Una palla di ghiaccio del diametro di 4-5 centimetri è caduta a non più di un metro dal parabrezza di un auto e si è frantumata a terra sull'asfalto.

Palle di ghiaccio dal cielo

29/01/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
P. L.

L’al­larme a Riva è scat­ta­to ieri mat­ti­na alle 11. Mar­co Zanel­la­to, autista rivano res­i­dente al Rione Due Giug­no, sta­va tran­si­tan­do in via Pasi­na quan­do all’im­provvi­so ha vis­to una pal­la di ghi­ac­cio del diametro di 4–5 cen­timetri cader­gli a non più di un metro dal parabrez­za e fran­tu­mar­si a ter­ra sul­l’as­fal­to. “Per poco non mi pren­de­va in pieno” ha rac­con­ta­to. E pro­prio in quegli istan­ti sul­la zona sta­va sfrec­cian­do un aereo di lin­ea. Zanel-lato ha pre­so il tele­fono è ha imme­di­ata­mente chiam­a­to i . E così anche nel­la Busa è scat­ta­to “l’al­larme piog­gia di ghi­ac­cio”. Uno scher­zo? Dif­fi­cile, vis­to che in via Pasi­na qua­si tutte le case sono basse e l’autista rivano ha rac­con­ta­to ai Cara­binieri di aver vis­to chiara­mente che il bloc­co di ghi­ac­cio proveni­va dal­l’al­to. E allo­ra cosa? I mil­i­tari si sono mes­si subito alla ricer­ca del­la “pal­la mis­te­riosa” ma nel­la zona incrim­i­na­ta han­no trova­to solo dei las­troni fran­tu­mati in decine di pezzi prob­a­bil­mente scar­i­cati dai teloni dei camion che, purtrop­po, tran­si­tano in con­tin­u­azione lun­go via Pasi­na. Lo stes­so Zanel­la­to, accom­pa­g­na­to da alcu­ni mil­i­tari, è tor­na­to sul pos­to, ha guarda­to quel ghi­ac­cio e ha det­to che non ave­va niente a che fare con quel­lo che ave­va vis­to cader­gli ad un pal­mo dal naso. E così il mis­tero è rimas­to inso­lu­to. Poco meno mis­te­riosa invece la pre­sun­ta “piog­gia di ghi­ac­cio” che ha allar­ma­to alcune per­sone nel­la zona del Lin­fano, pro­prio all’in­cro­cio con la Garde­sana. Tut­ti a doman­dar­si da dov’era piovu­to ma un tes­ti­mone, un uomo di Tor­bole che sta­va passeg­gian­do lì vici­no, ave­va vis­to tut­to. I bloc­chi di ghi­ac­cio era­no cadu­ti dal tet­to di un camion prove­niente da Arco e diret­to ver­so Rovere­to. Sem­bra­vano pro­prio dei bloc­chi cadu­ti dal cielo ma col cielo non ave­vano niente a che fare.

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