«Giornata europea di riconciliazione». Al cimitero militare s’intrecciano tante storie di guerra «ma nessuno», afferma il console Uta Mayer «commemora i criminali nazisti»

Onorati i caduti della Germania

21/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Nel con­di­videre a com­mem­o­rare, nel giorno del lut­to nazionale del popo­lo tedesco, anche i cadu­ti ital­iani delle due Gran­di guerre, Coster­mano assurge «a esem­pio e sim­bo­lo del­la ric­on­cil­i­azione in Europa». Sono le parole del con­sole gen­erale del­la Repub­bli­ca Fed­erale Tedesca a , Uta May­er-Schal­burg, inter­venu­ta domeni­ca alla cer­i­mo­nia com­mem­o­ra­ti­va al mon­u­men­to dei cadu­ti ital­iani e con­clusasi al cimitero mil­itare ger­man­i­co dove sono sepolti poco meno di 22 mila cadu­ti tedeschi. «Molti di loro non ave­vano neanche vent’anni», ha ricorda­to il con­sole, «sac­ri­fi­cati da un regime che del­la tiran­nia, del­la guer­ra e del geno­cidio ave­va fat­to la sua dot­t­ri­na. Vit­time a loro vol­ta, diven­tati lo stru­men­to di una polit­i­ca ani­ma­ta da un pro­fon­do dis­prez­zo dell’umanità che ha por­ta­to la morte non solo a loro, ma a mil­ioni di per­sone, a causa del­la loro reli­gione o del­la loro con­vinzione polit­i­ca». Richia­man­dosi alla polem­i­ca mai spen­ta in Ger­ma­nia e gen­er­a­ta dal fat­to che nei cimi­teri tedeschi in Italia ver­reb­bero ono­rati oltre ai sol­dati anche crim­i­nali nazisti e mem­bri delle Ss, il con­sole gen­erale ha ammes­so come infat­ti a Coster­mano siano «sepolti almeno tre uomi­ni colpevoli di reati atro­ci, resisi respon­s­abili di delit­ti con­tro l’umanità commes­si in Italia». Le loro spoglie — ha pre­cisato — sono state sepolte a Coster­mano negli anni con­fusi del dopoguer­ra, «ma nes­suno che rap­p­re­sen­ta il nos­tro Sta­to libero e demo­c­ra­ti­co», ha det­to la sig­no­ra Uta May­er-Schal­burg, «ono­ra questi cadu­ti». Sta di fat­to che tra le 21.971 tombe ci sono quelle di Chris­t­ian Wirth, Franz Reich­leit­ner e Got­tfried Schwartz, tre capi delle Ss che, dopo aver fat­to espe­rien­za nel pro­gram­ma di «eutana­sia» per elim­inare hand­i­cap­pati e malati di mente, orga­niz­zarono e coman­darono i campi di ster­minio. Nel­lo stes­so cimitero sono sepolti Hans Schmidt e quat­tro suoi com­pag­ni, uccisi in Albinea come «tra­di­tori», per­ché era­no in con­tat­to con i par­ti­giani e si prepar­a­vano a pas­sare con loro in mon­tagna. «I colpevoli e gli inno­cen­ti ci ricor­dano», ha sot­to­lin­eato il con­sole nel suo inter­ven­to sul colle, «gli anni bui del pas­sato tedesco e anche la respon­s­abil­ità polit­i­ca e indi­vid­uale di cit­ta­di­ni tedeschi. La Repub­bli­ca Fed­erale si è con­fronta­ta con la nos­tra sto­ria e con i tor­ti commes­si a tut­ti i liv­el­li — Sta­to, Soci­età e Chiesa — e in modo così inten­so e con­vin­cente che si tro­va al di sopra di ogni dub­bio». In aper­tu­ra del­la cer­i­mo­nia, dopo aver ringrazi­a­to per la loro pre­sen­za i rap­p­re­sen­tan­ti uffi­ciali del­lo sta­to ital­iano e quel­li delle asso­ci­azioni par­ti­giane e dato il ben­venu­to, sia ai mem­bri del­la colo­nia tedesca del Nord Italia che ai famil­iari dei sol­dati che riposano nel cimitero, il con­sole gen­erale ha evi­den­zi­a­to come l’attacco ter­ror­is­ti­co dell’11 set­tem­bre abbia «infran­to un’altra vol­ta la pace. Dio voglia che ques­ta lot­ta tra il mon­do libero e la dit­tatu­ra del ter­ror­is­mo finis­ca al più presto con il minor numero di vit­time». Alla cer­i­mo­nia, tra le molte per­sone i mil­i­tari del­la Nato e Rudolf Baum­gaer­tel, mas­si­mo uffi­ciale tedesco in Italia, il gen­erale di Briga­ta Car­lo Fri­go coman­dante ter­ri­to­ri­ale del Trenti­no-Alto Adi­ge; il gen­erale Gian­fran­co Cam­i­na­ta addet­to per le ono­ranze cadu­ti in guer­ra; il ten. Gior­gio Bor­rel­li coman­dante la com­pag­nia dei di Capri­no, il sin­da­co di Coster­mano Gior­gio Castel­lazzi, men­tre quel­lo di Verona, Michela Sironi, era rap­p­re­sen­ta­to da Man­lio Fichera; mons. Arman­do Pic­coli quale rap­p­re­sen­tante del vesco­vo del­la dio­ce­si scalig­era padre Flavio Rober­to Car­raro e Dino Vin­cen­zi a rap­p­re­sentare la Cam­era di Com­mer­cio di Verona. Sul colle, all’intervento del con­sole gen­erale, sono segui­te le preghiere di don Gior­gio Scala par­ro­co di Coster­mano, del pas­tore di Milano Donecke e l’onore ai cadu­ti da parte del ten. col. a riposo Walde­mar Krause. A rap­p­re­sentare i par­ti­giani anche Nan­do Labò, invali­do, rimas­to fer­i­to nel cor­so di un’azione nel feb­braio del 1945 e sal­va­to gra­zie all’intervento oper­a­to­rio di un medico mil­itare tedesco che gli ha ampu­ta­to una gam­ba. «In quel­la battaglia», ricor­da il par­ti­giano, «rimasero uccisi un cap­i­tano e un ser­gente ger­mani­ci sepolti qui a Coster­mano e sul­la loro tom­ba ogni anno veni­amo a deporre un maz­zo di fiori». Fol­ta la rap­p­re­sen­tan­za degli arrivati anche dall’Alto Gar­da trenti­no e valle di Ledro accom­pa­g­nati da Franz Wurzel res­i­dente a Pre­gasi­na. Pre­sente anche il cor­po musi­cale del­la cit­tà di Eich­hofen e il coro «La Roc­ca» di Gar­da diret­to dal mae­stro Gior­gio Avanzini.

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