Al President Hotel la tradizionale iniziativa promossa dell’Unione nazionale cavalieri d’Italia, che a Brescia conta 150 iscritti

Premio Unci, tutti i volti della bontà

12/05/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lucilla Perrini

Favorire la pro­mozione di attiv­ità benefiche, filantropiche, uman­i­tarie e cul­tur­ali, anche patroci­nan­do pre­mi è tra gli scopi dell’Unione Nazionale Cav­a­lieri d’Italia, «per questo abbi­amo isti­tu­ito il pre­mio annuale alla bon­tà per la provin­cia di Bres­cia — spie­ga il pres­i­dente Bruno Croveg­lia — dove l’Unci rac­coglie 150 iscritti».LA CERIMONIA si è svol­ta ieri mat­ti­na al Pres­i­dent Hotel di Ron­cadelle, il «Pre­mio alla Bon­tà Unci Provin­cia di Bres­cia 2008» è sta­to asseg­na­to all’ provin­ciale Bres­cia. Croveg­lia, ringrazian­do le autorità civili e mil­i­tari pre­sen­ti, ha moti­va­to il pre­mio «per quel mes­sag­gio “Usque ad san­guinem” che ani­ma lo spir­i­to avisi­no fat­to di car­ità e real­iz­za­to con l’amicizia e la tena­cia del dono nell’offrire il pro­prio sangue a quan­ti ne han­no bisog­no per la loro vita e anche per la costruzione del­la nuo­va sede real­iz­za­ta per favorire una migliore orga­niz­zazione del­la rac­col­ta del sangue e per offrire ai Soci un luo­go di incon­tro associativo».Oltre al Pre­mio Bon­tà, che ha avu­to il patrocinio del­la Provin­cia, sono sta­ti asseg­nati una serie di riconosci­men­ti ad asso­ci­azioni e sin­goli cit­ta­di­ni che si sono dis­tin­ti per il loro impeg­no nel volon­tari­a­to «ai quali – ha det­to il Pres­i­dente – va tut­ta la nos­tra riconoscen­za e apprez­za­men­to per l’impegno a favore di per­sone in dif­fi­coltà e bisog­nose di cure, di assistenza».Per la cat­e­go­ria «Dis­tinzione Onore e Mer­i­to Unci» sono sta­ti scelti don Sil­vio Gal­li, Enos Rizzi­oli e l’Associazione Onlus Vil­la dei Col­li di Lonato.Don Gal­li è un’istituzione a Chiari, non solo per­ché ha inseg­na­to a gen­er­azioni di ragazzi nel gin­na­sio dell’Istituto sale­siano, ma per­ché per più di 40 anni è sta­to «un sac­er­dote dota­to di un difet­to mer­av­iglioso: l’assoluta inca­pac­ità di dosare le pro­prie forze per venire incon­tro agli altri». La sua por­ta è sem­pre sta­ta aper­ta a tut­ti, soprat­tut­to ai più deboli e a chi si trova­va in dif­fi­coltà: carcerati, bar­boni, immi­grati, malati. E pro­prio per assis­tere meglio gli emar­ginati ha cre­ato un Cen­tro di pri­ma accoglien­za Aux­il­i­um, che ha anche ottenu­to il riconosci­men­to del­la Regione.SOCIO DELLUNCI, Enos Rizzi­oli di Maz­zano, è sta­to pre­mi­a­to per il suo lun­go servizio svolto con grande pro­fes­sion­al­ità nel­la , dove ha avu­to modo di tes­ti­mo­ni­are il suo cor­ag­gio e la sua onestà morale.Infine un’associazione, Vil­la dei Col­li di Lona­to, una onlus nata nel 1994 per pot­er offrire a per­sone non abbi­en­ti, in par­ti­co­lare minori e dis­abili, la riabil­i­tazione ter­apeu­ti­ca nei set­tori neu­ro­logi­co e psichi­atri­co. La par­ti­co­lar­ità di ques­ta asso­ci­azione è di aver pen­sato allo sport come a un mez­zo per lottare con­tro l’esclusione e il dis­a­gio sociale e aver­lo inser­i­to nelle pro­prie metodolo­gie di inter­ven­to: a vil­la di Lona­to la riabil­i­tazione si fa in sel­la a un cav­al­lo, den­tro e fuori dall’ospedale, e viene pro­mossa l’attività sporti­va per i dis­abili a liv­el­li com­pet­i­tivi, tant’è che nel 2002 l’associazione ha ottenu­to la medaglia del Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca ital­iana per l’organizzazione del tor­neo Gar­da World Cup, com­pe­tizione di scher­ma in carrozzina.PER LA CATEGORIA «Diplo­ma di Mer­i­to Unci» sono sta­ti pre­miati il mares­cial­lo Gian­pietro Mor­bio, Coman­dante del­la Stazione di Maz­zano, che nel 2007 ha lib­er­a­to cor­ag­giosa­mente un ostag­gio, pre­so come scu­do nel cor­so di una rap­ina ad un isti­tu­to ban­car­io e l’Associazione «Ami­ci del Cor­lo» di Lona­to. La Chiesa del Cor­lo, chia­ma­ta anche Chiesa dei Dis­ci­pli­ni, uno degli edi­fi­ci più antichi di Lona­to risalente al XIV sec­o­lo, è sta­ta chiusa e abban­do­na­ta per decen­ni, finché cir­ca 25 anni fa un grup­po di ami­ci decise di rimet­ter­la in ses­to. Esposero un vis­toso cartel­lo sui gra­di­ni del­la chiesa chieden­do ai cit­ta­di­ni di buona volon­tà di dare una mano e accorsero in tan­ti, operai, imp­ie­gati, arti­giani, con­ta­di­ni, pen­sion­ati: gli «Ami­ci del Cor­lo». Sono sta­ti ese­gui­ti molti lavori, anche il restau­ro del cam­panile che si trova­va in pes­sime con­dizioni, dura­to cinque anni e tut­to sen­za nes­suna richi­es­ta alle isti­tuzioni, solo per «un grande sen­so civi­co e amore per la pro­pria ter­ra». Oggi la Chiesa del Cor­lo è aper­ta ogni giorno per chi vuole ammi­rare le belle cap­pelle ded­i­cate alla San­ta Trinità e all’arcangelo San Michele.

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