­tagna in tut­ta la sua tragic­ità, al tem­po del­la trage­dia del Vajont. Sono le ultime sca­den­ze di Bald­ofes­ti­val che oggi chi­ude il pro­gram­ma 2004. Alle 9.30 l’appuntamento con i ragazzi delle scuole medie di Capri­no, e alla stes­sa ora l’inizio del sem­i­nario, al Park hotel Vil­la Car­i­o­la a Paz­zon, tenu­to dal Grup­po di geo­mor­folo­gia, Dipar­ti­men­to di scien­ze del­la Ter­ra dell’ di Reg­gio Emil­ia. Il per­ché del con­veg­no lo spie­ga Gae­tano Gre­co, pres­i­dente di Bald­ofes­ti­val: «Desider­ava­mo vera­mente che il Dipar­ti­men­to di scien­ze del­la ter­ra dell’Università di Reg­gio Emil­ia fos­se pro­tag­o­nista di ques­ta gior­na­ta di for­mazione: pro­prio loro infat­ti, oltre ai molti lavori ese­gui­ti nelle Alpi e all’estero, han­no oper­a­to sul e nel ter­ri­to­rio garde­sano. Per questo abbi­amo pen­sato di pro­porre agli ammin­is­tra­tori, alle asso­ci­azioni e a noi stes­si il meto­do di lavoro che appli­cano e come eseguono le loro ricerche. Cre­di­amo pos­sa essere inter­es­sante per tut­ti conoscere come gestis­cono il ter­ri­to­rio, capire ed acquisire le loro metodolo­gie nel ten­ta­ti­vo quin­di di uti­liz­zarle». Si faran­no dunque con­sid­er­azioni sui meto­di ed esem­pi rel­a­tivi alle peri­colosità geo­mor­fo­logiche, sui rischi con­nes­si alla fruizione tur­is­ti­ca e sporti­va, sul­la val­oriz­zazione del pae­sag­gio, sui beni geo­logi­ci e sul­la divul­gazione sci­en­tifi­ca. Gli orga­niz­za­tori quin­di entra­no nei det­tagli: «Il sem­i­nario affronta vari temi: come acquisire la conoscen­za base del pro­prio ter­ri­to­rio, sen­si­bi­liz­zare a liv­el­lo cul­tur­ale ver­so gli aspet­ti geo­logi­co-ambi­en­tali e portare un con­trib­u­to sci­en­tifi­co ai prog­et­ti di val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio del Bal­do in via di real­iz­zazione; sarà pos­ta atten­zione sug­li aspet­ti fon­da­men­tali del cli­ma, con rifer­i­men­to alla ricostruzione delle vicende respon­s­abili del model­la­men­to dei pae­sag­gi più recen­ti, affrontan­do anche tem­atiche legate alla dinam­i­ca e alla ges­tione dei cor­si d’acqua; si par­lerà di come rispon­dere all’ inter­esse del­la pub­bli­ca opin­ione sug­li aspet­ti del ter­ri­to­rio che legano il pae­sag­gio nat­u­rale al pat­ri­mo­nio cul­tur­ale; si affron­terà il con­cet­to di geo­mor­folo­gia cul­tur­ale che offre moti­vazioni sci­en­ti­fiche e pro­pone una metodolo­gia di ricer­ca; infine si por­rà l’at­ten­zione sul­l’uo­mo, come agente model­la­tore e nel con­tem­po ele­men­to vul­ner­a­bile del­lo stes­so pae­sag­gio, con­sideran­do i rap­por­ti che si sono svilup­pati, nel tem­po e nel­lo spazio, tra ambi­ente nat­u­rale, modi e tec­niche di antropiz­zazione». La gior­na­ta si chi­ude alle 18 in corte Campedel­li, con lo spet­ta­co­lo «A perdi­fi­a­to, ritrat­to in pie­di di Tina Mer­lin», con Patri­cia Zan­co per le voci nar­ran­ti. La regia è di Daniel­la Mat­tiuzzi, dram­matur­gia di Luca Scar­lin, Musi­ca di Rober­to Dani, video di Cris­tiano Car­li­ni e Ste­fano Franceschet­ti, luci e fon­i­ca di Deda­lo Fur­loso, foto di Del­la Mon­tà. Lo spet­ta­co­lo è orga­niz­za­to in col­lab­o­razione con Maria Luisa Peri­ni, con­sigliera provin­ciale di par­ità. E già sta­to mes­so in sce­na a Rovere­to e Bologna, dove ha rice­vu­to un largo suc­ces­so di pub­bli­co e crit­i­ca La rap­p­re­sen­tazione è ded­i­ca­ta a Tina Mer­lin, la gior­nal­ista cor­rispon­dente de L’U­nità, che intuì la trage­dia del Vajont. Pagò sul­la sua pelle, con pro­ces­si e con­danne, il cor­ag­gio di denun­cia­re lo sfas­cio ambi­en­tale che avrebbe poi deter­mi­na­to tale disastro.

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