E protagonista non è soltanto il lago. Successo ad Arco per la nona rassegna dedicata all’editoria gardesana, domenica la conclusione

Pagine del Garda, oltre mille titoli

30/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Oltre mille titoli di un centi­naio fra case editri­ci, enti e asso­ci­azioni di sei province. Una rasseg­na del libro, quel­la ospi­ta­ta nel salone delle feste del Cas­inò arcense che si con­clud­erà domeni­ca, che sta riscuo­ten­do un notev­ole suc­ces­so di pub­bli­co e riscon­tran­do soprat­tut­to l’interesse del mon­do cul­tur­ale al richi­amo non solo del baci­no bena­cense e del suo imme­di­a­to entroter­ra, ma anche delle cir­costan­ti val­late sia del Trenti­no e del Bres­ciano che delle colline moreniche del Veronese e del Man­to­vano. Pro­mossa dall’associazione cul­tur­ale «Il » e resa fat­tibile gra­zie alla sin­er­gia tra enti pub­bli­ci e pri­vati, «» mette il sig­illo alla nona edi­zione, dopo i sig­ni­fica­tivi appun­ta­men­ti dei giorni scor­si, pre­sen­tan­do due notevoli lavori edi­to­ri­ali: domani pomerig­gio alle ore 16 sarà pre­sen­ta­to «Il lago di Gar­da», opera scrit­ta da alcu­ni dei mag­giori stu­diosi dell’area garde­sana, che han­no mira­to a fis­sare in queste pagine le conoscen­ze accu­mu­late nel tem­po. Un vol­ume di 450 pagine, «che si avvale di una doc­u­men­tazione icono­grafi­ca d’eccezione, con­sis­tente in car­tografie e doc­u­men­ti d’archivio di rara bellez­za e grande effi­ca­cia ermeneu­ti­ca, oltre che di e appa­rati icono­grafi­ci apposi­ta­mente real­iz­za­ti». L’opera — a cura di Ugo Sauro, Car­lo Simoni, Euge­nio Tur­ri, Gian­maria Varani­ni ed edi­ta dal­la Cierre Edi­zioni di Som­macam­pagna in col­lab­o­razione con il Dipar­ti­men­to di Geografia dell’ di Pado­va — intende pro­porre «una let­tura nuo­va del Lago di Gar­da, con­sideran­do­lo come spazio uni­tario nel quale han­no oper­a­to forze (politiche, eco­nomiche, cul­tur­ali) stori­ca­mente e geografi­ca­mente diverse, benché tutte con­dizion­ate dal­la lacual­ità del ter­ri­to­rio garde­sano». Un Gar­da vis­to «come uno dei tan­ti spazi region­ali o microre­gion­ali in cui si arti­co­la l’Europa, sia pure con tut­to il suo cari­co di sto­rie e di par­ti­co­laris­si­mi rap­por­ti uomo-natu­ra di matrice locale e regionale». Ven­gono per­tan­to descritte le ragioni che stan­no «all’origine del­la sua con­dizione fisi­ca, cioè del lago come machi­na idrauli­ca e come inva­so geo­logi­co strut­turale, moti­vazione pri­ma di ogni arti­co­lazione antrop­i­ca; e poi le ragioni del­la sto­ria che attra­ver­so i sec­oli ha intes­su­to intorno al lago una rete di inse­di­a­men­ti e di attiv­ità umane fit­tis­si­ma» (dal­la pesca al tur­is­mo ecc.). Non da ulti­mo la ricer­ca degli svilup­pi «dell’idea garde­sana, del mito garde­sano, dalle orig­i­ni (cat­ul­liane) sino ai giorni nos­tri, nel quadro dell’Italia d’oggi e, non sec­on­dari­a­mente, dell’Europa, in cui il Gar­da si innes­ta come area di forte spes­sore eco­nom­i­co e di orig­i­nali svilup­pi». Il libro sarà pre­sen­ta­to da Gino Tomasi e Fran­co de Battaglia. Pagine del Gar­da chi­ud­erà i bat­ten­ti domeni­ca con la pre­sen­tazione alle ore 16, da parte di Luciano Bonuzzi e Francesco Mar­chioro, del libro di Mar­tin Freud «Mio padre Sig­mund Freud». Mostra del libro, quel­la arcense, par­ti­ta saba­to scor­so con la pre­sen­tazione di un lavoro-indagine dell’arcivescovo di Tren­to Lui­gi Bres­san su even­ti che han­no col­pi­to tut­ti i cen­tri abi­ta­tivi delle zone dell’Alto Gar­da in segui­to all’invasione francese del Trenti­no nel 1703. La rasseg­na oggi, ven­erdì, è aper­ta dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.30; domani e domeni­ca dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19.