Oltre due milioni di passeggeri e domenica le ultime corse nel basso lago prima della pausa invernale per manutenzione. Zanardelli e Italia, i piroscafi che hanno fatto la storia del lago

Navigarda, una stagione record

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Di Luca Delpozzo
Danilo Castellarin

Lunedì prossi­mo i bat­tel­li del bas­so lago — quel­li che attrac­cano a Peschiera, Lazise, e Gar­da — fer­mer­an­no i loro motori ed entr­eran­no in cantiere per la lun­ga pausa inver­nale. Dopo una set­ti­mana, dal 30 otto­bre, ver­ran­no sospese anche le corse dell’alto lago, quelle che col­legano Mal­ce­sine con Limone Tor­bole e Riva. Per tut­ta la sta­gione inver­nale, fino al 9 mar­zo 2007, rester­an­no in fun­zione solo i traghet­ti che col­legano Tor­ri del Bena­co a Mader­no. Per chi volesse godere di una breve crociera d’addio alla sta­gione 2006 — tem­po per­me­t­ten­do — l’ultima pos­si­bil­ità sarà domeni­ca con parten­za da Gar­da alle 15.20, arri­vo a Salò, breve sos­ta e ritorno a Gar­da alle 17.45. Domeni­ca 29 l’ultima crociera delal sta­gione salperà da Mal­ce­sine per Limone Tor­bole e Riva alle 15.10, per fare rien­tro alle 18. In occa­sione del­la tradizionale sospen­sione delle corse per la nec­es­saria manuten­zione di bat­tel­li, piroscafi, bat­tel­li, cata­ma­rani e alis­cafi, l’ingegner Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore , ha comu­ni­ca­to il vol­ume com­p­lessi­vo del traf­fi­co passeg­geri sulle rotte del Gar­da, che nel 2006 ha super­a­to ogni record, sfio­ran­do i 2 mil­ioni e 300 mila bigli­et­ti ven­du­ti, lim­ite mai pri­ma rag­giun­to dal­la com­pag­nia gov­er­na­ti­va che gestisce la del­la flot­ta com­pos­ta da 24 imbar­cazioni. La flot­ta Nav­i­gar­da è car­i­ca di sto­ria. La nave ammi­raglia è il piroscafo Zanardel­li, che risale al 1903, dieci anni più del leggen­dario Titan­ic. Il 6 novem­bre 1944, venne col­pi­to da un vio­len­to attac­co da parte degli aerei anglo-amer­i­cani con il fer­i­men­to di 40 per­sone e l’uccisione del mari­naio Francesco Bert­era. Il coman­dante Bernar­do Mar­tinel­li morì pochi giorni dopo. A togliere quel facile bersaglio da una posizione espos­ta e vul­ner­a­bile prov­vide il mari­naio Guer­ri­no Cec­con, che si trova­va nel­la cab­i­na di coman­do e ave­va vis­to cadere fer­i­to il coman­dante Mar­tinel­li. Cec­con affer­rò il tim­o­ne, ordinò con deci­sione l’avanti tut­ta alla sala mac­chine e rag­giunse il pic­co­lo por­to di Limone, incas­tran­do la prua del piroscafo sul­la riva per anco­rar­lo ed evi­tarne l’affondamento. I fer­i­ti ven­nero trasportati a Riva del Gar­da. La nave venne soc­cor­sa e dis­incagli­a­ta dall’altro bat­tel­lo a pale giun­to in aiu­to dal por­to di Desen­zano, l’ Italia.Dal giorno suc­ces­si­vo, il 7 novem­bre 1944, tut­ti i trasporti civili via acqua ven­nero sospe­si. E tre set­ti­mane dopo, a fine novem­bre, anche i trasporti sul­la cos­ta con auto­bus e cor­riere ven­nero can­cel­lati per peri­co­lo di com­bat­ti­men­ti, agguati, rap­pre­saglie, atten­tati. Chi dove­va muover­si, dove­va far­lo a suo ris­chio e peri­co­lo, con i mezzi di for­tu­na di cui dispone­va, come i film in bian­conero del neo­re­al­is­mo han­no rac­con­ta­to con tan­ta effi­ca­cia. Cec­con venne insigni­to di una lus­inghiera dec­o­razione e pre­mi­a­to con un encomio delle autorità. Ma il mari­naio non fece in tem­po a godere a lun­go quel riconosci­men­to per­ché, poco tem­po dopo, esat­ta­mente il mat­ti­no del 12 gen­naio del 1945, men­tre si trova­va a Sirmione, al pos­to di manovra dell’ Italia con le inseg­ne del­la Croce Rossa, venne fredda­to da un’incursione nem­i­ca. Giovedì 18 gen­naio 1945, l’ Itali” venne pre­so di mira da un altro attac­co aereo. Sta­vol­ta non era­no raf­fiche, ma bombe. Tutte for­tu­nata­mente cadute a qualche metro dal­lo scafo. Alcune di esse ave­vano però cen­tra­to gli alberghi occu­pati dai tedeschi. Così il coman­dante dell’Ortskommandantur, per evitare altri rischi, ordinò ai mari­nai di ormeg­gia­re l’Italia fuori dal­la darse­na, al largo di Sirmione. La manovra venne ese­gui­ta in ser­a­ta. E il giorno dopo gli aerei anglo-amer­i­cani non tar­darono a rifar­si vivi, colan­do a pic­co il vec­chio bas­ti­men­to. In com­pen­so, tra il 22 e il 23 aprile, a due giorni dal­la Lib­er­azione, i tedeschi affon­darono con cariche di tri­to­lo tut­ti gli altri bat­tel­li del Garda.L’Italia venne recu­per­a­to con una solenne cer­i­mo­nia quat­tro anni dopo, esat­ta­mente il 24 set­tem­bre 1949. E per un curioso scher­zo del des­ti­no, a rimorchiar­lo fino a Peschiera fu lo Zanardel­li, ren­den­dogli così il favore di qualche anno pri­ma, quan­do era sta­to lui ad essere col­pi­to, a Limone, dalle bombe nemiche e por­ta­to al sicuro pro­prio dall’Italia.

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