Al via corsi per far conoscere agli appassionati le differenze tra commestibili e velenosi. Sul Baldo molte specie anche rare Centinaia i raccoglitori ogni anno

Paradiso dei cercatori di funghi

21/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

«Il è una mon­tagna par­ti­co­lare per­ché possiede tutte le fasce cli­matiche, da quel­la mediter­ranea all’ar­ti­ca ed è questo il moti­vo per cui qui, sic­c­ità a parte, crescono funghi di tutte le specie», dice Pao­lo Cugil­di, pres­i­dente del grup­po mico­logi­co Orto d’Eu­ropa Francesco Cal­zo­lari di Capri­no. «Sono più di un migli­aio le per­sone che han­no parte­ci­pa­to ai cor­si di micolo­gia di base, agli incon­tri di botan­i­ca e alle uscite didat­tiche che l’as­so­ci­azione orga­niz­za ogni anno». Nei prossi­mi giorni ne inizier­an­no due in col­lab­o­razione con la Comu­nità mon­tana del Bal­do. Il pri­mo è inizia­to ieri sera, nel­la sede del grup­po a Paz­zon. Il sec­on­do invece com­in­cia stasera, e pros­eguirà tut­ti i mart­edì alle 21, nel­la sala con­sil­iare di Rival­ta. Il Bal­do è una mon­tagna molto prat­i­ca­ta dai cer­ca­tori di funghi. A tut­t’og­gi le autor­iz­zazioni rilas­ci­ate da Comu­nità mon­tana e comu­ni del­la zona per la rac­col­ta di funghi sono cir­ca 1.600. «Per lo più si trat­ta di res­i­den­ti entro la Comu­nità mon­tana, ma molti ven­gono da fuori provin­cia o da fuori regione, Man­to­va e Bres­cia soprat­tut­to», spie­gano i fun­zionari del­l’ente. Per la mag­gior parte han­no un’età media com­pre­sa fra i 26 e i 65 anni. Seguono gli ultra­ses­santac­inquen­ni, e pochi i gio­vani fra 14 e 25 anni.

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