Regione e Provincia appoggiano l’idea. In discussione il corso in Scienze per l’ambiente della Cattolica

Nell’ala nord del Castello c’è spazio per l’università

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Parte del Castel­lo di Desen­zano potrebbe divenire sede del nuo­vo cor­so di lau­rea in Scien­ze per l’Am­bi­ente e lo Svilup­po Sosteni­bile pre­sen­ta­to uffi­cial­mente ieri l’al­tro dal Mag­nifi­co Ret­tore del­l’ Cat­toli­ca di Bres­cia, pro­fes­sor Ser­gio Zaninel­li. Garan­ti del­l’­op­er­azione, pro­pos­ta dal­l’asses­sore all’Ur­ban­is­ti­ca di Desen­zano Orlan­do Farinel­li, sono Enzo Cos­su e Fran­co Nicoli Cris­tiani, rispet­ti­va­mente asses­sore provin­ciale e regionale all’Am­bi­ente. I due espo­nen­ti han­no infat­ti «assi­cu­ra­to la mas­si­ma col­lab­o­razione nec­es­saria — si legge in una nota — anche per ren­dere oper­a­ti­va la pres­ti­giosa sede del Castel­lo di Desen­zano». Farinel­li, dal can­to suo, ha con­fer­ma­to «l’in­ten­zione e la volon­ta del­l’am­min­is­trazione comu­nale di pro­cedere con la mas­si­ma sol­leci­tu­dine alla real­iz­zazione di questo ambizioso prog­et­to». Il nuo­vo cor­so di lau­rea ver­rà affi­an­ca­to a una nuo­va strut­tura oper­a­ti­va, fon­da­ta in col­lab­o­razione con la e la Fon­dazione Carip­lo, denom­i­na­ta Cen­tro di Ricerche per l’Am­bi­ente e lo Svilup­po Sosteni­bile del­la Lom­bar­dia, più nota con la sigla Crasl. Ecco spie­ga­to il moti­vo del coin­vol­gi­men­to e degli stanzi­a­men­ti pre­visti da parte del­la Regione e del­la Provin­cia. Il pro­gram­ma di ques­ta nuo­va attiv­ità for­ma­ti­va nasce per lo stu­dio del­lo svilup­po eco­nom­i­co entro i vin­coli posti dagli equi­lib­ri ambi­en­tali e prevede la cos­ti­tuzione di un osser­va­to­rio per­ma­nente in Lom­bar­dia. Ebbene, Desen­zano ha offer­to, con grande sod­dis­fazione del­l’U­ni­ver­sità Cat­toli­ca, la parte nord del­l’an­ti­co castel­lo, sit­u­a­to a Cap­o­later­ra, per ospitare il nuo­vo cen­tro di ricerche e la futu­ra sede uni­ver­si­taria, men­tre i locali del­l’Is­ti­tu­to di Geofisi­ca e Bio­cli­ma­tolo­gia del Gar­da (diret­to dal pro­fes­sor Gian­fran­co Bertazzi) sareb­bero uti­liz­za­ti per accogliere il lab­o­ra­to­rio sci­en­tifi­co e le apparec­chia­ture. L’im­mo­bile, parte già ristrut­tura­to, ver­rà ora risis­tem­ato e recu­per­a­to per poi essere con­ces­so in affit­to all’U­ni­ver­sità bres­ciana. Il prog­et­to pre­lim­inare è già sta­to redat­to, attende solo di essere inoltra­to, per il parere, alla Soprint­en­den­za ai Beni Architet­toni­ci di Bres­cia. Sarebbe, sen­za dub­bio, una buona idea quel­la di des­tinare, anche solo una parte, il Castel­lo ad inizia­tive cul­tur­ali o di stu­dio. Di un ate­neo che potesse var­care le sue porte a dire il vero si era già par­la­to durante la Giun­ta Roc­ca. Si trat­ta­va, per la pre­ci­sione, di una uni­ver­sità inglese che, una vol­ta ristrut­tura­to l’in­tero immo­bile, avrebbe trasfer­i­to dal­la neb­biosa e umi­da ter­ra inglese a quel­la sicu­ra­mente ben più soleg­gia­ta e mite del , stu­den­ti e cor­si uni­ver­si­tari. Ma non se ne fece più nul­la, sia per i costi proibitivi a cui sarebbe dovu­ta andare incon­tro l’am­min­is­trazione, sia per­chè, nel frat­tem­po, la giun­ta di cen­trosin­is­tra venne bat­tuta dal Polo. Adesso, pur non investen­do l’in­tero com­p­lesso, si com­in­cia tim­i­da­mente ad affac­cia­re qualche ipote­si di intervento.