venerdì, Aprile 12, 2024
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L’opinione del consigliere nazionale del Wwf Averardo Amadio sul disegno di legge, approvato dal Senato, che sarà discusso alla Camera

«Parco del Baldo? Solo vantaggi»

La proposta di un parco nazionale per l’area del Monte Baldo, partita questa volta da un disegno di legge approvato dal Senato e trasmesso ora alla Camera, ha rimesso in moto l’attenzione e la discussione su un progetto avviato ancora nel 1973 su idea del Wwf di Verona. «Incoraggiato dall’allora presidente del Wwf Italia, Mario Incisa della Rochetta», fa presente Averardo Amadio membro del Consiglio nazionale e presidente veneto per 18 anni (dal 1971 al 1989), «ne parlai con Eugenio Turri, Alessandro Ruffo, Guido Chierego e Franco Wallner e istituimmo una specie di comitato per l’istituzione del Parco. Percorrendo in lungo e in largo il territorio baldense, raccolsi dati di ogni genere e, su richiesta della Regione, buttai giù un progetto di parco con superficie di 13.000 ettari prevedendone anche la zonizzazione.» «Successivamente su mia indicazione», aggiunge Amadio «la Regione incaricò Franco Tassi, direttore del Parco d’Abruzzo, di redigere un progetto sia per il Parco del Baldo che del Cansiglio. Eravamo nel 1975 ma l’idea, nonostante ci fossimo fatti in quattro per spiegare le motivazioni a tutti con riunioni, conferenze e articoli, venne bocciata dalle Amministrazioni locali e dalla Comunità in quanto ritenevano un parco calato dall’alto». Oggi si ritorna a discuterne ma le cose non sembra siano poi cambiate di molto. «La proposta entusiasma soprattutto il Wwf Italia a nome del quale», sottolinea Amadio, «mi esprimo, e ovviamente anche le associazioni venete e di Verona. Entusiasmerà, sono sicuro, anche tutti coloro, specialmente fra i residenti che sanno guardare avanti. Il Parco nazionale conserverà, metterà al sicuro un patrimonio che l’Europa ci invidia. L’hortus Italie sarà a disposizione di tutti ma a vantaggio di chi vive vicino». «Il Parco», non manca di sottolineare Amadio, «promuove valori che non tramontano, conserva l’anima dei luoghi e di chi abita e ne valorizza la cultura. Ma soprattutto diversifica il turismo, non solo escursionistico, ma naturalistico, culturale e anche gastronomico». Parlare di parco con Amadio è come affrontare un torrente in piena tanto è convinto della sua necessità. «Attiverà investimenti, non solo quelli dello Stato; si dovranno istituire guide (giovani), assumere guardie e funzionari per mettere a regime la conservazione; ci saranno convegni di studio; presenze negli alberghi in aggiunta a quelle di oggi e i prodotti dell’agricoltura potranno ricevere un marchio». «Insomma non mancheranno le opportunità di lavoro», precisa l’esponente del Wwf, «con la conservazione delle malghe, il ripristino di sentieri abbandonati, la formazione di quelli naturalistici attrezzati con didascalie e lavagne didattiche. Per non parlare della realizzazione di aree faunistiche (in Lessinia se ne sta allestendo una con un investimento di 1900 milioni); della formazione dei centri visite; la costruzione di parcheggi a ridosso del parco; l’organizzazione di settimane verdi; al turismo scolastico ecc.». Per Amadio quella del parco «è un’occasione da non perdere» per rivitalizzare una zona che sta «languendo e rischia di perdere le proprie peculiarità». C’è però chi sostiene che di Parchi in Italia ce ne sono già diversi e non poche anche le aree di reperimento vocate ad essere protette ma pochi i soldi a disposizione per attivarli e farli funzionare al meglio. «Ben venga il Parco nazionale anche se ci fosse in principio una sola lira di finanziamento. Molte opportunità possono trovare l’avvio», sostiene Amadio, «anche senza denaro perché convengono ai privati. Essendo il parco finalizzato alla conservazione del patrimonio naturale, e culturale in primis, sono proprio queste finalità a innescare una lunga serie di occasioni per i residenti». «Ci sono Comuni in Abruzzo e altrove», conclude Amadio, «che chiedono di entrare nei Parchi con il loro territorio per goderne i benefici».

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