Torna a farsi ammirare la chiesa salodiana, dopo i restauri e gli interventi di messa in sicurezza

Risplende la chiesa di San Bernardino

02/03/2015 in Cultura
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Pino Mongiello

La chiesa di san Bernardi­no, a Salò, è tor­na­ta a far­si ammi­rare dopo gli inter­ven­ti che l’hanno mes­sa in sicurez­za a segui­to del ter­re­mo­to del 2004, dopo i restau­ri dei suoi gran­di teleri e dopo il rifaci­men­to com­ple­to del pavi­men­to, che ha vis­to sos­ti­tuire le vec­chie mat­tonelle di graniglia del pri­mo Nove­cen­to con le lucide losanghe mar­moree di Bot­ti­ci­no e di rosso Verona.

Non so se ques­ta sia da con­sid­er­ar­si l’ultima fat­i­ca che il par­ro­co abbia volu­to affrontare pri­ma di las­cia­re la Par­roc­chia di San­ta Maria Annun­zi­a­ta per rag­giun­ti lim­i­ti di età. Cer­ta­mente la sua labo­riosità e il suo impeg­no per la “pietra” lo si ritro­va in molte cose alle quali egli si è ded­i­ca­to nei suoi tan­ti lus­tri di min­is­tero a Salò. Ma il moti­vo per cui diamo notizia di queste vicende è dovu­to soprat­tut­to al bel testo, che Noe­mi Gualtieri ha rica­va­to dal­la pro­pria tesi di lau­rea, sul­la chiesa in ques­tione, recen­te­mente pub­bli­ca­to, che ci por­ta un ven­taglio di notizie davvero inter­es­san­ti.

Gra­zie, dunque, a questo agile opus­co­lo pos­si­amo far­ci un’idea dei ris­volti sociali e reli­giosi di Salò attra­ver­so i sec­oli che van­no dal 1476 (anno di fon­dazione del­la chiesa) a tut­to il Nove­cen­to. Di sicuro inter­esse è la breve ricostruzione dell’incidenza avu­ta dal frances­canes­i­mo in ter­ri­to­rio garde­sano e, quin­di, anche salo­di­ano. Chiesa di san Bernardi­no e con­ven­to sor­gono fuori del­la cit­tà mura­ta, tra le abitazioni di per­ife­ria, in riva al lago, quali avam­posti di spir­i­tu­al­ità per chi viene da fuori ed è diret­to alla Salò mer­can­tile e dei servizi.

Nonos­tante la ristret­tez­za dei mezzi, e nonos­tante la con­comi­tante real­iz­zazione del Duo­mo, inizia­ta nel 1453, che richiede­va con­tin­u­a­mente ingen­ti risorse, la chiesa dei frati minori fu innalza­ta in breve tem­po, ma con un dis­eg­no architet­ton­i­co diver­so da quel­lo che oggi vedi­amo.  Essa seppe essere, fin da subito, un pun­to di rifer­i­men­to per una scelta di fede fon­da­ta sull’eucarestia e per l’elevata qual­ità dell’espressione artis­ti­ca. Basti ricor­dare che qui oper­arono, tra Cinque­cen­to e Set­te­cen­to, artisti di sicu­ra fama, quali Zenon Veronese, , Far­i­nati, Bertan­za e Celesti.

L’autrice descrive, quin­di, le opere pre­sen­ti nel­la chiesa nonché le opere che all’inizio del ‘900 furono trasferite in Duo­mo per non farvi più ritorno, e fa cen­no, infine, ad altre che qui giun­sero da chiese dismesse del cir­con­dario. I dram­mati­ci ter­re­moti, quel­lo avvenu­to nel 1901 e quel­lo che si man­i­festò cent’anni dopo, nel 2004, provo­carono inter­ven­ti sostanziali sul­la strut­tura e sull’architettura del­la chiesa, e si ridusse persi­no la sua lunghez­za, men­tre il con­ven­to era già sta­to chiu­so dalle leg­gi napoleoniche, dopo la cadu­ta del­la Serenis­si­ma.

Per una più pre­cisa descrizione dei fat­ti riguardan­ti chiesa e con­ven­to e per una più appro­fon­di­ta conoscen­za delle opere qui accolte si riman­da al vol­umet­to “La chiesa di san Bernardi­no a Salò”, di Noe­mi Gualtieri, pub­bli­ca­to nel 2014 dal­la Par­roc­chia di Salò. (Nelle immag­i­ni: l’interno del­la chiesa, come si pre­sen­ta oggi, con la nuo­va pavi­men­tazione a losanghe mar­moree, e il trit­ti­co — con S. Giuseppe e S. Francesco ai lati e, sopra, il Padreter­no, di Zenon Veronese – e l’inserimento al cen­tro di una tela di mano diver­sa; in bas­so, l’organo di Paci­fi­co Inzoli da Cre­ma, del 1879.)

Parole chiave: -