In programma convegni, pubblicazioni, escursioni. Ctg e Centro Don Calabria garantiscono la gestione unitaria

Orto e rifugio rilanciano il turismo

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

L’orto botan­i­co e il rifu­gio Novezzi­na ver­ran­no diret­ti da un’unica mano. Il ban­do per la ges­tione del com­p­lesso è sta­to vin­to dall’associazione tem­po­ranea di imp­rese cos­ti­tui­ta da Coop­er­a­ti­va sociale cen­tro di lavoro, Cen­tro tur­is­ti­co gio­vanile (Ctg) e Cen­tro polifun­zionale don Cal­abria, ovvero gli enti verone­si che han­no rispos­to alla gara indet­ta a feb­braio dal­la Comu­nità mon­tana del Bal­do. Mart­edì 2 mag­gio, dopo una serie di riu­nioni, la giun­ta comu­ni­taria, pre­siedu­ta da Cipri­ano Castel­lani, ha pre­so atto dell’aggiudicazione fat­ta dal servizio agri­co­lo socio-cul­tur­ale del­la Comu­nità mon­tana di cui è respon­s­abile Moreno Dal Bor­go. Ave­vano parte­ci­pa­to alla gara altri due con­cor­ren­ti: Legam­bi­ente volon­tari­a­to di Verona con l’associazione cul­tur­ale capri­nese Bald­ofes­ti­val e l’Ipab Colonie alpine verone­si. Tut­ti i prog­et­ti si sono dis­tin­ti ma, nel riepi­l­o­go finale dei pun­teg­gi, è sta­to il Don Cal­abria cen­tro di lavoro-Ctg ad aggiu­di­car­si il voto migliore: 89 su 100. «Quest’associazione d’impresa, che col­la­bor­erà a stret­to con­tat­to con la Comu­nità mon­tana, il cui logo apparirà su ogni inizia­ti­va e pub­bli­cazione», pre­cisa Castel­lani, «dovrà lavo­rare per real­iz­zare gli obi­et­tivi pro­posti dal ban­do frut­to di una ricer­ca del­la giun­ta e degli uffi­ci comu­ni­tari. Lavor­erà cioè per val­oriz­zare il pat­ri­mo­nio nat­u­rale, cul­tur­ale e sociale del Bal­do e del com­pren­so­rio attra­ver­so la fruizione del rifu­gio e soprat­tut­to la val­oriz­zazione dell’Orto botan­i­co». Saran­no orga­niz­za­ti pub­bli­cazioni e stu­di peri­od­i­ci, con­feren­ze con sul ter­ri­to­rio. Il prog­et­to di pro­mozione pro­por­rà pos­si­bil­ità per un’ampia gam­ma tur­is­ti­ca, dalle sco­laresche, ai grup­pi, alle famiglie, agli escur­sion­isti, ai botani­ci. Il Bal­do potrà così essere conosci­u­to in tutte le sta­gioni attra­ver­so vis­ite gui­date, pro­gram­mate sec­on­do un cal­en­dario annuale gesti­to in col­lab­o­razione con vari enti e asso­ci­azioni verone­si spe­cial­is­tiche. A Novezzi­na, facen­do base al rifu­gio, si potran­no fare sog­giorni o gior­nate di trekking, sci-escur­sion­is­mo, moun­tain bike, equi­tazione, alpin­is­mo, tor­ren­tismo. Vista la vocazione del Cen­tro polifun­zionale Don Cal­abria, saran­no curate le neces­sità delle fasce deboli e dis­agiate col­lab­o­ran­do con le ammin­is­trazioni locali. All’Orto botan­i­co l’associazione d’impresa lavor­erà con musei e per preser­vare la bio­di­ver­sità baldense, curan­do le numerose specie endemiche. «In sin­er­gia con questi enti, e anche con i pri­vati, sarà dato spazio a nuove attiv­ità, legate alla cul­tura di un ter­ri­to­rio di eccel­len­za dal pun­to di vista botan­i­co già noto nei sec­oli scor­si», pre­cisa Castel­lani. Ora che l’assegnazione è uffi­ciale non res­ta che par­tire: «Già stan­no inizian­do i lavori all’Orto, la Comu­nità mon­tana del Bal­do ha chiesto la col­lab­o­razione del­la coop­er­a­ti­va sociale e del Ctg per iniziare a sis­temar­lo e a ren­der­lo vis­itabile ed effi­ciente da subito, vis­to che mag­gio, giug­no e luglio sono i mesi più impor­tan­ti per apprez­zar­lo nel suo pieno splen­dore. La Comu­nità si pone in un atteggia­men­to di mas­si­ma col­lab­o­razione nei con­fron­ti di chi si è aggiu­di­ca­to il ban­do, affinché i suoi obi­et­tivi siano real­iz­za­ti». «Ci teni­amo siano pre­miati lo sfor­zo e la scommes­sa fat­ti dal­la giun­ta sul­la pos­si­bil­ità di dare al com­p­lesso ges­tione uni­taria, a dif­feren­za di quan­to avveni­va in pas­sato, quan­do la ges­tione del­la ris­torazione e dell’accoglienza era sep­a­ra­ta dall’orto. Al di là dell’aspetto tur­is­ti­co ricetti­vo è indis­pens­abile che attorno a ques­ta ric­chez­za uni­ca si crei un alone cul­tur­ale di ampio respiro, che dia val­ore e impor­tan­za al ter­ri­to­rio del Bal­do in par­ti­co­lare e a quel­lo del com­pren­so­rio Bal­do Gar­da in generale».

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