Narrano le leggende che, tra le ninfe, gaie e leggiadre, ci fossero Sirmio, Vile, Mandorine, Lagise, Melsinoe

Quel marchio che affonda il nome nella leggenda di una bella ninfa

12/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Nar­ra­no le leggende che, tra le ninfe, gaie e leg­giadre, ci fos­sero Sirmio, Vile, Man­dorine, Lagise, Melsi­noe. La più bel­la era Tavine, dal «can­di­do seno e dalle azzurre pupille». Tut­ti gli dei la corteggia­vano. Per lei Vul­cano tinge­va di fuo­co il tra­mon­to, Eolo spaz­za­va le onde del lago spruz­zan­dole di schi­u­ma, Sat­urno regala­va le gemme di pri­mav­era, e Bena­co pun­ta­va sul­la dol­cez­za del­l’al­ba, lo splen­dore dei pomerig­gi o la pro­fon­dità del­la notte. Ma Tavine era innamora­ta di un gio­vane pas­tore, Cis­so. E con lui vaga­va nei boschi. Bena­co, tor­men­ta­to dal deside­rio di vendet­ta, trafisse col suo tri­dente il cuore del gio­vane. Poi si inabis­sò nel lago. Tavine, urlan­do di dolore, decise di uccider­si. Gli dei ebbero pietà, e la trasfor­marono in un sal­ice piangente, attorno al quale si avvinghiò Cis­so, diven­ta­to un ramoscel­lo di edera.La , che ha pre­so il nome da una nin­fa, ha inizia­to l’attività di imbot­tiglia­men­to nel ’67, dopo quat­tro anni di ricerche del­la sor­gente, anal­isi uni­ver­si­tarie e lavori di cap­tazione. Nel ’77 l’op­er­azione fu ripetu­ta con la sor­gente Lin­da. Nell’85 l’in­tro­duzione delle pet, dal ’90 la con­fezione in brik (car­tone). Nel ’91 l’azienda esporta in Cana­da, Usa, Polo­nia, Bel­gio, Gran Bre­tagna, Mes­si­co e Kuwait, nel ’93 nuovi impianti e di recente lo sbar­co in Cina.Fontana, tra l’altro pres­i­dente del Gal, il Grup­po di azione locale che riu­nisce enti pub­bli­ci ed imp­rese pri­vate dell’Alto Gar­da e del­la Valle Sab­bia, è sem­pre sta­to vici­no allo sport. Da anni spon­soriz­za la squadra locale di cal­cio, che mili­ta in serie D, dopo avere abbina­to il nome del­la Fonte Tavina alla Pallavo­lo Bres­cia. Col suo mar­chio è pre­sente anche in numerose man­i­fes­tazioni. L’ultima curiosità riguar­da l’ester­no del­lo sta­bil­i­men­to di Salò. Là dove inizia la sali­ta delle Zette, scor­ga inces­san­te­mente acqua nat­u­rale. Da tre can­nelle. Prese d’as­salto dal­la gente, che si rifor­nisce gratis.

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