L’opinione del consigliere nazionale del Wwf Averardo Amadio sul disegno di legge, approvato dal Senato, che sarà discusso alla Camera

«Parco del Baldo? Solo vantaggi»

08/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La pro­pos­ta di un par­co nazionale per l’area del Monte , par­ti­ta ques­ta vol­ta da un dis­eg­no di legge approva­to dal Sen­a­to e trasmes­so ora alla Cam­era, ha rimes­so in moto l’attenzione e la dis­cus­sione su un prog­et­to avvi­a­to anco­ra nel 1973 su idea del Wwf di Verona. «Incor­ag­gia­to dall’allora pres­i­dente del Wwf Italia, Mario Incisa del­la Rochet­ta», fa pre­sente Aver­ar­do Ama­dio mem­bro del Con­siglio nazionale e pres­i­dente vene­to per 18 anni (dal 1971 al 1989), «ne par­lai con Euge­nio Tur­ri, Alessan­dro Ruf­fo, Gui­do Chierego e Fran­co Wall­ner e isti­tu­im­mo una specie di comi­ta­to per l’istituzione del Par­co. Per­cor­ren­do in lun­go e in largo il ter­ri­to­rio baldense, rac­col­si dati di ogni genere e, su richi­es­ta del­la Regione, but­tai giù un prog­et­to di par­co con super­fi­cie di 13.000 ettari preve­den­done anche la zoniz­zazione.» «Suc­ces­si­va­mente su mia indi­cazione», aggiunge Ama­dio «la Regione incar­icò Fran­co Tas­si, diret­tore del Par­co d’Abruzzo, di redi­gere un prog­et­to sia per il Par­co del Bal­do che del Can­siglio. Erava­mo nel 1975 ma l’idea, nonos­tante ci fos­si­mo fat­ti in quat­tro per spie­gare le moti­vazioni a tut­ti con riu­nioni, con­feren­ze e arti­coli, venne boc­cia­ta dalle Ammin­is­trazioni locali e dal­la Comu­nità in quan­to ritenevano un par­co cala­to dall’alto». Oggi si ritor­na a dis­cuterne ma le cose non sem­bra siano poi cam­bi­ate di molto. «La pro­pos­ta entu­si­as­ma soprat­tut­to il Wwf Italia a nome del quale», sot­to­lin­ea Ama­dio, «mi esp­ri­mo, e ovvi­a­mente anche le asso­ci­azioni venete e di Verona. Entu­si­as­merà, sono sicuro, anche tut­ti col­oro, spe­cial­mente fra i res­i­den­ti che san­no guardare avan­ti. Il Par­co nazionale con­serverà, met­terà al sicuro un pat­ri­mo­nio che l’Europa ci invidia. L’hortus Ital­ie sarà a dis­po­sizione di tut­ti ma a van­tag­gio di chi vive vici­no». «Il Par­co», non man­ca di sot­to­lin­eare Ama­dio, «pro­muove val­ori che non tra­mon­tano, con­ser­va l’anima dei luoghi e di chi abi­ta e ne val­oriz­za la cul­tura. Ma soprat­tut­to diver­si­fi­ca il tur­is­mo, non solo escur­sion­is­ti­co, ma nat­u­ral­is­ti­co, cul­tur­ale e anche gas­tro­nom­i­co». Par­lare di par­co con Ama­dio è come affrontare un tor­rente in piena tan­to è con­vin­to del­la sua neces­sità. «Attiverà inves­ti­men­ti, non solo quel­li del­lo Sta­to; si dovran­no isti­tuire guide (gio­vani), assumere guardie e fun­zionari per met­tere a regime la con­ser­vazione; ci saran­no con­veg­ni di stu­dio; pre­sen­ze negli alberghi in aggiun­ta a quelle di oggi e i prodot­ti dell’agricoltura potran­no rice­vere un mar­chio». «Insom­ma non mancher­an­no le oppor­tu­nità di lavoro», pre­cisa l’esponente del Wwf, «con la con­ser­vazione delle mal­ghe, il ripristi­no di sen­tieri abban­do­nati, la for­mazione di quel­li nat­u­ral­is­ti­ci attrez­za­ti con didas­calie e lavagne didat­tiche. Per non par­lare del­la real­iz­zazione di aree fau­nis­tiche (in Lessinia se ne sta alles­ten­do una con un inves­ti­men­to di 1900 mil­ioni); del­la for­mazione dei cen­tri vis­ite; la costruzione di parcheg­gi a ridos­so del par­co; l’organizzazione di set­ti­mane ver­di; al tur­is­mo sco­las­ti­co ecc.». Per Ama­dio quel­la del par­co «è un’occasione da non perdere» per riv­i­tal­iz­zare una zona che sta «languen­do e rischia di perdere le pro­prie pecu­liar­ità». C’è però chi sostiene che di Parchi in Italia ce ne sono già diver­si e non poche anche le aree di reper­i­men­to vocate ad essere pro­tette ma pochi i sol­di a dis­po­sizione per atti­var­li e far­li fun­zionare al meglio. «Ben ven­ga il Par­co nazionale anche se ci fos­se in prin­ci­pio una sola lira di finanzi­a­men­to. Molte oppor­tu­nità pos­sono trovare l’avvio», sostiene Ama­dio, «anche sen­za denaro per­ché con­ven­gono ai pri­vati. Essendo il par­co final­iz­za­to alla con­ser­vazione del pat­ri­mo­nio nat­u­rale, e cul­tur­ale in prim­is, sono pro­prio queste final­ità a innescare una lun­ga serie di occa­sioni per i res­i­den­ti». «Ci sono Comu­ni in Abruz­zo e altrove», con­clude Ama­dio, «che chiedono di entrare nei Parchi con il loro ter­ri­to­rio per goderne i benefici».

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