Ma che fine ha fatto la Rassegna del Coregone? Un domanda questa che sempre più in questi giorni circola non solo in Valtenesi ma anche in molte località gardesane e dell’hinterland.

Per la Rassegnma del Coregone sinora nessun segnale

21/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Ma che fine ha fat­to la Rasseg­na del Core­gone? Un doman­da ques­ta che sem­pre più in questi giorni cir­co­la non solo in Valte­n­e­si ma anche in molte local­ità garde­sane e dell’hinterland. Una doman­da a cui è dif­fi­cile dare una rispos­ta anche per­ché gli stes­si diret­ti inter­es­sati, i ris­tora­tori, non san­no dare una rispos­ta. Eppure ques­ta man­i­fes­tazione ha fat­to sto­ria cel­la cul­tura enogas­trono­mia del con il suo iniziale inter­esse per una specie itti­ca, il core­gone, fino allora.circa vent’anni orsono, qua­si sconosci­u­ta. Su ques­ta Rasseg­na, un tem­po “sagra” era­no state poste le pre­rog­a­tive per un allunga­men­to del­la sta­gione culi­nar­ia, la mag­gior parte dei ris­toran­ti aper­ti nel peri­o­do inver­nale, anche, e soprat­tut­to, quel­li non ader­en­ti alla rasseg­na vera e pro­pria. Anche il set­tore del­la pesca ave­va avu­to con ques­ta inizia­ti­va un ulte­ri­ore slan­cio com­mer­ciale a cui era poi segui­to un par­ti­co­lare inter­esse anche per le altre specie pre­sen­ti nel lago di Gar­da. L’incubatoio di Peschiera, gesti­to dal­la provin­cia di Bres­cia, ave­va con­tribuito, e lo sta facen­do tut­to­ra, al ripopo­la­men­to del core­gone nel lago di Gar­da. Agli inizi del­la Rasseg­na il suc­ces­so che la man­i­fes­tazione anda­va incon­tran­do costrinse molti oper­a­tori del set­tore a riv­ol­ger­si all’estero per avverte, anche con­ge­la­to, questo pesce. Poi, appun­to, gra­zie al ripopo­la­men­to, la pro­duzione nel lago di Gar­da aumen­tò con­sen­ten­do non solo ad una suf­fi­ciente pro­duzione capace di sod­dis­fare le richi­este ma addirit­tura di esportare in altre local­ità il core­gone del Gar­da. Ricor­diamo che ques­ta specie itti­ca venne immes­sa nelle acque garde­sane agli inizi del 1900 e poi, suc­ces­si­va­mente, dopo un peri­o­do di adegua­men­to iniz­iò una lenta cresci­ta nat­u­rale. L’interesse poi per le pre­li­bate carni, che veni­vano “cuci­nate in mille modi”, come recita­va l’iniziale slo­gan, fece sì che la pro­duzione “nat­u­rale”, non bas­tasse a sod­dis­fare le richi­este. Ora, a pochi giorni dal tradizionale avvio di rasseg­na, gen­eral­mente ver­so la fine di gen­naio, nes­sun seg­nale al riguar­do. Sarebbe sta­ta quest’anno, 2001, la 18° edi­zione, quel­lo di inizio mil­len­nio, ed ai ris­tora­tori da tem­po sono iniziate ad arrivare le prime richi­este di infor­mazioni cir­ca i menu a base di core­gone. Cer­to per pro­porre piat­ti di core­gone non è stret­ta­mente nec­es­sario che sia in atto ala rasseg­na. Ques­ta invece potrebbe essere un vei­co­lo pro­mozionale per far conoscere al pub­bli­co quali sono i ris­toran­ti che han­no ader­i­to all’iniziativa. Lo scor­so anno venne pre­sen­ta­ta l’Accademia Bres­cia a Tavola, che avrebbe dovu­to gestire, in col­lab­o­razione con il club Pesce di lago, tre momen­ti sig­ni­fica­tivi del­la cul­tura gas­tro­nom­i­ca bas­ta sui prodot­ti del lago di Gar­da: in gen­naio, la Rasseg­na del core­gone e pesce di lago, in mag­gio quel­la del­la sar­di­na, in set­tem­bre quel­la speci­fi­ca del Core­gone. Un allarga­men­to di oriz­zon­ti che, fino a questo momen­to, sem­bra aver invece penal­iz­za­to una man­i­fes­tazione che dura­va, otte­nen­do grande suc­ces­so, da 17 anni. Gra­zie a ques­ta man­i­fes­tazione venne data riso­nan­za e risalto, oltre al pesce del Gar­da in gen­erale, anche ad altri prodot­ti garde­sani quali il e l’olio extravergine d’oliva del­la Valtenesi.

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