Illustrate in consiglio comunale le linee del nuovo Piano regolatore: bocciato lo sviluppo a macchia di leopardo. Stop al campo da golf di Drugolo. Parcheggi e scuola davanti all’ex acciaieria

Nuove case? No, meglio il riuso

25/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Di Piano rego­la­tore fino­ra s’è par­la­to solo nei bar, nelle sagrestie e nelle caserme: da oggi se ne dis­cute invece nel­la sua legit­ti­ma sede, l’aula con­sil­iare». E’ com­in­ci­a­ta con ques­ta bat­tuta del sin­da­co Moran­do Peri­ni la mara­tona del­l’adozione del nuo­vo Piano rego­la­tore, approva­to ieri sera alle 20.30 solo dal­la mag­gio­ran­za ulivista che gov­er­na Lona­to. Adesso, seguiran­no i ter­mi­ni di legge per la pub­bli­cazione e la pre­sen­tazione delle osser­vazioni, che di cer­to non mancher­an­no. La vari­ante al Piano rego­la­tore entra, dunque, nel pieno del suo per­cor­so scan­di­to dal­l’im­man­ca­bile dibat­ti­to politi­co che ani­merà i prossi­mi mesi. Nel suo inter­ven­to di aper­tu­ra, davan­ti a uno scar­so pub­bli­co, il sin­da­co ha riper­cor­so tutte le tappe del­lo stru­men­to urban­is­ti­co, seg­na­to dal­la nota vicen­da giudiziaria che ha vis­to Peri­ni e l’in­tera Giun­ta, oltre a pro­fes­sion­isti e fun­zionari comu­nali, al cen­tro di una indagine per truf­fa e abu­so in atti d’uf­fi­cio. Inchi­es­ta che, però, dopo un anno di indagi­ni ha por­ta­to all’archivi­azione del­l’e­s­pos­to anon­i­mo da parte del­la Procu­ra del­la Repub­bli­ca. «Gra­zie a questi esposti — ha osser­va­to Moran­do Peri­ni — Lona­to ha per­so un anno di cam­mi­no del Piano rego­la­tore; adesso sarebbe sta­to già approva­to: questo ha solo causato dan­ni incal­co­la­bili per­ché sono scadu­ti dei vin­coli pae­sag­gis­ti­ci che han­no così per­me­s­so la cemen­tifi­cazione di aree di grande pre­gio ambi­en­tale». Ma come è sta­ta ridis­eg­na­ta Lona­to dal nuo­vo piano urban­is­ti­co? Quali saran­no le pri­or­ità di inter­ven­to e quelle di sal­va­guardia, specie dopo alcu­ni scem­pi commes­si (vedi Bar­cuzzi e Maguz­zano) negli ulti­mi anni? Nel­la sua arti­co­la­ta pre­sen­tazione, l’asses­sore all’Ur­ban­is­ti­ca Davide Bac­cinel­li ne ha indi­vid­uati alcu­ni. Il recu­pero del­l’edilizia esistente nel cen­tro stori­co in ter­mi­ni qual­i­ta­tivi, la ricer­ca di con­cen­trare il prossi­mo svilup­po res­i­den­ziale intorno ai cen­tri abi­tati esisten­ti e delle frazioni, evi­tan­do uno svilup­po a «mac­chia di leop­ar­do», una rior­ga­niz­zazione viaria come nel­la zona dei Moli­ni, una sem­pli­fi­cazione del­la nor­ma­ti­va, uno stu­dio par­ti­co­lareg­gia­to delle aree agri­cole per indi­vid­uare quelle che devono essere mag­gior­mente tute­late e di quelle pro­dut­tive (ver­rà ste­so un nuo­vo piano): questi alcu­ni degli obi­et­tivi. Il fab­bisog­no edilizio parte da un’anal­isi demografi­ca: dal 1972 al 2002, dunque in tren­t’an­ni, la popo­lazione è cresci­u­ta del 27%. Pas­san­do al set­tore com­mer­ciale Bac­cinel­li ha det­to chiaro e ton­do che «non sono pre­visti nuovi inse­di­a­men­ti di grande dis­tribuzione o cen­tri com­mer­ciali». Nel com­par­to agri­co­lo sono pre­viste pre­scrizioni di carat­tere architet­ton­i­co e ampli­a­men­ti solo per esi­gen­ze famil­iari. Inoltre, è sta­ta elim­i­na­ta la des­ti­nazione di un’area di Dru­go­lo a cam­po da golf che, quin­di, viene ripro­pos­ta come agri­co­la. Alla Salera si vuole invece real­iz­zare il futuro cen­tro sporti­vo e, nelle aree libere di fronte all’ex Acciaieria di Lona­to, una serie di parcheg­gi per il cen­tro stori­co uni­ta­mente a un plesso sco­las­ti­co. Non si toc­cher­an­no le aree a lago e quelle attorno alle zone di grande inter­esse nat­u­ral­is­ti­co o arche­o­logi­co (For­nace dei Gorghi, San Zeno, Pola­da, Lavagnone, ecc), anzi ver­ran­no ulte­ri­or­mente tute­late. Infine, l’ex area Busi. Il suo recu­pero passerà, ha sot­to­lin­eato Bac­cinel­li, «attra­ver­so l’esclu­sione di qual­si­asi attiv­ità indus­tri­ale (ammes­so solo il riu­so come depos­i­to e attiv­ità logis­tiche) con espres­so divi­eto di qual­si­asi trasfor­mazione e l’ab­bas­sa­men­to del­l’al­tez­za delle strut­ture a 12 metri».