Agevolazioni per mense e trasporti: fa discutere l’introduzione dell’Isee. L’assessore: «Applichiamo soltanto la legge»

«Riccometro» per le scuole

09/10/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Non si è anco­ra spen­ta la polem­i­ca da parte dei gen­i­tori sull’introduzione del­la tar­if­fa per l’assistenza pri­ma dell’inizio delle lezioni — servizio che da quest’anno il Comune si tro­va costret­to a far pagare -, che si accende di nuo­vo la protes­ta. Il mor­morio, e forse qual­cosa in più, riguar­da ora l’impiego dell’Isee, ovvero dell’Indicatore del­la situ­azione eco­nom­i­ca equiv­a­lente, meglio noto come «ric­cometro». In sostan­za col­oro che inten­dono usufruire di una riduzione delle tar­iffe per i servizi di men­sa e trasporto nell’anno sco­las­ti­co 2001–2002 dovran­no pre­sentare una dichiarazione sos­ti­tu­ti­va, a cui van­no alle­gati una serie di doc­u­men­ti. Si trat­ta di carte per così dire «sen­si­bili», attra­ver­so le quali viene ver­i­fi­ca­ta la situ­azione ban­car­ia del­la famiglia, con la richi­es­ta del sal­do del con­to cor­rente ban­car­io, oppure postale, al 31 dicem­bre 2000, il codice Abi del­la ban­ca con cui si opera, e questo per ogni com­po­nente del nucleo famil­iare. Devono inoltre essere seg­nalati gli inves­ti­men­ti mobil­iari, o meglio, il val­ore nom­i­nale dei titoli finanziari (Bot, azioni, obbligazioni, ecc.) sem­pre allo scadere del 2000 e per tut­ti i com­po­nen­ti del nucleo famil­iare. Infine la visura cat­a­stale per gli immo­bili posse­du­ti in pro­pri­età o in usufrut­to. «E’ una legge del­lo Sta­to che andi­amo ad appli­care — spie­ga l’assessore alla Pub­bli­ca istruzione Alessan­dra Fontana — e non è un’iniziativa del Comune di Lona­to. L’anno scor­so non è sta­to usato questo stru­men­to solo per­ché era anco­ra parec­chio neb­u­loso. Ora, dopo i vari chiari­men­ti leg­isla­tivi inter­venu­ti con decreti attua­tivi, abbi­amo pro­ce­du­to come gli altri Comu­ni al suo impiego». Molti gen­i­tori obbi­et­tano però sul modo ves­sato­rio, rigi­do, con cui inten­dete appli­car­lo? «Ci limi­ti­amo ad osser­vare una legge del­lo Sta­to. Anzi, abbi­amo anche pre­dis­pos­to una con­ven­zione con la Caaf-Cisl di Lona­to, dove si potran­no riv­ol­gere i gen­i­tori che non sono in gra­do di com­pi­lare da soli la dichiarazione e che potran­no quin­di trovare assis­ten­za». I gen­i­tori dovran­no però pagare il patrona­to sin­da­cale? «No. Il servizio è gra­tu­ito. La spe­sa — con­tin­ua l’assessore — è a cari­co del Comune. La Cisl è l’unica orga­niz­zazione che ha accetta­to di stip­u­lare con noi la con­ven­zione; i suoi uffi­ci, che si trovano a palaz­zo Zam­bel­li (ex pre­tu­ra), sono sem­pre aper­ti il lunedì dalle 8.30 alle 11.30 e il pomerig­gio dalle 16.30 alle 18.30, e il ven­erdì mat­ti­na dalle 8.30 alle 11.30». La dichiarazione sos­ti­tu­ti­va va con­seg­na­ta all’ufficio Pub­bli­ca istruzione entro il 31 otto­bre. La man­ca­ta pre­sen­tazione o incom­ple­ta com­pi­lazione com­porterà l’inserimento nel­la fas­cia mas­si­ma. «Voglio sot­to­lin­eare che l’elaborazione dei dati rac­colti non sarà fat­ta dal Comune — con­tin­ua l’assessore Fontana — ma dall’Inps, che ci per­me­t­terà poi di appli­care gli indi­ci di apparte­nen­za». Cosa dicono i gen­i­tori? Alcu­ni con­tes­tano lo stru­men­to, che «fa diventare la pri­va­cy una burla tipi­ca­mente ital­iana, usa e get­ta»; altri ravvisano come «la cir­co­lare dell’ufficio sco­las­ti­co chiarisce gli obb­lighi per avere gli scon­ti ma non dice pro­prio nul­la sui val­ori delle fasce di red­di­to per poter­vi accedere e l’entità del­lo scon­to…». Anche le oppo­sizioni si stan­no muoven­do. Forza Italia intende con­vo­care a breve ter­mine una assem­blea pub­bli­ca con i gen­i­tori per par­lare di tut­ti i prob­le­mi del­la scuo­la lonatese (e quin­di anche del trasfer­i­men­to per man­can­za di aule di due clas­si delle ele­men­tari all’edificio delle scuole medie, di , parcheg­gi ecc. ecc.). Il Polo per Lona­to dis­tribuisce in questi giorni un volan­ti­no nel quale denun­cia come il piano scuo­la approva­to dal­la mag­gio­ran­za dell’Ulivo sia «pri­vo total­mente di con­tenu­ti e pro­gram­mi». «Nel piano non sono nep­pure pre­visti fon­di per un cor­so di infor­mat­i­ca per le clas­si quinte delle ele­men­tari. I com­put­er, già acquis­ta­ti, sono inuti­liz­za­ti. Il Comune nel 2001 spende 170 mil­ioni per le feste estive, 150 mil­ioni per la fiera, 220 mil­ioni per i com­pen­si del­la Giun­ta, promette 16 mil­iar­di di inves­ti­men­ti in opere pub­bliche e non tro­va 20–30 mil­ioni per i bam­bi­ni delle ele­men­tari. E’ meglio inve­stire sui pro­pri figli, sul pro­prio futuro o… sul­la bir­ra e sulle ban­car­elle?». E a propos­i­to dell’Isee: «Chi non dichiar­erà questi dati sarà auto­mati­ca­mente nel­la fas­cia di red­di­to più alta e pagherà il mas­si­mo per mense e trasporti. Comunque, anche chi dichiar­erà i pro­pri dati ha poche sper­anze di essere nel­la fas­cia bas­sa che cor­risponde a red­di­ti molto bassi. Cosa suc­ced­erà con l’Isee? Pochi pre­sen­ter­an­no il mod­el­lo, quin­di pochissi­mi saran­no nelle fasce più basse e quin­di il Comune ci guadagnerà».