Incontro con la coordinatrice degli accompagnatori, prof. Ala Azarenko – “Garda Solidale in controtendenza rispetto alle altre associazioni italiane: in cinque anni abbiamo assistito almeno quattromila bambini” spiega il presidente Fabio Perin

Oltre 400 ragazzi bielorussi si disintossicano sul Garda

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Prob­a­bil­mente la notizia, data qua­si “di tra­ver­so” dai mag­giori organi d’informazione, è sfug­gi­ta ai più; o comunque non ha avu­to l’eco che — purtrop­po — avrebbe mer­i­ta­to: qualche giorno fa, in uno dei mer­cati più impor­tan­ti di Mosca, sono state seques­trate ton­nel­late di mir­tilli. Nonos­tante pre­oc­cu­pazioni, dis­po­sizioni e divi­eti, proveni­vano da Ucraina e Bielorus­sia e con­tenevano una per­centuale di cesio più che alta, ver­tig­i­nosa. La causa? La soli­ta: Cher­nobyl. Sono pas­sati sedi­ci anni da quan­do accadde l’immane trage­dia e le con­seguen­ze anco­ra si fan­no sen­tire in modo tan­to dram­mati­co. Con­seguen­ze con­tro le quali, da anni, s’impegna forte­mente a lottare l’Associazione Gar­da Sol­i­dale, con i suoi prog­et­ti che la por­tan­toad inter­venire diret­ta­mente in Bielorus­sia, a Gomel come a Viet­ka, come ovunque vi sia bisog­no. Ma soprat­tut­to por­tan­do qui, sulle sponde del lago, ogni anno, centi­na­ia di ragazzi per un sog­giorno dimostratosi impor­tan­tis­si­mo per la loro salute fisi­ca e psi­co­log­i­ca. “E’ sta­to cal­co­la­to — dice il pres­i­dente di Gar­da Sol­i­dale, Fabio Perin — che i guasti prodot­ti nel fisi­co di questi ragazzi, tut­ti nel­la del­i­catis­si­ma età com­pre­sa fra i 7 e i 14 anni, da cesio e stronzio, frut­to velenoso del­la radioat­tiv­ità impazz­i­ta del­la cen­trale di Cher­nobyl, pos­sono venire riparati dal nos­tro ambi­ente nat­u­rale ed umano e dal nos­tro cli­ma, almeno per il 30% in un mese: ciò sig­nifi­ca che un sog­giorno teori­co sul lago, nei mesi cen­trali del­la sta­gione esti­va, fra giug­no e set­tem­bre, fa com­in­cia­re il recu­pero del­la loro salute. E lo fa con­tin­uare ad ogni ritorno, come dimostra­no ampia­mente i 420 pic­coli ospi­ti che saran­no rimasti con noi anche quest’anno ed i cui pri­mi scaglioni sono già qui”.“Quello che sti­amo facen­do – con­tin­ua anco­ra pres­i­dente di Gar­da Sol­i­dale, Fabio Perin — è agire all’interno di un prog­et­to di cam­bi­a­men­to, così che il nos­tro oper­are crei quel legame di sol­i­da­ri­età che sta alla base di ogni con­quista di pace. Se è vero che i fenomeni fisi­ci non sono mai episo­di, ben­sì il frut­to di una fer­rea con­cate­nazione di even­ti, ques­ta legge vale anche per i com­por­ta­men­ti umani, che non sono mai indif­fer­en­ti gli uni agli altri, ma cias­cuno ha un suo pre­ciso rif­lesso sug­li indi­vidui, sul­la soci­età, sul mon­do. In questi gironi si par­la tan­to di glob­al­iz­zazione e antiglob­al­iz­zazione. Ho già avu­to modo di dir­lo, ma è utile ripeter­lo: deve esistere anche una glob­al­iz­zazione – sen­za anti — del­la sol­i­da­ri­età, che è assi più impor­tante di quel­la dell’economia. Ad essa nes­suno può pre­tendere di restare indif­fer­ente. Anzi, abbi­amo tut­ti il pre­ciso dovere di diven­tarne protagonisti”.Sul piano gen­erale, in Italia siamo di fronte alla dimin­uzione dei minori ospi­tati pas­sati dai 51.000 del 1996 agli attuali 32.000, ma “non è cer­to il nos­tro caso: infat­ti l’Associazione Gar­da Sol­i­dale è in net­ta con­tro­ten­den­za, dal momen­to che, a quin­quen­nio di attiv­ità con­clu­so (1997 — 2002) saran­no cir­ca 4000 i ragazzi che avran­no potu­to pas­sare un peri­o­do da noi”. Non solo, ma “una novità impor­tante si aggiunge in ques­ta cam­pagna 2002: infat­ti, alle famiglie che ospi­tano un minore nuo­vo viene chiesto un con­trib­u­to di soli 150 euro, com­pre­si volo aereo di anda­ta e ritorno, assi­cu­razione, accom­pa­g­na­tore e quant’altro, anziché quel­lo con­sue­to di 360 euro, come pre­vis­to per i reinvi­ti”. Ed ecco­ci ad un “nodo” impor­tante: quel­lo, accen­na­to, degli accom­pa­g­na­tori. Sono fig­ure essen­ziali quan­to impor­tan­ti per la del­i­catez­za del ruo­lo. Da cinque anni gli accom­pa­g­na­tori medes­i­mi ven­gono coor­di­nati dal­la pro­fes­sores­sa Ala Azarenko, gio­vane docente dell’ di Min­sk, dove inseg­na lingue e let­ter­a­ture neo­la­tine. “E’ sta­ta ed è tut­to­ra un’esperienza esaltante” dice Ala Azarenko, che vor­rebbe rimanere sem­pre più a lun­go in Italia. Data la sua preparazione pro­fes­sion­ale, l’italiano è ovvi­a­mente per­fet­to. E, a doman­da, risponde che il suo “ruo­lo è quel­lo di catal­iz­za­trice e coor­di­na­trice di chi assiste e segue i ragazzi dall Bielorus­sia a qui. Sul Gar­da mi sono subito trova­ta benis­si­mo, come i ragazzi stes­si: con molti di loro siamo — se si può dire — cresciu­ti insieme”. Ci saran­no pur state delle dif­fi­coltà… “Più che altro psi­co­logiche, diret­ta­mente dri­vate dal diver­so approc­cio dei bam­bi­ni. Chiara­mente chi ha una famiglia qui si sente in vacan­za; chi è orfano tende qua­si a radi­car­si qui da voi, al pun­to da chia­mare subito papà e mam­ma gli adul­ti delle famiglie che li ospitano”.E la gente del Gar­da? “Eccezionale. Ormai ci conoscono tut­ti, ci han­no accettati pien­amente. Addirit­tura c’è chi si tro­va alle prese con un deside­rio di adozione ammirev­ole, ma reso dif­fi­cile da real­iz­zare a causa di leg­gi trop­po macchi­nose. Se c’è una cosa che fa la dif­feren­za fra qui e Min­sk è che là, in cit­tà, ci si può perdere o dis­perdere. Qui cer­ta­mente no”.Il rifer­i­men­to a Min­sk por­ta il pen­siero di nuo­vo al Nord Europa: Perin è tor­na­to da poco dal­la Bielorus­sia, dov’è anda­to a “pren­dere” i bam­bi­ni. “Ho vis­to con grande sod­dis­fazione la nos­tra ambu­lan­za, ritar­ga­ta e in ordine, impeg­na­ta a pieno regime sulle strade di Gomel. Così come fun­ziona bene la nos­tra sede di Gomel. E’ una spuin­ta impor­tante per continuare”.Come si sa, sul­la via Kur­ca­to­va del­la cit­tà bielorus­sa, al numero 9, la sede di Gar­da Sol­i­dale for­mal­iz­za visi­va­mente una pre­sen­za divenu­ta negli anni più che un prezioso, prob­a­bil­mente un insos­ti­tu­ibile pun­to di rifer­i­men­to per una popo­lazione dura­mente prova­ta dal­la crisi eco­nom­i­ca e dai travagli di un crol­lo ideologico/politico non anco­ra com­ple­ta­mente assor­biti e rielab­o­rati ver­so una soci­età con radi­ci più solide.E’ un ulte­ri­ore pas­so avan­ti nel rap­por­to fra la medes­i­ma Gar­da Sol­i­dale e la gente di quel­la lon­tana regione euro­pea; un pas­so che si dis­tende sul­la diret­trice – limp­i­da e forte – lun­go la quale si muove l’attività dell’Associazione bena­cense. La quale, sia ricorda­to per inciso, lavo­ra al di qua e al di là dei con­fi­ni lacuali anche in varie altre par­ti del­la Lom­bar­dia: da Pueg­na­go a Tre­viglio, da Colog­no al Serio a Vit­tuone, da Man­to­va a , così che non pote­va man­care il riconosci­men­to del­la , con­cretiz­zatosi con la delib­era d’iscrizione all’Albo uffi­ciale apposito.Concludiamo con una doverosa seg­nalazione, , che non ci stancher­e­mo mai di ripetere: chi voglia saperne di più — e mag­a­ri con­tribuire conc­re­ta­mente — può riv­ol­ger­si alla sede cen­trale di Gar­da Sol­i­dale, a Desen­zano, in via 14, tele­fono 030.9120099 / 9120757, fax 030.9993887; ind­i­riz­zo di pos­ta elet­tron­i­ca: garda.solidale@gardasolidale.org; sito Inter­net www.gardasolidale.org. Si può anche com­piere un gesto di sol­i­da­ri­età attra­ver­so il con­to cor­rente ban­car­io 12400, aper­to pres­so l’a­gen­zia Desen­zano 1 del Ban­co di Brescia.